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Trasporti, da agosto salgono le tariffe di biglietti e abbonamenti. La Regione limita gli aumenti

Biglietto singolo del bus a 2 euro nei capoluoghi, ma chi usa i mezzi frequentemente risparmia. Tariffe dei treni bloccate per i pendolari, bus gratis fino a 11 anni e abbonamenti a rate

A partire dal prossimo agosto cambiano le tariffe del trasporto pubblico locale in Toscana. Entreranno infatti in vigore gli adeguamenti annuali obbligatori legati all’inflazione, previsti da contratti di servizio firmati circa dieci anni fa, a cui si sommano le pesanti ripercussioni delle tensioni internazionali. La crisi nello Stretto di Hormuz ha fatto impennare i costi dell’energia e dei carburanti a livello globale, registrando un aumento del 37% per la benzina e del 30% per il gasolio. Per evitare che questa complessa congiuntura economica si scarichi interamente sulle tasche dei cittadini, la Regione Toscana ha deciso di intervenire stanziando circa 12 milioni di euro di tasca propria per attutire l’impatto dei rincari sui titolari di abbonamenti sia ferroviari che automobilistici, tutelando così i pendolari, gli utenti abituali e le fasce sociali più esposte.

Dobbiamo partire da due elementi fondamentali: il primo è che l’aumento esponenziale dei costi del carburante per la comunità italiana e per la comunità europea; il secondo punto è che dobbiamo adeguarci a quanto previsto in un contratto di servizio di dieci anni fa, che è in vigore, che dà alle aziende il diritto di adeguare ogni anno le tariffe all’indice FOI. La Regione Toscana in alcuni anni ha avuto le risorse per annullare completamente l’aumento delle tariffe coprendo l’adeguamento all’indice FOI con risorse proprie, in altri anni non l’ha fatto e l’aumento c’è stato. Nel 2024 e nel 2025 l’aumento è stato annullato, ma quest’anno a fronte della nuova richiesta delle aziende abbiamo fatto quanto possibile: abbiamo messo a disposizione 12 milioni di euro, grazie ai quali verrà praticamente annullato l’effetto dell’aumento sugli abbonamenti ferroviari regionali e verrà di fatto dimezzato quello che sarebbe stato l’aumento sugli abbonamenti per il tpl su gomma” ha dichiarato l’assessore ai trasporti, Filippo Boni.

Entrando nel dettaglio dei singoli settori, per il trasporto su ferro lo stanziamento di quasi 2 milioni di euro permetterà di bloccare i prezzi per i possessori di abbonamento ferroviario. L’adeguamento interesserà esclusivamente i biglietti per la corsa singola, che registreranno un incremento del 5% circa, pari al tasso inflattivo cumulato previsto dai contratti di servizio in essere da anni.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico su gomma, l’investimento regionale si attesta invece a circa 10 milioni di euro. Nelle città capoluogo il costo del biglietto singolo urbano passerà da 1,70 a 2 euro, mantenendosi comunque in linea con le tariffe delle principali città del centro-nord come Bologna, dove costa 2,30 euro, Milano, dove si attesta a 2,20 euro, oppure Genova e Torino dove il prezzo è già a 2 euro. La nuova struttura tariffaria è stata però pensata per far calare il costo del singolo viaggio in base alla frequenza di utilizzo. Se la corsa singola costa infatti 2 euro, il prezzo scende a 1,80 euro a viaggio per chi acquista il carnet da 10 corse, si riduce a 1,06 euro a viaggio per chi sceglie l’abbonamento mensile calcolato su una media di 40 spostamenti, e si abbatte fino a 90 centesimi a corsa per i titolari di abbonamento annuale stimato su 400 viaggi.

“Dal 2023 il prezzo del biglietto urbano in Toscana è di 1,7 euro – ha ricordato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani dopo tre anni di aumento del costo della vita, di guerra e di crisi del carburante si passa a 2 euro. Non potevamo fare altro perché dobbiamo rispettare un contratto sottoscritto circa 10 anni fa che dà al concessionario Autolinee Toscane la possibilità di aumentare le tariffe in base al costo della vita e all’inflazione. Noi abbiamo cercato di opporci, ma di fronte alla possibilità di un contenzioso, che alla fine si sarebbe risolto a loro favore, abbiamo acconsentito ad un lieve aumento, che è comunque in linea con i costi dei biglietti nelle altre principali città italiane del centro-nord: a Bologna il biglietto costa già € 2,30; a Milano € 2,20; a Genova e Torino € 2. Siamo però intervenuti, mettendo ulteriori 12 milioni del bilancio regionale, per tutelare gli abbonamenti, sia su ferro che su gomma”.

Accanto al contenimento delle tariffe per i pendolari abituali, la delibera introduce e rafforza importanti misure di carattere sociale. Viene estesa la gratuità del trasporto a tutti i minori fino al compimento degli 11 anni, superando definitivamente il precedente criterio legato al limite del metro d’altezza. Inoltre, viene annullato l’aumento degli abbonamenti extraurbani per gli studenti fino a 26 anni e viene introdotta la possibilità di rateizzare il costo degli abbonamenti in quattro rate mensili senza interessi, una novità assoluta nel panorama del trasporto pubblico locale.

Queste misure protettive per l’utenza si inseriscono in un sistema complessivo in cui il trasporto toscano viene sostenuto ogni anno con circa 450 milioni di euro di risorse statali, 145 milioni di risorse regionali e circa 38 milioni messi a disposizione dagli enti locali. La delibera è stata approvata in questo momento poiché le aziende dei trasporti obbligano l’ente regionale a dare comunicazione dei cambi tariffari con circa due mesi di anticipo rispetto all’effettivo avvio come prevedono i contratti di servizio in essere. Contratti che comprendono sia l’erogazione del servizio sia il progressivo rinnovo del parco mezzi, che prevede complessivamente l’arrivo di 70 nuovi treni e 2.000 autobus, di cui oltre 1.000 risultano ad oggi già rinnovati.

Il presidente ha inoltre ricordato anche un aspetto vantaggioso per il servizio pubblico collegato ai vincoli contrattuali che legano la Toscana al gestore del servizio di tpl su gomma: “Il contratto in vigore – ha detto Giani – ha previsto dal 2021 ad oggi un progressivo rinnovo del parco mezzi, che ha portato sulle strade già più di mille bus nuovi, con un abbattimento dell’età media del mezzi da 13 a 7 anni. Quest’anno è previsto un inserimento particolarmente consistente di nuovi mezzi, per cui entro fine anno potrebbero essere ben 1500 i mezzi nuovi in circolazione. Dunque è giusto guardare alle tariffe, ma ricordiamo anche che lo stesso contratto che ci impone gli adeguamenti all’inflazione, ci consente di avere bus più nuovi, che non si fermano, non hanno guasti e sono più sicuri e confortevoli.

La partita sulle tariffe resta comunque aperta al dialogo con i territori. L’assessore ha infatti concluso confermando che la Regione è naturalmente disponibile al confronto, anche per cercare ulteriori forme di agevolazione. Per questo è stata già convocata la conferenza permanente del trasporto pubblico, insieme agli enti locali, per il prossimo 21 luglio, un’occasione utile per aprirsi al dialogo, al confronto e valutare insieme ai Comuni e alle Province quali siano le eventuali ulteriori azioni da fare e quali ulteriori risorse poter reperire per ridurre l’impatto degli aumenti residui.

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