Torna nel 2026 il “Treno della Memoria”, l’iniziativa organizzata dalla Regione Toscana che permette ad un gruppo di studenti ed insegnanti di toscani di viaggiare da Firenze a Cracovia, in Polonia, e visitare i campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau. “Ripartirà il 23 marzo”, ha annunciato il presidente Eugenio Giani durante il discorso che ha concluso la seduta solenne del Consiglio regionale convocata al Memoriale delle deportazioni di Firenze in occasione del Giorno della Memoria, a 81 anni dalla liberazione di Auschwitz.
“Sarà un’esperienza che si inserisce in un calendario di eventi messo in moto da associazioni, istituzioni e scuole, che rappresentano il segno di una sensibilità e di partecipazione attiva in Toscana sul fronte della testimonianza di ciò che è stato e che ci deve rendere soddisfatti”, ha affermato Giani. L’organizzazione del Treno verrà seguita dall’assessora alla Cultura della Memoria Alessandra Nardini.

La Toscana è stata la prima Regione a realizzare un convoglio di studentesse e studenti verso ad Auschwitz-Birkenau per non dimenticare la Shoah e le persecuzioni e deportazioni nazifasciste contro oppositori politici, Rom e Sinti, testimoni di Geova, comunità LGBTQIA+, persone con disabilità fisica o psichica, internati militari italiani. “In un mondo in cui la violenza, la guerra e la sopraffazione sull’altro stanno prendendo sempre più campo, la Toscana – ha detto Giani in chiusura dell’intervento – intende ribadire il significato e l’importanza del Giorno della Memoria collegando iniziative come il Treno della memoria all’impegno per i diritti civili e alla sua vicinanza al grido di libertà e democrazia che arriva da ragazzi e ragazze, di cittadine e cittadini dall’Iran all’Ucraina, fino a chi in Medio Oriente testimonia affinché si possa arrivare a due popoli e due Stati”.
La seduta solenne del Consiglio
“Questo luogo simbolico ospita il Consiglio regionale per il Giorno della Memoria perché la Memoria non deve essere qualcosa di cristallizzato, ma un impegno quotidiano”, ha detto la presidente Stefania Saccardi nell’intervento di apertura della seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana per celebrare il Giorno della Memoria.
Le celebrazioni sono state aperte dal suono delle chiarine del Comune di Firenze. Nel corso della seduta hanno preso la parola anche Vannino Chiti, presidente dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea; Alfredo De Girolamo scrittore e autore di “Chi salva una vita, in memoria dei Giusti Toscani”, Edizioni dell’Assemblea; Alessio Ducci vicepresidente ANED – Firenze e membro CDA Fondazione Memoria della Deportazione.

“La Shoah ci parla ancora oggi, in un tempo in cui, come ha ricordato Papa Leone, la guerra sembra essere diventata quasi ‘di moda’ e si moltiplicano episodi di violenza, odio e aggressione – ha aggiunto la presidente Saccardi – Il Giorno della Memoria non è soltanto una ricorrenza del calendario civile, ma una domanda forte che interroga il nostro presente. Ricordare significa riconoscere i meccanismi della disumanizzazione — l’odio, la propaganda, l’indifferenza, il silenzio — e scegliere di non restare indifferenti. Solo una memoria viva e consapevole può aiutarci a non ripetere gli errori e gli orrori della storia”.