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Il presidente Eugenio Giani in visita alla Casa di comunità di Reggello: aprirà a maggio con i primi servizi

La struttura, ormai in fase di completamento, aprirà al pubblico il prossimo 2 maggio con i primi servizi di assistenza primaria, attività specialistiche e diagnostica di base

casa comunità reggello

Sopralluogo giovedì 2 aprile 2026 al cantiere della Casa di comunità di Reggello da parte del presidente della Regione Eugenio Giani e dell’assessora alla sanità Monia Monni.

La struttura, ormai in fase di completamento, aprirà al pubblico il prossimo 2 maggio con i primi servizi di assistenza primaria, attività specialistiche e diagnostica di base.

Restano da ultimare alcune opere interne, tra cui parte degli impianti, l’installazione dell’ascensore e le rifiniture, oltre alla sistemazione degli spazi esterni.

L’edificio, di due piani e 792 metri quadrati, ospiterà ambulatori specialistici, Cup, guardia medica e riabilitazione ambulatoriale.

È una sfida importante che portiamo a compimento. Poco più di un anno fa qui non c’era niente ed ora sorge questo nuovo edificio – ha commentato il presidente Giani –. Soprattutto offriremo agli abitanti del territorio servizi nuovi per venire incontro ai loro bisogni di salute. Ci saranno medici specialisti, si potrà fare la riabilitazione. Rimane da completare il percorso sui medici di famiglia che presteranno servizio all’interno, che spero si possa chiudere velocemente”.

L’assessora ha sottolineato il valore del lavoro di squadra e la portata della riorganizzazione dell’assistenza territoriale, che richiederà anche un percorso di informazione e formazione rivolto ai cittadini per orientarsi tra i diversi servizi sanitari e ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso.

La Casa di comunità di Reggello, finanziata con oltre 3,2 milioni di euro di fondi Pnrr e realizzata dalla ditta Edinfra, sarà un presidio hub di riferimento per un’area più ampia, collegato ad altre strutture periferiche.

La Case di comunità previste dal piano saranno completate entro fine giugno

Entro fine giugno, ha assicurato la Regione, saranno completate tutte e settanta le case di comunità previste dal Piano.

“È stato un ottimo lavoro di squadra, il cui valore aggiunto si percepisce – evidenzia l’assessora alla sanità e alle politiche sociali, Monia Monni -. Ringrazio dunque i colleghi del Consiglio regionale, chi mi ha preceduto e l’amministrazione locale per il contributo che hanno dato, anche per individuare la giusta e migliore collocazione possibile della struttura”.

“La riorganizzazione dell’assistenza territoriale – chiarisce ancora l’assessora – è un trasformazione importante, che andrà spiegata ai cittadini. Occorre fare formazione e la faremo” “Cambieranno infatti approccio ed abitudini – spiega – e quindi sarà utile organizzare iniziative per illustrare bene alla cittadinanza quando e per cosa chiamare un’ambulanza, quando recarsi ad una casa di comunità o un ospedale di comunità, quando rivolgersi al medico di continuità e al pronto soccorso, dove intendiamo ridurre gli accessi impropri”.

Ogni territorio ha le sue particolari esigenze. “Ogni casa di comunità è di fatto dunque una sorta di abito sartoriale, un modello dove le persone stanno al centro di tutto – evidenzia Monni -, e questo comporta un lavoro di confronto, passo passo, con chi nei territori abita ed amministra”. “Riusciremo ad aprire nei tempi del Pnrr (entro la fine di giugno ndr) tutte e settanta le case di comunità finanziate con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza” assicura l’assessora. “Ne abbiamo già tenuta a battesimo dodici” puntualizza Giani. “Certo – chiarisce Monni– non tutti i servizi saranno da subito a pieno regime. Saranno implementati nei mesi successi, anche per meglio calibrarli rispetto alle singole realtà”. “Il 30 giugno – conclude – il processo di trasformazione dell’assistenza territoriale inizia e non termina”.

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