Domenica 10 maggio il PARC di Firenze accoglie Enji, tra le voci più originali e raffinate della scena internazionale, ospite della rassegna Mixité a cura di Toscana Produzione Musica.
Un appuntamento che si inserisce in un cartellone attento alle nuove traiettorie della musica globale, capace di attraversare linguaggi e geografie sonore con sensibilità contemporanea.
Nata a Ulan Bator in una famiglia di musicisti, Enji — diminutivo di Enkhjargal Erkhembayar — ha intrapreso un percorso artistico che affonda le radici nella tradizione mongola per poi aprirsi a influenze internazionali.
Fondamentale è stato il trasferimento in Germania grazie a un programma per giovani talenti del Goethe-Institut: qui nasce il suo incontro con il jazz, linguaggio che diventerà il terreno fertile su cui costruire una poetica personale, sospesa tra memoria e sperimentazione.
Il suo esordio discografico risale al 2017 con Mongolian Song, un lavoro in cui rilegge canti tradizionali mongoli con uno sguardo intimo e contemporaneo, mettendo in luce una vocalità delicata e profondamente espressiva.
È però con Ursgal (2021) che Enji definisce con maggiore chiarezza la propria cifra stilistica: un equilibrio sottile tra jazz, folk e musica tradizionale, dove le atmosfere rarefatte si intrecciano a strutture essenziali e a una narrazione musicale profondamente evocativa.
Nel 2023 pubblica Ulaan, album che amplia ulteriormente il suo orizzonte sonoro, consolidando una scrittura sempre più consapevole e riconoscibile.
“Sonor” tra jazz, folk e songwriting sperimentale
Il percorso artistico di Enji trova una nuova maturità nel 2025 con Sonor, il suo quarto lavoro in studio: un disco che segna un punto di arrivo e al tempo stesso una nuova apertura, confermando Enji come una delle figure più interessanti del panorama contemporaneo tra jazz, folk e songwriting sperimentale.
Il concerto al PARC rappresenta un’occasione preziosa per immergersi in un universo sonoro sospeso e suggestivo, dove la voce diventa strumento narrativo capace di attraversare confini culturali e linguistici.
Un viaggio musicale intimo e potente, perfettamente in linea con lo spirito di Mixité, rassegna che celebra l’incontro tra identità diverse e nuove forme di espressione artistica.