Chiare, ambrate, alla castagna o al miele. Sono queste alcune categorie del concorso Birra dell’anno, l’iniziativa organizzata da Unionbirrai che seleziona le migliori birre artigianali italiane. La premiazione dell’edizione 2026, che si è tenuta a Rimini in occasione dell’iniziativa Beer&Food Attraction, ha visto la Toscana protagonista con molti birrifici.
A conquistare due medaglie d’oro sono stati il Birrificio Calibro22 di Figline Valdarno, vincitore nella categoria Blanche/Witbier con “Fear of the Blanche”, e il Birrificio Ad-Meata Brew House di Castel del Piano, primo classificato nella categoria dedicata alle birre con castagne con “La Gatta”.

Ottengono l’argento Mudita Brewery di Stagno (Livorno) con “Wabi-Sabi” nella categoria American Ipa e Birrificio Agricolo Poggio Rosso di Peccioli con “The Pilsenger” nella categoria German e Bohemian Pilsner.
Si aggiudicano le medaglie di bronzo ancora Calibro22 con “Kamasutra”, nella categoria English Strong Ale/American Strong Ale/Scottish Ale, Mudita Brewery con “Hygge” nella categoria Bock/Strong Lager, Poggio Rosso con “Nero a Metà” nella categoria American Porter/American Stout e La Petrognola di Piazza al Serchio con “Metra” nella categoria delle birre con cereali (compresi grani antichi).
Interessanti poi le menzioni speciali attribuire dal concorso: La Collina Trattoria & Birrificio Artigianale di Pescaglia si è distinta per le sue birre “Rye Stout” (categoria American Porter, American Stout) e “War Is Over” (con l’uso di miele). Il Birrificio del Forte di Pietrasanta, infine, per “La Mancina” (Belgian Golden Strong Ale, Tripel).
Il concorso
Nel trentennale del movimento craft italiano, la XXI edizione di Birra dell’anno si conferma punto di riferimento nazionale per il comparto. Il contest ha visto la partecipazione di 212 birrifici, con 1.746 birre iscritte e valutate in 46 categorie. A decretare i vincitori sono stati 73 giudici italiani e internazionali, provenienti da 19 paesi.
“Birra dell’anno è la fotografia più autentica del nostro movimento: qui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza – ha dichiarato Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai –. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 celebriamo un comparto maturo, più consapevole e competitivo. Proprio per questo Birra dell’anno continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca: è il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che a vincere sia esclusivamente la qualità”.
Il medagliere

Il medagliere 2026 conferma la Lombardia tra le regioni più premiate, ma evidenzia una distribuzione ampia e trasversale lungo tutta la penisola. In particolare, la Lombardia conquista 10 ori e 57 riconoscimenti complessivi, seguita da Piemonte (7 ori, 29 premi), Marche (6 ori, 23 premi), Emilia-Romagna (5 ori, 16 premi) e Umbria (4 ori, 17 premi). Seguono Abruzzo (3 ori, 9 premi), Lazio (3 ori, 11 premi), Veneto (2 ori, 17 premi), Toscana (2 ori, 11 premi), Puglia (2 ori, 5 premi), Trentino-Alto Adige (1 oro, 13 premi), Sardegna (1 oro, 3 premi), Friuli-Venezia Giulia (8 premi), Campania (3 premi), Calabria (3 premi) e Sicilia (1 premio).
Novità dell’edizione 2026
46 sono state le categorie previste dal concorso; tra queste c’è anche una new entry dedicata alle birre low e no alcohol (fino a 1,2% vol.), segmento in forte crescita anche nel panorama artigianale. Negli ultimi anni, infatti, questo mercato ha registrato un incremento significativo, riflettendo una trasformazione nei consumi legati alla maggiore attenzione al benessere e a stili di vita più consapevoli.