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In viaggio nella Toscana della cultura, l’assessora Cristina Manetti a Monterotondo, Follonica e Castiglione della Pescaia

Prosegue in provincia di Grosseto il viaggio nella “cultura diffusa” promosso dall’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti per incontrare istituzioni, operatori culturali e comunità locali

Monterotodono

Venerdì 10 aprile l’assessora regionale Cristina Manetti ha fatto tappa in tre diverse località del territorio grossetano, a partire da Monterotondo Marittimo, dove, accompagnata dal sindaco Giacomo Termine, ha visitato la biblioteca e il museo multimediale dedicato a Renato Fucini, esempio significativo di valorizzazione culturale attraverso strumenti innovativi.

La visita è proseguita al Mubia, il geomuseo delle Biancane, con un focus sul patrimonio naturalistico e geotermico dell’area.

Successivamente Manetti si è spostata a Follonica, insieme al sindaco Matteo Buoncristiani e ad alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale.

Qui ha visitato il polo culturale sorto nell’area dell’ex Ilva, un complesso di grande valore che comprende, tra gli altri, il museo Magma – dedicato alla memoria del lavoro e riconosciuto tra i musei di rilevanza regionale – oltre al teatro e alla biblioteca.

Un progetto di rigenerazione urbana che guarda al futuro, con l’obiettivo di proseguire il recupero delle aree circostanti anche grazie all’utilizzo di fondi europei.

Nel pomeriggio, infine, tappa a Castiglione della Pescaia, con la visita al “Giardino Viaggio di Ritorno”, luogo simbolico di dialogo tra arte, paesaggio e memoria.

“Quello che emerge con forza da queste visite – ha dichiarato l’assessora Cristina Manetti – è una Toscana viva, capace di fare cultura in modo diffuso e radicato nei territori. Dai piccoli borghi come Monterotondo Marittimo, con esperienze innovative e identitarie, fino a realtà come Follonica, dove il recupero di spazi industriali diventa occasione di crescita culturale e sociale. È fondamentale continuare a investire, anche attraverso fondi europei, per sostenere questi percorsi e rafforzare una rete culturale sempre più accessibile e partecipata”.

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