La Toscana ottiene un significativo riconoscimento per la tutela delle sue aree naturali: due delle sue zone umide sono state ufficialmente inserite nella Lista delle Zone Umide di Importanza Internazionale della Convenzione di Ramsar, il trattato intergovernativo dedicato alla conservazione e all’uso sostenibile degli ecosistemi umidi.
Si tratta del Padule di Fucecchio e del Padule di Scarlino, due ambienti dal valore faunistico e paesaggistico di grande rilievo, noti a livello globale per il loro ruolo nella biodiversità e nella funzione di habitat per numerose specie di piante e animali.
La notizia è arrivata attraverso un aggiornamento dell’elenco curato da Ramsar. Per l’Italia, l’aggiunta di queste nuove aree rafforza la presenza nazionale nella rete globale di habitat umidi, che comprende oltre 2.500 siti in tutto il mondo.
Padule di Scarlino

Il Padule di Scarlino si trova lungo la costa centro-meridionale della Toscana ed è ciò che resta di un sistema paludoso un tempo molto più esteso. L’area è ancora oggi collegata ad altre zone umide costiere e rappresenta un punto importante lungo le rotte migratorie degli uccelli del Mediterraneo.
Il sito comprende una laguna salmastra e, più all’interno, un bacino di acqua dolce di dimensioni simili, circondato da ambienti naturali di grande interesse, come le praterie di salicornia.
Dal punto di vista ecologico, il Padule di Scarlino ospita specie di uccelli di rilievo conservazionistico e piante considerate vulnerabili, contribuendo allo stesso tempo a funzioni ambientali fondamentali come la regolazione dei nutrienti, la stabilizzazione dei sedimenti e il microclima locale.
Padule di Fucecchio

Il Padule di Fucecchio è la più grande area palustre interna d’Italia. Situato tra le province di Pistoia e Firenze, a poca distanza dal Lago di Sibolla, si estende per circa 2.500 ettari tra zone permanentemente allagate e aree che si inondano stagionalmente.
Questo complesso mosaico di canali, specchi d’acqua e vegetazione palustre è un habitat essenziale per numerose specie animali, alcune delle quali di interesse internazionale. Il padule svolge un ruolo chiave per la riproduzione, la migrazione e lo svernamento di uccelli acquatici, oltre a essere importante per anfibi e insetti legati agli ambienti umidi.
Nonostante le pressioni dovute alle trasformazioni del territorio, l’area continua a garantire servizi ecosistemici fondamentali, tra cui la regolazione delle acque, la riduzione del rischio di alluvioni e il contributo alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.
Convenzione di Ramsar
La Convenzione di Ramsar, nata nel 1971 con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la protezione delle zone umide in tutto il mondo, riconosce questi ecosistemi come fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio idrico, la conservazione della biodiversità e la resilienza climatica.
Ogni anno, in occasione dell’anniversario dell’adozione del trattato, il 2 febbraio si celebra la giornata mondiale delle zone umide (World Wetlands Day).
Le zone umide Ramsar della Regione
In Toscana il percorso di riconoscimento delle zone umide di importanza internazionale è iniziato da tempo e ha coinvolto progressivamente diversi territori. Sono undici le aree individuate come Zone Umide di Importanza Internazionale, frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni e soggetti competenti. Alcune di queste hanno già completato l’iter di riconoscimento ed sono oggi ufficialmente inserite nella Lista Ramsar, tra cui il Padule di Bolgheri, la Laguna di Orbetello, il Lago di Burano, la Diaccia Botrona, il Lago e padule di Massaciuccoli – Macchia di Migliarino – Tenuta di San Rossore e il Padule della Trappola – Foce dell’Ombrone.
Altre zone umide toscane (come l’ex lago e Padule di Bientina, il Padule di Orti-Bottagone e il Lago di Sibolla) sono invece arrivate al riconoscimento in una fase successiva, a conferma di un processo articolato e in continua evoluzione che rafforza nel tempo la rete regionale delle aree umide tutelate.