Alluvioni, frane, ondate di calore, incendi e periodi sempre più frequenti di siccità: il cambiamento climatico non è più uno scenario lontano, ma una realtà con cui anche la Toscana deve già fare i conti.
Eventi estremi che negli ultimi anni hanno interessato territori e comunità rendono sempre più urgente non solo intervenire nelle emergenze, ma costruire una nuova capacità di prevenzione e adattamento.
È da questa necessità che nasce “Toscana Resiliente: esigenze, esperienze e prospettive per l’adattamento climatico”, l’evento in programma lunedì 5 ottobre 2026, dalle 9:30 alle 16:30, presso Il Fuligno di Firenze.
L’iniziativa, promossa da Regione Toscana, Anci Toscana, ANBI Toscana e Adaptation Hub Italia del CMCC, con la partecipazione dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, vuole mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, territori e stakeholder per affrontare una delle sfide più urgenti del presente e del futuro.
Al centro del confronto ci sarà proprio la necessità di rafforzare il dialogo e la collaborazione tra i diversi livelli di governance, da quello locale a quello europeo. In questo percorso un ruolo centrale sarà affidato ad Adaptation Hub Italia, il nodo nazionale sull’adattamento climatico, chiamato a favorire lo sviluppo di competenze e la costruzione di una rete sempre più solida tra i soggetti coinvolti.
Sapersi adattare ai cambiamenti fa da sempre parte dell’evoluzione umana, ma la rapidità e l’intensità delle trasformazioni climatiche impongono oggi un vero e proprio salto di qualità. Dalle drammatiche alluvioni che hanno colpito il Medio Valdarno, il Pratese e la Piana fiorentina alle frane che hanno isolato diversi territori collinari, dalle sei ondate di calore dell’estate 2026 alla scarsità di risorse idriche, fino ai devastanti incendi boschivi, come il recente rogo di Firenzuola, e ai violenti eventi meteorologici del 20 e 21 agosto: la Toscana sta già sperimentando concretamente la fragilità del nuovo contesto climatico.
Di fronte a questo scenario, accanto alla gestione delle emergenze e alla necessaria messa in sicurezza del territorio, la sfida diventa allora quella di costruire una strategia di adattamento condivisa e multisettoriale, capace di entrare stabilmente nelle politiche pubbliche.
Ripensare il rapporto con il territorio significa infatti adottare una visione integrata, nella quale urbanistica, agricoltura, infrastrutture, sanità e servizi siano progettati e pianificati tenendo conto degli scenari determinati dal cambiamento climatico. Un passaggio necessario per trasformare la resilienza da risposta alle emergenze a vera e propria capacità strutturale dei territori.
Bernard Dika sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana ha dichiarato: “La Toscana sta già sperimentando gli effetti di un clima che cambia rapidamente, ci siamo dentro e abbiamo visto anche recentemente quali danni sono stati possibili in poche ore a seguito dell’ultima ondata di maltempo in agosto. Con questa iniziativa vogliamo rafforzare un impegno comune: rendere l’adattamento ai cambiamenti climatici una priorità trasversale per tutte le politiche pubbliche. La resilienza non è un tema settoriale, ma una responsabilità collettiva che richiede competenze, visione e collaborazione tra istituzioni, comunità e territori, per costruire insieme risposte concrete che mettano al centro la tutela delle persone e la prevenzione dei rischi”.
“È fondamentale il confronto tra istituzioni ed esperti su resilienza e adattamento – ha detto Paolo Masetti, presidente di ANBI Toscana – Gli effetti del cambiamento climatico sono ormai una realtà quotidiana con cui facciamo i conti lungo i nostri corsi d’acqua e nei nostri bacini idrografici. La manutenzione ordinaria e la gestione delle emergenze restano essenziali, ma oggi la vera sfida è anticipare i fenomeni con una visione strutturale e strategie di mitigazione e di adattamento. Adattarsi significa ripensare il nostro rapporto con l’ambiente, investire con lungimiranza nella prevenzione e in opere multifunzionali, capaci di trattenere l’acqua nei periodi di siccità e di governarla nella massima sicurezza possibile durante gli eventi estremi. Serve un salto di qualità culturale prima ancora che tecnico, un vero atto di cura collettiva. Come Consorzi di Bonifica toscani continueremo a garantire il massimo impegno al fianco di istituzioni e comunità, forti delle nostre competenze e di un profondo radicamento sul territorio”.
“Il cambiamento climatico non è più una prospettiva futura, ma una realtà con cui i nostri territori devono confrontarsi ogni giorno – sottolinea Susanna Cenni, presidente di Anci Toscana – I Comuni sono in prima linea: sono il primo presidio istituzionale, quello più vicino alle comunità, chiamato a intervenire nelle emergenze ma anche, sempre di più, a costruire prevenzione e capacità di adattamento. Per affrontare questa sfida servono risorse, competenze, strumenti e una programmazione stabile, oltre a una forte collaborazione fra tutti gli attori coinvolti nell’affrontare questo tema. Investire sulla capacità di prevenire e affrontare gli effetti del cambiamento climatico significa investire sulla sicurezza, sulla qualità della vita e sul futuro delle nostre comunità ed è in questo senso che va il lavoro di Anci Toscana in stretta collaborazione con Regione, Consorzi di Bonifica, Autorità di Bacino, Protezione Civile e tutti coloro che a vari livelli e in momenti differenti lavorano per rendere la Toscana più resiliente”.
“L’evoluzione verso un adattamento veramente trasformativo richiede di analizzare in modo costruttivo le sfide – culturali, normative e finanziarie – che accompagnano un percorso così complesso”– come ha sottolineato Sara Tornabene, ricercatrice presso il CMCC e coordinatrice di Adaptation Hub Italia – “Adaptation Hub Italia nasce dentro la cornice della missione UE sull’Adattamento ai Cambiamenti Climatici proprio con l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra diversi livelli di governance, e di supportare enti nazionali, regionali e locali nella sfida complessa di identificazione e gestione dei rischi climatici. Nello specifico, l’Hub fornisce supporto tecnico-scientifico su diversi aspetti dell’adattamento climatico, dall’identificazione del rischio e dei suoi impatti ambientali, sociali ed economici, alla scelta e implementazione di strategie di adattamento”.
