“Un ulteriore passo verso l’autonomia del Paese in un settore strategico come quello del calcolo quantistico.” Con queste parole Antonio Zoccoli, presidente del Centro Nazionale ICSC, ha sintetizzato il significato della nuova piattaforma presentata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche al Campus Scientifico di Sesto Fiorentino durante l’evento “Calqolare con gli atomi”. Si tratta di un’infrastruttura che segna un avanzamento concreto nella capacità dell’Italia di competere in uno dei campi più avanzati della ricerca contemporanea: il calcolo quantistico.
Alla base del progetto c’è una lunga storia di collaborazione: oltre trent’anni di lavoro condiviso tra il CNR – in particolare l’Istituto Nazionale di Ottica – e l’Università degli Studi di Firenze nel campo della fisica atomica e dell’ottica quantistica. La nuova piattaforma per il calcolo quantistico nasce infatti all’interno delle attività dello Spoke 10 del Centro Nazionale ICSC, dedicato a High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing, e si inserisce in una rete più ampia di ricerca e innovazione sostenuta anche dal PNRR.
Un elemento chiave sarà la possibilità di connettere il sistema a una futura rete quantistica, grazie allo sviluppo di nuove interfacce: un passo fondamentale per integrare l’Italia nella nascente Quantum Internet europea.
Un obiettivo ambizioso, a vantaggio di tutto il Paese
L’obiettivo è ambizioso: rafforzare il ruolo dell’Italia nella comunità scientifica internazionale e favorire collaborazioni tra università e centri di ricerca, sia a livello nazionale che europeo.
“La nascita della piattaforma rappresenta un passo fondamentale che avvicina il nostro Paese alle sfide globali dell’innovazione”, ha spiegato Francesco S. Cataliotti, responsabile scientifico delle attività quantistiche del CNR nel PNRR e docente dell’Università di Firenze: “La collaborazione tra enti e università ci ha permesso di esplorare nuove possibilità, posizionando l’Italia in prima linea nello sviluppo del Quantum Internet europeo”.
Un progetto che ha anche una forte ricaduta sul territorio. “L’Università di Firenze è orgogliosa di partecipare a un’iniziativa che mette in relazione sapere, ricerca e futuro – ha sottolineato la prorettrice alla ricerca Debora Berti –. La piattaforma crea un ponte tra formazione e industria, offrendo opportunità concrete ai giovani”. La Toscana si conferma dunque uno dei principali poli italiani dell’innovazione scientifica, capace di mettere in rete competenze, istituzioni e visione strategica.
Dalla teoria alla pratica
Il cuore della piattaforma è un sistema basato su atomi neutri, una delle tecnologie più promettenti per il calcolo quantistico. Il suo utilizzo permetterà di sviluppare e validare tutte le componenti necessarie – dall’hardware al software – contribuendo a superare i limiti tecnici che ancora ne frenano la diffusione su larga scala.
L’obiettivo è anche quello di favorire l’integrazione tra calcolo classico e quantistico, aprendo la strada a nuove architetture ibride capaci di migliorare prestazioni ed efficienza energetica.