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Sanità e servizi sociali: Regione e Anci insieme per rilanciare il modello toscano d’integrazione

I temi sono stati al centro di un convegno a Firenze. Giani: “Vogliamo costruire un modello robusto di sanità territoriale. Toscana esempio nazionale di efficienza nell’uso dei fondi Pnrr”

Il convegno di Regione e Anci a Firenze

L’esempio toscano di integrazione tra assistenza sanitaria e servizi sociali rimane un modello, uno dei più avanzati in Italia secondo anche il “Rapporto Salute e Territorio 2026” di Federsanità e Ifel presentato nel corso di un convegno che Regione e Anci Toscana, l’associazione dei Comuni, hanno organizzato oggi al Teatro La Compagnia a Firenze. Questo perché la Toscana è partita prima di altre Regioni, fin dal 2005, appoggiandosi ad un’architettura costituita da Società della salute, convenzioni sociosanitarie e piani integrati.

La sfida: ripartire dai territori

Ma tante sono le sfide ancora aperte e per affrontarle occorre fare squadra, Regione, Comuni e aziende sanitarie in collaborazione con il Terzo settore: spingendo ulteriormente sull’acceleratore dell’integrazione, concertando e programmando insieme e ripartendo dai territori.

“Siamo in un momento cruciale della riforma della sanità territoriale e la sfida di questa mia seconda legislatura sarà quella di costruire un modello robusto di assistenza diffusa – ha sottolineato il presidente della Regione Eugenio Gianiin Toscana siamo comunque avanti: nella presenza dei medici di famiglia nelle case di comunità e nei punti di intervento rapido, alternativa per i codici minori ai pronto soccorso degli ospedali, nei servizi di diagnostica di base che queste nuove strutture sapranno offrire e che saranno ulteriormente valorizzate dall’uso delle nuove tecnologie, come la telemedicina, per consulti e referti da remoto”.

70 case di comunità con il Pnrr

Lo sottolinea anche l’assessora al diritto alla salute Monia Monni: “Nuovi bisogni di salute ci spingono a cambiare il modello di assistenza, spinti dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle malattie croniche. Case ed ospedali di comunità diventano l’architrave di questo nuovo sistema. Ne abbiamo realizzate settanta con il Pnrr, ne nasceranno almeno altre dieci entro la fine dell’anno e saranno nodi di una rete che deve essere sempre più interconnessa”.

In gioco, non lo nascondono Giani e Monni, c’è anche la difesa della sanità pubblica universale. E il rischio di una tempesta perfetta è forte, a causa della crisi vocazionale di medici e infermieri, di meno di un tempo, e delle risorse che non aumentano quanto i bisogni di salute.

“La Toscana – sottolinea Giani con orgoglio – ha dimostrato di essere un esempio nazionale di efficienza per aver rispettato i tempi del Pnrr nella realizzazione, entro giugno, delle settanta case di comunità e ventitré ospedali di comunità programmati. Le case di comunità diventano il riferimento per i cittadini per servizi di diagnostica di base offerti, i prelievi e le attività sociali, per parlare con il proprio medico di famiglia (il tuo o chi lo sostituisce) oppure con uno specialista”.

La Toscana investe nel welfare

I numeri del rapporto presentato durante il convegno mettono in evidenza come la Toscana sia tra le regioni che più investono nel welfare locale. La Toscana però è anche una delle regioni più anziane d’Italia, dove gli over65 sono oltre un quarto (il 26,5%) di tutti i residenti, mentre l’indice di dipendenza che fotografa il rapporto percentuale tra popolazione in età non attiva e attiva schizza al 60,7% segnale di una pressione crescente. Oltre 31.500 sono le persone con disabilità tra zero e 64 anni in carico al servizio sociale professionale.

“Per garantire il diritto alla salute è necessario ripartire dai territori – ha concluso Susanna Cenni, sindaca di Poggibonsi e presidente di Anci Toscanala salute dipende da molteplici fattori e gli enti locali svolgono un ruolo fondamentale nell’individuare i bisogni, programmare le risposte, monitorare gli esiti”. Due le sfide che il sistema si trova ad affrontare : “l’evoluzione dei bisogni della popolazione e la conclusione dei programmi del Pnrr”. Quanto al futuro per Cenni è “necessario valorizzare ulteriormente uno dei principali punti di forza del modello toscano, ovvero i luoghi e gli strumenti della programmazione dei servizi integrati sanitari, sociosanitari e sociali, a partire dal rilancio delle conferenze zonali dei sindaci, integrate dai rappresentanti delle Asl”.

 

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