Innovazione /Il progetto

L’Università di Siena lancia Abacus, il primo assistente virtuale in Italia per aiutare gli studenti

Il nuovo servizio digitale, un unicum negli atenei italiani, è stato progettato per orientare e supportare gli studenti con un’attenzione anche per la salute mentale

Un assistente virtuale progettato per orientare e aiutare gli studenti e le studentesse, con un’attenzione particolare al benessere mentale. Si chiama Abacus ed è il nuovo servizio digitale dell‘Università di Siena, il primo in Italia sviluppato all’interno di un ateneo e pensato esclusivamente per i suoi iscritti.

Come funziona Abacus

Abacus – acronimo di Avatar per il Benessere Accademico della Comunità Studentesca dell’Università di Siena – è il frutto di due anni di lavoro e di un progetto in grado di coniugare innovazione tecnologica, attenzione alla persona e responsabilità istituzionale

L’assistente virtuale può fornire informazioni utili su servizi, figure di riferimento, eventi e iniziative legate al benessere, all’inclusione e alla promozione delle pari opportunità. Inoltre attraverso Abacus gli studenti possono  prenotare un appuntamento con il team delle psicologhe e degli psicologi dell’Ateneo, in forma individuale o di gruppo.

L’avatar è accessibile dal sito web dell’Ateneo, permettendo alla comunità studentesca di interagire conversando sia tramite testo che tramite voce.

Un progetto nato dalla ricerca universitaria

La particolarità di Abacus, che è appunto un unicum nelle università italiane, è anche dovuta al fatto che è il frutto della ricerca universitaria. Il progetto infatti è nato all’interno del corso di laurea in Strategie e Tecniche della Comunicazione, nell’ambito del corso Experience Design coordinato dalla professoressa Patrizia Marti. L’idea si è quindi sviluppata grazie al lavoro di un gruppo di studentesse che, attraverso un percorso di progettazione centrato sui bisogni della comunità studentesca, ha immaginato una soluzione innovativa per migliorare l’accessibilità ai servizi di supporto.

“Il percorso che ha portato ad Abacus – ha sottolineato il rettore Roberto Di Pietraevidenzia un esempio virtuoso del potenziale di ricchezza che sta all’interno della nostra università: nato nell’ambito di attività didattiche e formative, è poi cresciuto grazie alla collaborazione e alla sinergia tra Ateneo, coinvolgendo diverse figure e uffici, e mondo dell’impresa. Rappresenta, quindi, un nuovo modello di accesso ai servizi, certamente espansibile ad altri ambiti, in grado di coniugare innovazione tecnologica, attenzione alla persona e responsabilità istituzionale”.

“Ci siamo poste un duplice obiettivo – ha aggiunto la professoressa Martida un lato, offrire alla comunità studentesca un servizio di prima accoglienza sempre disponibile, accessibile e orientato all’ascolto e al dialogo, dall’altro, supportare il Servizio di Consulenza Psicologica attraverso una gestione più efficiente delle richieste e delle prenotazioni, contribuendo a rendere il percorso di accesso ai servizi più rapido, semplice ed efficace”.

Il gruppo di lavoro di Abacus: Landi, Grassini, Di Pietra, Marti e Ciliani

Una piattaforma sicura per gli studenti

Grazie alla collaborazione con l’azienda QuestIT S.r.l., che ha messo a disposizione la piattaforma Algho, è stato sperimentato un primo prototipo del sistema. Successivamente, il progetto è stato portato avanti e approfondito dalla dottoressa Joy Ciliani, che ne ha fatto l’argomento della propria tesi nell’ambito del dottorato di interesse nazionale in “Design per il Made in Italy”, di cui l’Università di Siena è partner.

Inoltre Abacus non utilizza modelli di intelligenza artificiale generativa per produrre contenuti o risposte autonome, ma si basa su una struttura a intenti sviluppata attraverso un lavoro collaborativo che ha coinvolto referenti e uffici dell’Ateneo di Siena. Le informazioni e i percorsi conversazionali sono stati progettati, scritti e validati a più mani, grazie anche al contributo della dottoressa Sonia Grassini, psicologa dell’Ateneo.

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata agli aspetti etici, giuridici e di tutela della privacy. Il progetto è stato sviluppato in stretta collaborazione con i referenti legali dell’Università per assicurare la piena conformità alla normativa europea in materia di protezione dei dati personali e per garantire elevati standard di sicurezza nell’utilizzo della piattaforma.

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