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A Signa rivive la tradizione: torna la Festa della Beata Giovanna

Signa si prepara a vivere tre giorni in cui fede, tradizione e partecipazione si fondono, dando vita a un appuntamento che continua a rappresentare uno dei momenti più significativi per l’identità del territorio e della Toscana

Presentazione Festa Beata Giovanna a Signa

Torna a Signa, nel cuore della Città Metropolitana di Firenze, uno degli appuntamenti più identitari e partecipati della tradizione toscana: la Festa della Beata Giovanna. Un evento che ogni anno intreccia fede, storia e comunità, rinnovando un rito collettivo profondamente radicato nel territorio.

L’edizione 2026 si svolgerà da domenica 5 a martedì 7 aprile  ma il cuore della manifestazione sarà il Lunedì dell’Angelo, per i signesi semplicemente “la Beata”, momento culminante di una celebrazione che affonda le proprie radici nella devozione per Giovanna, figura vissuta tra Duecento e Trecento e ancora oggi centrale nell’identità locale. A caratterizzare la festa è soprattutto il Corteo Storico, che negli anni ha superato i 400 figuranti, rievocando la prima processione documentata nel 1385. Una rappresentazione che ha saputo crescere nel tempo, trasformandosi in uno spettacolo molto atteso senza perdere la sua dimensione religiosa.

“La Beata Giovanna è una celebrazione importantissima, secolare, che ci rende orgogliosi – ha sottolineato l’assessora alla Cultura della Regione Toscana Cristina Manetti – perché è una di quelle tante tradizioni che rendono grande la Toscana, la Toscana diffusa, dove ogni comune custodisce e porta avanti la propria identità. È anche un’occasione per riunire la comunità intorno a questa tradizione pensiamo a una festa che, con il corteo e oltre 400 figuranti e con le reliquie della Beata, porta in piazza migliaia di persone nei giorni fino al Lunedì di Pasquetta. Un momento intenso e significativo che fa di Signa un centro importante per tutta la Toscana e che dimostra quanto siano centrali le tradizioni locali, che la Regione vuole sostenere e accompagnare anche in futuro”.

A sottolineare il valore contemporaneo della manifestazione è il sindaco Giampiero Fossi, che evidenzia come la festa sia tutt’altro che una semplice rievocazione: un evento vivo, capace di coinvolgere associazioni e nuove generazioni, rafforzando il senso di appartenenza e mantenendo viva un’identità che evolve senza perdere le proprie radici. Ogni costume nasce da una ricerca storica accurata, con grande attenzione a materiali, colori e fogge, per restituire una rappresentazione autentica e di qualità, all’altezza della storia che racconta.

Il programma prenderà il via domenica 5 aprile, giorno di Pasqua, alle ore 18 con la messa nella chiesa di San Lorenzo alla presenza della Venerabile Compagnia del Santissimo Sacramento e dello Spirito Santo. A seguire, una rappresentanza del Corteo Storico accompagnerà il Gonfalone del Comune fino alla chiesa di San Giovanni, dove sarà scoperta l’urna della Beata.

Alle ore 10 di lunedì è previsto l’arrivo del tradizionale Ciuchino del Popolo di San Miniato, seguito dalla partenza del Corteo Storico e dal gruppo dei Falconieri Fiorentini di Malmantile, che attraverseranno le vie del paese fino al sagrato della chiesa di San Giovanni. A mezzogiorno si terrà la cerimonia con gli omaggi alla Beata, l’esibizione degli sbandieratori e la solenne benedizione alla popolazione. Nel pomeriggio, alle 16, la chiesa di San Lorenzo ospiterà il Concerto di Pasquetta “Beata Giovanna” della Filarmonica Giuseppe Verdi di Signa, diretta dal maestro Stefano Mangini.

Le celebrazioni si concluderanno martedì 7 aprile con la Festa del Beatino: alle ore 21 il Corteo Storico sfilerà nuovamente accompagnando il Gonfalone e le autorità fino alla chiesa di San Giovanni, dove si terranno la messa concelebrata e la cerimonia di ricopertura dell’urna.

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