Mercoledì 2 settembre il tour dell’assessora alla cultura della Regione Toscana Cristina Manetti ha fatto tappa nel comune di Carmignano visitando Artimino, Comeana e Seano.
Il tour è nato per mettere in luce la cultura diffusa nel territorio toscano e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico presente in ogni angolo della Toscana.
Manetti ha visitato prima il Museo archeologico “Francesco Nicosia” di Artimino, dove la direttrice Maria Chiara Bettini ha illustrato le collezioni del museo, soffermandosi in particolare sulla nuova ala che ospita gli avori rinvenuti nel Tumulo di Montefortini a Comeana e successivamente restaurati.
La visita è poi proseguita al vicino Centro didattico polivalente, dove, insieme al sindaco Edoardo Prestanti, l’assessora ha preso visione dello scavo etrusco riprodotto a fini didattici e della sala del banchetto. Dalla terrazza panoramica del Centro ha poi potuto ammirare lo splendido paesaggio delle colline di Carmignano, con sullo sfondo la villa medicea La Ferdinanda di Artimino.
Ultima tappa a Seano, dove, accompagnata dal sindaco Prestanti e dall’assessora Monni, Manetti ha visitato il Parco museo Quinto Martini, che raccoglie all’aperto le opere dell’artista originario di questo territorio, e quindi la sua Casa Studio.
“Carmignano è un territorio ricchissimo, che custodisce luoghi e testimonianze davvero straordinari – ha detto Cristina Manetti –. I grandi protagonisti qui sono certamente gli Etruschi, le nostre radici, una civiltà che continua a raccontarci la nostra storia. Il Museo archeologico di Artimino, che fa parte dei musei di rilevanza regionale, conserva reperti unici del patrimonio etrusco, ma penso anche al Tumulo di Montefortini e alle tante testimonianze archeologiche presenti in quest’area. E poi c’è Quinto Martini, un artista profondamente legato a questa terra, con la sua Casa Studio e il bellissimo Parco museo di Seano, un luogo aperto a tutti dove arte e natura si incontrano. Artimino, Comeana, Seano e più in generale Carmignano hanno tutte le caratteristiche per essere sempre di più una meta del turismo lento e culturale – ha proseguito Manetti –: un turismo che sceglie di uscire dalle grandi città d’arte per scoprire borghi, paesaggi e patrimoni meno conosciuti, ma di enorme valore. Luoghi che talvolta sono persino più conosciuti e apprezzati dai turisti stranieri che da chi vive vicino a noi. Dobbiamo quindi aiutarli a raccontarsi e a promuoversi ancora meglio, perché questa ricchezza può diventare anche una leva importante di crescita e attrattività per tutto il territorio”.
Per il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti: “Carmignano è uno dei Comuni leader nel turismo culturale. In questi anni abbiamo puntato tantissimo alla creazione di percorsi di turismo lento. Penso alla via degli Etruschi, alle vie dei Medici, alle vie dell’acqua A legare quelle che sono le unicità, le caratteristiche uniche del nostro territorio, i suoi tesori d’arte, storici e ambientali. Questa forma di turismo che mette insieme paesaggio, natura, cultura, accompagnata dai prodotti del territorio, dai nostri itinerari enogastronomici, è la forma, diversa dall’over turismo m delle grandi città, che in prospettiva ha la capacità di maggiormente svilupparsi. Turismo e cultura, noi vogliamo tenere insieme questo binomio.”
La visita di Carmignano si inserisce nel percorso che Manetti sta portando avanti nei diversi territori della regione per accendere i riflettori sul patrimonio culturale presente anche al di fuori dei centri maggiori e valorizzare quella Toscana diffusa che rappresenta uno degli elementi distintivi dell’offerta culturale regionale.
“In Toscana non esistono piccoli territori quando parliamo di cultura – ha concluso l’assessora –. Da questo punto di vista sono tutti grandi territori. Siamo straordinariamente fortunati per la quantità e la qualità del patrimonio che abbiamo, anche se tutelarlo, mantenerlo e promuoverlo rappresenta una grande responsabilità. La Toscana diffusa, anche dal punto di vista culturale, deve essere sempre di più la nostra forza. Dobbiamo dare valore a ciò che abbiamo, rafforzare la rete dei musei di rilevanza regionale e soprattutto riuscire a raccontare meglio questa straordinaria ricchezza. Chi viene in Toscana trova le nostre grandi città d’arte, con il loro fascino unico e intramontabile, ma deve sapere che, appena fuori da quei grandi centri, c’è ancora tantissimo da scoprire”