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Jungle Julia un vulcano musicale dalla Maremma: la voce potente della nuova canzone d’autrice

Dalla Maremma toscana arriva una giovane cantautrice al debutto con sei canzoni esplosive di cui sentiremo molto parlare, ecco la nostra intervista a Giulia Covitto in arte Jungle Julia

Ruvida, intensa, viscerale: Jungle Julia, nome d’arte della maremmana Giulia Covitto, è una delle personalità più originali emerse negli ultimi anni nel panorama della nuova musica d’autrice italiana.

Cresciuta tra la campagna toscana e l’esperienza comunitaria del Cammino Neocatecumenale, ha trasformato le proprie radici, la spiritualità e un forte bisogno espressivo in un linguaggio artistico unico, capace di fondere rock, introspezione e urgenza emotiva.

Dalla formazione a Officina Pasolini ai riconoscimenti ottenuti nei principali festival dedicati alla nuova canzone d’autore, fino all’esperienza alle selezioni di X Factor, Jungle Julia ha costruito un percorso personale e fuori dagli schemi. Un vero vulcano musicale, che nelle sue canzoni mette in gioco corpo, fragilità ed energia.

Vespro, Lode e Ora Nona

Jungle Julia ha pubblicato per il suo debutto musicale sei canzoni a coppie “Vespro” che contiene “Carne/Demonio” i cui video vanno a formare un piccolo cortometraggio, “Lode” che a sua volta include “Il sonno” e “Al buio” con due video surrealisti realizzati con l’Intelligenza Artificiale e “Ora nona” con le ultime due canzoni uscite da poco “Le Formiche” e “Todo Modo”.

Le tre pubblicazioni sono state concepite come un unico racconto, costruito attorno a tre momenti della giornata che diventano altrettanti stati dell’essere: l’abbandono, il risveglio e il cammino.

I singoli sono tutti tutti visibili e ascoltabili su YouTube e andranno a formare un Ep.

Jungle Julia – © Pippo Moscati

Ecco la nostra intervista a Jungle Julia

Ciao Giulia, sono rimasta stupita perché hai un sound veramente già molto consapevole e compatto, sembri una musicista già molto avanti nella carriera, nonostante tu sia al debutto. Quando hai iniziato a suonare?

Da piccola, quando avevo dieci anni circa. Questo sound è così perché è tantissimo che lavoro a queste tracce. Sono canzoni che hanno avuto un lungo percorso prima dalla scrittura in camera, poi allo sviluppo del sound con Matteo e Daniele Fiaschi. Da lì con la produzione di Tommaso Colliva e la registrazione live in studio con Roberto Dragonetti il disco ha fatto un salto. Ci sono dei grandi musicisti dietro e il lavoro è stato tanto.

Queste canzoni sono nate grazie a tanti no, con pazienza, che è una cosa che non mi appartiene particolarmente perché sono abbastanza attiva, direi, carica

Come sei arrivata a fare questo passo? Insomma, non è da tutti lavorare con musicisti di questo calibro

Ci sono arrivata, direi, dicendo tanti di tanti no. Fa strano, però in realtà, è nato proprio così. Ho studiato prima in una scuola di musica a Roma. Ho cercato a lungo il mio suono, avevo un altro disco che non è mai uscito e tante altre canzoni. Ma ho sentito che non mi piaceva come stavano crescendo e invecchiando i pezzi, perché sentivo tante influenze più che una mia vera struttura, e ho detto no all’uscita. Ho aspettato e poi si è presentata l’occasione. Quando ho conosciuto il mio manager mi ha lasciato la possibilità di scegliere con quale produttore avrei voluto lavorare. Tommaso Colliva è stata la scelta perfetta per il tipo di suono che cercavamo. Quindi queste canzoni sono nate grazie a tanti no, con pazienza, che è una cosa che non mi appartiene particolarmente perché sono abbastanza attiva, direi, carica. Però è servito.

Non è da tutti dedicare una canzone al Demonio, anche pensando alla figura dei Tarocchi che rappresenta un po’ i nostri istinti più profondi, quello che vorremmo ignorare ma che viene comunque sempre a trovarci, cos’è per te questa figura, cosa rappresenta? 

Il demonio nella canzone “Demonio” l’ho impersonificato, nel senso che c’è una persona che nel momento in cui l’ho scritta per me aveva quel valore. Per me rappresenta una figura che tira fuori i lati più oscuri di me, come hai detto tu, esattamente quel ruolo lì. Io l’ho voluto mettere per scritto, per questo poi quando parte il ritornello inizio a cantare “mi abbandono a te”, perché comunque è una scelta. Non demonizzo il demonio, nel senso che penso che sia una figura sincera, un piccolo angelo caduto.

Quando componi pensi a chi ascolterà la tua musica? Cosa vorresti comunicare ai tuoi ascoltatori? 

Nel momento in cui scrivo non mi chiedo cosa deve arrivare, perché insomma mi piace anche che ci sia la possibilità che ognuno nelle canzoni ci legga, ci veda quello che vuole, anche un po’ di libertà è figa. Però sicuramente per chi mi ascolta quello che vorrei che arrivasse, non so come dire, in qualche modo una mia verità, cioè il fatto che io sia presente tanto nelle mie canzoni, che io sia sincera, che sia a nudo ecco.

Mi immagino che quando si pubblica per la prima volta della musica sia tanta la paura, ma anche la voglia di far ascoltare agli altri il proprio lavoro. Come stai vivendo questo periodo? A me le tue canzoni piacciono moltissimo

Mi fa piacere, sono davvero felice che ti piacciano così tanto, mi fai sorridere. Sicuramente me la vivo con un po’ di strizza. Siamo tutti condizionati da questa cosa di pensare a quanto vende, quanto funziona, quanto va in hype. Penso che sia la rovina della musica pensare tutto il tempo a queste cose, credo che non ti renda libero di esprimerti. Nel momento in cui inizi e pensi già a quanti numeri devi fare, non scriverai mai veramente semplicemente per il gusto di scrivere e fare musica. Quindi la fortuna di queste canzoni è che sono nate senza chiedermi a chi dovessero arrivare. Io sono felice semplicemente che esistano, mi sembra già un bel traguardo. Credo che comunque il disco avrà i suoi risultati, perché mi piace pensare che un po’ di sincerità paghi.

A questo punto ti vorrei chiedere se possiamo venirti a sentire live, perché sarei curiosissima di vedere tutta questa energia. Soprattutto live, questa musica è da sentire live.

Assolutamente, anche da disco, ma soprattutto live. Ho suonato tanto la scorsa primavera, ho avuto anche la fortuna di aprire Tredici Pietro, ho suonato all’Atlantico, all’Alcatraz. Per quest’estate siamo fermi, perché aspettiamo di incastrare le date, soprattutto quando questi brani prenderanno vita all’interno dell’EP che arriverà ad ottobre. 

Jungle Julia

 

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