Si è chiusa a Firenze l’edizione 109 di Pitti Immagine Uomo con 12.500 compratori intervenuti e quasi 19.000 visitatori totali, in linea con lo scorso gennaio.
I primi dati di affluenza finale parlano di 5.000 presenze dall’estero e 7.500 dall’Italia, in leggero calo.
“Se pensiamo alle tante tensioni internazionali e alla cautela con cui il mercato si sta muovendo è un risultato di grande importanza”, spiega l’amministratore delegato Raffaello Napoleone, evidenziando anche il “problematico quadro che arriva dagli osservatori sulla distribuzione e il dettaglio nazionali”.
Tra i principali mercati della moda maschile, rappresentati a Pitti Uomo, aumentano i buyer provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Olanda, Giappone, Grecia e Portogallo; mentre Germania, Spagna, Francia e Turchia registrano in leggera diminuzione.
Ottime performance dall’insieme dei paesi del Nord Europa: Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia.
Quanto all’Asia, si confermano le presenze cinesi (con un bilanciamento tra Hong Kong e la Cina continentale), così come si mantengono sugli stessi livelli quelle da Corea e Taiwan.
Molto bene Brasile, Messico, Israele, Canada e gli stati dell’Asia centrale, mentre tra le novità vanno menzionati Libano ed Egitto, con l’aggiunta del Medio Oriente, a proposito del quale sono da segnalare gli Emirati Arabi e il Qatar.
La classifica dei principali mercati esteri vede in testa la Germania, seguita da Regno Unito, Spagna, Olanda, Turchia, Giappone, Stati Uniti, Francia, Svizzera, Belgio, Grecia e Portogallo.
Ora il testimone passa a Milano, dove è iniziata la kermesse delle sfilate della moda maschile per l’autunno/inverno 2026/27.
