A Palazzo Blu a Pisa una grande mostra ripercorre la stagione della pittura pisana tra Ottocento e Novecento attraverso le opere dei fratelli Francesco Gioli e Luigi Gioli, protagonisti del movimento post macchiaiolo in Toscana.
“I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra ’800 e ’900”, curata da Stefano Renzoni con una selezione di disegni a cura di Bianca Cerrina Feroni, sarà aperta fino al 6 settembre 2026.
In mostra 105 dipinti, insieme a una significativa raccolta di disegni, per raccontare il ruolo centrale dei due artisti nello sviluppo della cultura figurativa locale e il fermento artistico che attraversò il territorio pisano tra i due secoli.
Il percorso espositivo propone anche una rilettura della scena artistica pisana, mettendo in evidenza la presenza di figure di primo piano come i fratelli Tommasi, Plinio Nomellini, Nino Costa, Spartaco Carlini e Giuseppe Viviani.
Ampio spazio anche alla cosiddetta “Scuola di Bocca d’Arno”, sviluppatasi tra Marina di Pisa e il Gombo attorno all’esperienza di Costa.

In mostra un nucleo di opere inedite
Il percorso espositivo si articola in sei sezioni, che ricostruiscono il contesto artistico tra Ottocento e Novecento.
La Scuola di Staggia con la bottega di Carlo Markò; La Macchia con alcuni dei protagonisti che influenzarono i Gioli (Fattori, Lega, Cabianca); I fratelli Gioli sui due artisti pisani; Intorno alla Macchia sugli artisti contemporanei dei Gioli che non poterono dirsi macchiaioli, come Vittorio Corcos e Ernesto Rayper.
E ancora: Post – Macchiaioli sui pittori che si rifecero all’esperienza macchiaiola, con interessanti riferimenti ai Tommasi; L’eredità pisana sugli artisti pisani tra Ottocento e Novecento che, a partire dalla macchia, elaborarono un nuovo linguaggio.
La sezione dedicata ai disegni dei Gioli presenta per la prima volta al pubblico un nucleo di opere inedite provenienti dall’archivio di famiglia e da collezioni private, un patrimonio grafico che documenta le diverse fasi del processo creativo, restituendo una dimensione intima e finora sconosciuta del loro lavoro.
Tra i materiali esposti, ci sono i disegni preparatori per opere celebri come la Pesca alla Sciabica e le Boscaiole di San Rossore di Francesco Gioli, e studi di animali e vedute urbane di Luigi Gioli.
