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Il caos che diventa ordine: viaggio nell’emeroteca della Biblioteca Nazionale attraverso le fotografie di Mauro Cenci

Fino al 4 luglio esposti alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze gli scatti di Mauro Cenci che raccontano il viaggio che compiono i giornali dall’arrivo in BNCF alla consultazione da parte dei lettori

Il viaggio dei giornali

Una mostra presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze la sua celebre emeroteca e il viaggio che i giornali hanno compiuto e compiono dall’arrivo alla consultazione dei lettori attraverso accurate fasi di inventario e conservazione.

“Il viaggio dei giornali” è appunto il titolo dell’esposizione che fino al 4 luglio ospita le fotografie di Mauro Cenci.

L’emeroteca della Biblioteca Nazionale di Firenze ha caratteristiche uniche poiché non conserva solo le principali pubblicazioni periodiche italiane, alcune delle quali dalla vita editoriale lunghissima, ma possiede anche un gran numero di esemplari di straordinaria rarità, molti dei quali giunti fino a noi in un’unica copia.

Il nucleo originario coincide con la nascita dello Stato unitario, poi la raccolta si estende fino ai nostri giorni, è una collezione in continuo accrescimento.

Mauro Cenci ha percorso i magazzini, gli uffici, la sala di studio della Biblioteca seguendo “il viaggio” dei giornali, che ancora, giorno per giorno, arrivano nell’Istituto fiorentino per la legge sul deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all’uso pubblico.

Le sue fotografie restituiscono l’immagine di questi luoghi, stanze dove il caos pian pian diviene ordine e dove giorno dopo giorno gli impiegati accumulano e dispongono i numeri dei giornali, raggruppandoli per annata e testata, per anno, mese e giorno, gestendo l’inventariazione e l’arrivo fascicoli, la cartellinatura, la conservazione in atmosfera protetta, la collocazione negli scaffali.

Stanze nelle quali prendono forma anche grandi progetti, come la digitalizzazione dei quotidiani postunitari, dove sono protagonisti giornali che, fatti con materiale più povero o feriti dall’alluvione, vengono sfogliati uno per uno ricondizionati, digitalizzati e restituiti ai magazzini di conservazione.

L’emeroteca è distribuita tra i depositi della sede principale in piazza Cavalleggeri, i vertiginosi anditi del Forte Belvedere, le stanze luminose e claustrali di Sant’Ambrogio.

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