Portoferraio, all’isola d’Elba, ha la sua casa di comunità, attiva dallo scorso giugno nella cosiddetta “palazzina”, accanto all’ospedale, dopo i lavori di ristrutturazione per un investimento da 1,8 milioni di euro da fondi Pnrr.
“Un intervento programmato e sviluppato con l’amministrazione guidata dal sindaco Angelo Zini e poi proseguito dal primo cittadino Tiziano Nocentini”, commenta il presidente della Toscana Eugenio Giani, che ha partecipato alla presentazione insieme alla vice Mia Diop, la direttrice dell’Asl Toscana Nord ovest Maria Letizia Casani e i sindaci di Portoferraio, Campo nell’Elba e Marciana.
I servizi della nuova struttura
Il piano terra ospita i servizi di primo contatto e la medicina del territorio. C’è il Punto unico di accesso, lo sportello di accoglienza con assistenti sociale e infermiere. Ci sono gli ambulatori dei medici di medicina generale (quattro e un pediatra di libera scelta) e gli ambulatori specialistici per visite e consulenze mirate, dalla cardiologia alla geriatria, dalla pneumologia alla medicina interna fino alla ginecologia. Altri sportelli gestiscono pratiche amministrative come, ad esempio, il cambio del medico di famiglia o le esenzioni.
Medici e infermieri saranno presenti tutti i giorni, in rapporto funzionale e complementare con la continuità assistenziale delle due case di comunità di Rio e di Marina di Campo.
Al piano superiore trovano invece posto i servizi territoriali, separando in modo netto a questo punto le cure acute (ospedaliere) e l’assistenza cronica e preventiva (territoriale). Allo stesso piano presto sarà trasferito anche il consultorio familiare. il consultorio giovani e l’unità di salute mentale èer infanzia e adolescenza.
“A Portoferraio l’assistenza era tutta concentrata sull’ospedale. Ora i cittadini potranno contare sui servizi di sanità territoriale della casa di comunità che ha trovato spazio in locali, ristrutturati, prima occupati da uffici amministrativi”, spiega Giani. La nuova casa di comunità risponde a un bisogno comune: “La demografia sta cambiando – prosegue il presidente – Si vive più a lungo: la Toscana è terza in Italia per aspettativa di vita. Aumenta il numero degli anziani, cambiano i bisogni di salute e sono necessari servizi diffusi sul territorio, il più possibile prossimi a dove uno abita, ovunque abiti. Le case di comunità rispondono a queste necessità: strutture pubbliche dove hanno il loro ambulatorio anche i medici di famiglia e dove, se non si trova il proprio, c’è qualcuno che lo sostituisce, dove si può essere visitati da specialisti e sottoporsi ad esami di diagnostica di base oppure, nei punti di pronto intervento rapido attivati, dove recarsi per emergenze di minore gravità”. Un passo in avanti verso “servizi sempre più integrati e diffusi”.
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