La Toscana ha chiuso il 2025 con una crescita economica modesta, inferiore alla media nazionale, sostenuta dall’export e dagli investimenti pubblici, ma ha visto aumentare il reddito delle famiglie, i consumi e il credito. È questa la fotografia dell’economia regionale scattata dal rapporto della Banca d’Italia presentato oggi: nel 2025 il Pil è aumentato dello 0,4%, contro un +0,5% nazionale, confermando una fase di rallentamento che dura dalla crisi pandemica in poi.
Crescono le esportazioni, moda in ripresa
La crescita del Pil ha risentito infatti della debolezza del settore manifatturiero, meno marcata nella seconda parte del 2025.
Le esportazioni invece sono ancora fortemente cresciute (+21,3%), un incremento dovuto soprattutto alla forte espansione dell’export di metalli preziosi e di medicinali, quasi raddoppiato in entrambi i settori; in particolare le vendite verso gli Stati Uniti sono cresciute per effetto della farmaceutica, mentre sono calate in altri comparti rilevanti, come le bevande e i prodotti alimentari.
Nel sistema della moda il calo del fatturato si è attenuato, grazie anche a un lieve recupero della domanda estera: i livelli di attività rimangono tuttavia contenuti rispetto a quelli precedenti la crisi che ha colpito il comparto dal 2023.
Nel settore delle costruzioni, pur rallentando, il valore della produzione è cresciuto sensibilmente grazie alle opere pubbliche, mentre l’attività dell’edilizia privata è rimasta debole, sebbene sostenuta da un significativo recupero del mercato immobiliare. Il settore dei servizi è lievemente cresciuto, sostenuto dalla spesa delle famiglie, mentre nell’agricoltura il valore aggiunto ha registrato un lieve calo.
Per quanto riguarda il turismo nel 2025 le presenze presso le strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere sono rimaste sostanzialmente stabili secondo i dati della Regione Toscana: la flessione degli italiani è stata compensata dall’incremento degli stranieri (+1,1%). Sono cresciuti ancora ostelli e agriturismi, più legati a un turismo culturale e rurale, e le locazioni brevi, che nel 2025 hanno rappresentato quasi un quinto del totale dei pernottamenti.
Nonostante la debolezza della crescita economica, nel 2025 i risultati delle imprese toscane sono rimasti nel complesso positivi: secondo l’indagine Invind, quasi il 90% delle aziende dell’industria e dei servizi ha chiuso il bilancio di esercizio in utile o in pareggio.
Occupazione stabile, crescono i redditi delle famiglie
Dopo anni di forte crescita l’occupazione nel 2025 è rimasta stabile: il tasso di attività si è attestato al 73,7%, superiore alla media italiana del 66,7%, e il tasso di disoccupazione si è mantenuto su livelli bassi nel confronto storico e rispetto al resto del Paese (4,3% contro una media nazionale del 6,1%).
Le retribuzioni hanno continuato a salire per effetto di rinnovi e adeguamenti contrattuali come nel 2024, ma i salari reali non hanno ancora recuperato la prolungata perdita di potere di acquisto avvenuta tra il 2008 e il 2023, anche per l’aumento dell’inflazione.
Il reddito delle famiglie è aumentato dell’1%, una crescita in linea con la media nazionale, e i consumi sono cresciuti dell’1%, in linea con la dinamica recente e la media nazionale.
I prestiti al settore privato sono tornati a crescere (+1% a fine 2025), dopo quasi due anni di contrazione, un aumento trainato dalla crescita del credito alle famiglie: in particolare sono cresciuti i mutui concessi ai giovani, favoriti da un maggior ricorso alla garanzia pubblica per l’acquisto della prima casa.
Importante l’apporto per l’economia degli investimenti pubblici, alimentati negli anni più recenti soprattutto dai progetti del Pnrr. In particolare, l’azione di investimento degli enti locali è stata favorita da un diffuso miglioramento degli equilibri di bilancio di Province e Comuni, che nel complesso risultano migliori rispetto al resto del Paese. Gli investimenti ICT finanziati dal Pnrr hanno promosso in regione un miglioramento nell’offerta di servizi pubblici digitali, che partiva già da una situazione in generale migliore rispetto all’Italia.
Le prospettive per il 2026 dell’economia toscana sono caratterizzate da forte incertezza, dovuta al contesto internazionale complesso: il blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz infatti ha determinato un marcato incremento dei prezzi dei beni energetici, mentre l’aumento dell’inflazione e il peggioramento del clima di fiducia delle famiglie potrebbe portare a un indebolimento dei consumi. Malgrado questo però le previsioni delle imprese sul fatturato per il 2026 rimangono improntate alla stabilità, mentre quelle sugli investimenti sono negative.