© Chiara Bianchini

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MotoGP al Mugello, la quiete prima della tempesta: Bezzecchi lancia la sfida

Il leader del mondiale sogna il trionfo davanti alla marea umana del Mugello, mentre Marquez rientra dall’infortunio e attacca: “Troppe gare, rischiamo troppo”

È un Mugello silenzioso quello che ci accoglie il giovedì del pre Gran Premio d’Italia, dove si mettono a punto tutti i dettagli prima dell’avvio delle prove del venerdì. Un silenzio quasi irreale, rotto solo dal rumore dei meccanici nei box e degli addetti ai lavori, che fa da preludio al boato che da domani invaderà le colline toscane. In questo scenario di attesa e concentrazione, la tradizionale conferenza stampa piloti, con il leader del mondiale Marco Bezzecchi e i due portacolori di Ducati, Francesco Bagnaia e Fabio Di Giannantonio. Un parterre tutto italiano che ha aperto ufficialmente il weekend più atteso dell’anno per il motorsport italiano.

Il Gran Premio d’Italia si sà non è mai una gara come le altre, e lo sa bene Marco Bezzecchi. Il portacolori dell’Aprilia non nasconde l’emozione e il carico di aspettative che si porta dietro: “Vincere al Mugello sarebbe un sogno per ogni pilota, e lo è anche per me. Ma oggi è solo giovedì. Dobbiamo concentrarci su un giorno alla volta, a partire dalle prove di domani, cercando di dimenticare le fatiche dello scorso weekend a Barcellona“. Per Bezzecchi, l’affetto del pubblico toscano è una spinta unica: “Il pubblico qui è super caloroso, sentiamo la spinta extra che ci danno. La domenica, quando non vedi più il prato ma solo una marea di persone, è qualcosa di fantastico”.

A catturare l’attenzione dei media (e non solo) è stato anche il rientro nel paddock di Marc Marquez, reduce da un brutto infortunio rimediato nella gara Sprint di Le Mnas che lo ha costretto a saltare l’appuntamento di casa in Spagna. Lo spagnolo si presenta al Mugello ancora convalescente e con un tutore al piede, ma con le idee chiarissime: “Se sono qui è perché mi sento in grado di guidare. La spalla richiede ancora tempo perché l’infortunio ha toccato il nervo, ma la velocità arriverà“. Marquez ha però sollevato una dura riflessione sull’attuale format della MotoGP, giudicato troppo stressante e rischioso: “Correre 44 gare a stagione aumenta il rischio in modo esponenziale. Fa bene allo spettacolo, lo capisco, ma noi siamo umani. Tra gare, sprint, interviste e impegni con i social media passiamo ore a parlare invece di concentrarci sulla guida. Questo è uno sport pericoloso, e le cose non cambieranno finché noi piloti non ci uniremo“.

Il paddock della Motogp per il Gran Premio d’Italia 2026 – © Chiara Bianchini

Il tema della sicurezza e della gestione dei weekend di gara è stato ripreso anche dal compagno di marca di Marquez, Francesco Bagnaia, che ha analizzato l’importanza della Safety Commission e la necessità di una maggiore coesione tra i piloti: “È importante partecipare, ma nell’ultimo periodo è diventato più difficile chiedere modifiche. Per avere più voce in capitolo dobbiamo essere in tanti in quelle stanze. Dopo Barcellona ci siamo confrontati tra noi dell’Academy (Luca Marini, Franco Morbidelli e Valentino Rossi) per capire cosa si possa migliorare in futuro“.

Bagnaia ha poi scherzato sul suo approccio al weekend toscano, smentendo chi lo vedeva partire con aspettative basse: “Non parto mai con l’idea di accontentarmi, parto sempre con l’obiettivo di vincere. Poi, ovviamente, bisognerà adattarsi alle situazioni e vedere come si evolverà il fine settimana“.

A fargli eco sui temi della sicurezza anche Fabio Di Giannantonio, che ha sottolineato le criticità della prima variante dopo il traguardo: “Arriviamo alla prima staccata a velocità pazzesche ed è difficile avere un punto di riferimento fisso per la frenata. Credo che per il futuro si debba lavorare per arrivare leggermente più lenti alla San Donato, per evitare i troppi incidenti che si vedono al primo giro“.

In attesa di scendere in pista e di scoprire le carene e i caschi che renderanno omaggio al circuito e all’Italia, il Mugello resta un luogo magico, intriso di romanticismo motociclistico. Ne sa qualcosa Andrea Iannone, tornato nel circuito toscano per il campionato Harley Davidson: “È sempre speciale essere qui, mi sembra di stare in famiglia”.

Un fascino che i piloti stessi ricordano fin da bambini. Interrogati sui loro ricordi più belli legati al circuito, i tre protagonisti della conferenza stampa hanno regalato un sorriso alla platea. Se Bezzecchi ha ricordato le sfide storiche tra Simoncelli e Pasini e Bagnaia la vittoria di Rossi nel 2004 con il casco “di legno”, Di Giannantonio ha rievocato lo spirito più verace e “wild” del popolo del Mugello: “Ricordo quando venivo qui in tenda con gli amici. Ho visto cose pazzesche sulle colline, ai limiti dell’orlo dell’illegalità, ma bellissime! È una festa pazzesca, un’emozione che ti resta dentro per sempre“.

 

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