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Pitti Filati, le nuove tendenze del tessile a Firenze: Prato protagonista con 30 filature

Dal 21 al 23 gennaio alla Fortezza da Basso la fiera internazionale sulle tendenze per la primavera/estate 2027 con 103 aziende italiane e straniere

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Tessuti pregiati e innovativi, fibre di lino e cotone oppure artificilai e sintetiche. Le novità sul settore si trovano a Pitti Filati 98, in programma dal 21 al 23 gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze. Una fiera internazionale sulle tendenze filati e della maglieria per la primavera/estate 2027, per un totale di 103 aziende italiane e straniere che presentano le loro nuove collezioni al salone.

Appuntamento con le più importanti filature italiane e internazionali, con le tendenze raccontate nel nuovo Spazio Ricerca, le proposte delle sezioni speciali Knitclub, CustomEasy e Institutional Area. Attesa anche per Vintage Selection 45, il salone di riferimento per l’abbigliamento e gli accessori vintage, al Padiglione delle Ghiaia.

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30 filature pratesi presenti

Protagonista la Toscana con il distretto tessile di Prato, presente con 30 filature. Tra gli stand, in mostra filati leggeri: “Molti produttori pratesi puntano per la primavera anche su fibre naturali solitamente invernali come lana, cashmere, mohair e alpaca”, spiega Stefano Borsini, imprenditore del settore, espositore e componente il Comitato tecnico di Pitti Immagine.

“Naturalmente si tratta di filati ben diversi da quelli invernali e non solo per il titolo bensì anche per caratteristiche di leggerezza che li rendono estremamente confortevoli anche in stagioni intermedie – spiega –  In questo senso Prato riesce a far tesoro della sua indiscussa competenza nel settore laniero, proponendo filati di eccellente qualità adattissimi alla primavera”.

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I numero del tessile a Prato

A Prato ci sono 75 imprese produttrici di filato con 1.800 addetti diretti e un fatturato totale nel 2024 di circa 650 milioni di euro (-5% sul 2023). Nei primi 9 mesi del 2025, la produzione si presenta nel complesso negativa rispetto allo stesso periodo del 2024, a quota -2,6%, mentre le esportazioni in valori segnano -7,6%.

In media il 40% del fatturato del comparto pratese è realizzato con l’estero. I produttori di filati per maglieria esportano oltre la metà della produzione, mentre i filati da tessitura sono assorbiti per lo più dal mercato interno.

L’export cresce anche a due cifre con Paesi dell’Europa occidentale mentre in Europa orientale decresce, tranne che per la Polonia e Slovacchia, così come nei Paesi extra-Ue. Bene invece Stati Uniti e Vietnam. La quota maggiore dell’export pratese di filati per maglieria va in Germania (13,5% del totale), seguono Romania, Portogallo e Francia.

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“Quella dei produttori di filati per maglieria è una nicchia del sistema tessile pratese – commenta Gabriele Innocenti, coordinatore Produttori di filati a Confindustria Toscana Nord – Ma una nicchia di grande prestigio, con livelli di eccellenza riconosciuti da tutti gli addetti ai lavori, che ha in Pitti Filati il suo punto di massima visibilità verso la clientela internazionale. La concorrenza è comunque sempre più agguerrita e le nostre aziende si trovano con la propria competitività minata da fattori penalizzanti come i costi energetici, in Italia molto pesanti e i prezzi delle materie prime tessili ora in rialzo”.

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