Una visione che coniuga tutela ambientale, sviluppo sostenibile e dialogo con le comunità locali. Sono queste le linee guida indicate da Marco Arcenni, nominato nuovo presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano con decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 26 maggio 2026. Arcenni resterà in carica per i prossimi cinque anni.
“Lavoreremo con determinazione, pragmatismo e una visione di lungo termine affinché l’Arcipelago Toscano continui a essere un faro di bellezza, equilibrio e sostenibilità, ma anche un motore di sviluppo e un modello di innovazione nel cuore del Mediterraneo”, ha dichiarato il neo presidente.
Un Parco aperto alle comunità
Nel suo primo intervento da presidente, Arcenni ha sottolineato la volontà di rafforzare il rapporto tra l’Ente Parco e il territorio: “Accolgo questo incarico con senso di responsabilità e spirito di servizio. Il Parco deve essere un luogo aperto, capace di dialogare con cittadini, istituzioni e operatori, promuovendo uno sviluppo sostenibile che metta al centro la tutela dell’ambiente”.
“L’azione del Parco – ha aggiunto – si svilupperà lungo direttrici chiare, dove la tutela della biodiversità saprà coniugarsi con lo sviluppo del territorio, puntando fermamente sui valori della sostenibilità e dell’apertura alle comunità. Il Parco non deve essere inteso come un ecosistema chiuso o un museo da contemplare a distanza, ma come un laboratorio vivo di dialogo”.
L’ispirazione dell’ecologia integrale
Tra i riferimenti culturali richiamati dal nuovo presidente figura il pensiero di Papa Benedetto XVI sul rapporto tra uomo e ambiente: “Proteggere l’ambiente significa riconoscere una grammatica della natura, un ordine che richiede rispetto, responsabilità intergenerazionale e la consapevolezza che l’uomo e l’ambiente crescono e si custodiscono insieme”, ha spiegato Arcenni, collegando questa visione anche al riconoscimento Mab Unesco ottenuto dal territorio.
Tra le priorità indicate da Arcenni figurano infatti gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: dalla transizione energetica delle isole alla gestione sostenibile delle risorse idriche e dei rifiuti, fino alla promozione di forme di turismo sempre più consapevoli e rispettose dell’ambiente.
Un approccio che lega la tutela degli ecosistemi alla qualità della vita delle persone e allo sviluppo delle comunità locali.
Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano
Istituito nel 1996, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano è la più grande area marina protetta d’Europa e tutela un patrimonio naturalistico unico nel Mediterraneo.
L’Ente comprende le sette isole principali dell’Arcipelago Toscano – Elba, Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Gorgona e Giannutri – oltre a numerosi isolotti e scogli disseminati nel Mar Tirreno. L’area protetta si trova inoltre nel cuore del Santuario internazionale dei Cetacei Pelagos, creato nel 1999 da Italia, Francia e Principato di Monaco per la salvaguardia dei mammiferi marini.
Il Parco custodisce ecosistemi di straordinaria biodiversità, con habitat terrestri e marini che ospitano numerose specie rare e endemiche. Un territorio dove natura, storia e presenza umana convivono da secoli e che rappresenta uno dei principali laboratori italiani per la conservazione ambientale e lo sviluppo sostenibile.