L’accesso ai dati, i dazi e le regole dell’intelligenza artificiale al centro del braccio di ferro tra la Casa Bianca di Donald Trump, i colossi tecnologici e l’Unione Europea. Un reportage che entra nelle pieghe dell’ultima guerra fredda mondiale nel nuovo libro-inchiesta del giornalista Daniele Magrini, pubblicato da Effigi, “Intelligenza artificiale e dazi, la guerra fredda di Trump all’Unione Europea”.
L’autore offre un’analisi approfondita dei fenomeni in atto che non riguardano soltanto l’economia, ma la sovranità, la democrazia e il futuro dell’Occidente. Prende forma un esame del braccio di ferro mondiale, dell’uso delle tariffe commerciali usate come leva politica, del destino delle norme europee sul digitale e del peso crescente delle Big Tech nelle scelte pubbliche.
Il libro si apre con la prefazione del professor Daniele Pasquinucci, ordinario di Storia della Relazioni Internazionali all’Università di Siena, che scrive: “L’Intelligenza artificiale assume la funzione di infrastruttura strategica del potere globale. È in grado di fornire strumenti per influenzare direttamente le relazioni tra gli Stati. Il suo controllo può tradursi in un vantaggio competitivo di portata globale”.
Nel libro si entra nei dossier riservati, nelle decisioni di Bruxelles, nelle strategie della Casa Bianca e in scenari che fino a pochi anni fa sembravano fantascienza e che oggi incidono già sulla vita quotidiana.
