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Da una tesi su Vasco a un post del Blasco: il sogno di una studentessa fiorentina diventa realtà

La studentessa Alice Francesconi ha analizzato il fenomeno Vasco Rossi come mito contemporaneo. Dopo la laurea è arrivato l’inaspettato riconoscimento: i complimenti del rocker sui social

Non capita tutti i giorni di essere “citati” da Vasco in un post sul suo account Instagram.

È quello che è successo a Alice Francesconi una giovane laureanda fiorentina, che ha deciso di dedicare la propria tesi a Vasco Rossi, scegliendo di raccontarne il valore artistico, culturale e generazionale.

“Perché Vasco è Vasco?” è da questa domanda che prende forma la tesi di laurea di Alice, laureata in Scienze umanistiche per la comunicazione all’Università di Firenze.

Un’analisi rigorosa, che intreccia semiotica, sociologia e musica per raccontare come il rocker di Zocca sia diventato un autentico mito contemporaneo.

Un lavoro che non è passato inosservato: pochi giorni dopo la discussione della tesi, infatti, Vasco ha condiviso il progetto sul suo profilo Instagram, accompagnandolo con un eloquente “Kom-plimentissimi!!!”.

Abbiamo incontrato Alice per farci raccontare come è nata questa ricerca, cosa ha scoperto studiando il Blasco e quale emozione ha provato quando il suo idolo ha deciso di congratularsi con lei.

Ecco la nostra intervista a Alice Francesconi

Ciao Alice! Com’è nata l’idea di dedicare la tua tesi di laurea proprio a Vasco?

È nato tutto la scorsa estate, ne parlavo con due compagne di università, che si chiamano Martina e Rebecca, e cercavamo ognuna un argomento che fosse personale, una cosa che fosse interessante per noi, per unire l’utile al dilettevole, e quindi per divertirci anche mentre studiavamo. Perché ovviamente fare una tesi è un lavoro molto impegnativo, e farla su qualcosa che realmente piace ovviamente gratifica. Una cosa importante nella mia vita è la musica, quindi parlando con loro mi è venuta in mente l’idea di Vasco. All’inizio ero un po’ scettica, devo ammettere, credevo che non me lo avrebbe accettato nessuno, però poi ragionandoci aveva preso una buona forma, e quindi poi sono state le mie amiche che mi hanno spinto a proporlo alla relatrice. Mi ero fatta anche un piano B, però poi è andata bene questa idea.

Vasco è riuscito a dominare il mercato della musica e a conquistare i cuori delle persone. Si è imposto in maniera naturale, oggi nessuno si chiede più perché Vasco è Vasco?

Com’è arrivata la tua tesi a Vasco?

Lo scorso anno verso novembre, tramite il direttore di palco Diego Spagnoli, mi sono messa in contatto con la responsabile storica della comunicazione di Vasco Tania Sachs, e quindi poi ci siamo accordati per fare una parte della tesi insieme. Sono andata il 30 maggio a Rimini, allo stadio dove Vasco ha fatto la data zero del tour, e sono stata  per tutta la giornata con lo staff della comunicazione. Ho assistito a come si allestisce un grande evento, la sala stampa, ho aiutato per quanto possibile anche nella gestione degli accrediti, dei fotografi. Ho riportato questa esperienza nell’ultima parte della tesi, e quindi poi il giorno della laurea ho mandato a Tania il progetto finito, però non mi aspettavo che poi venisse effettivamente pubblicato, soprattutto con la mia faccia.

Cos’hai provato quando hai visto quel post di Vasco?

Mi ero appena svegliata, quindi non è che ci ho capito molto, devo dire la verità. Ho visto che un sacco di persone mi chiedevano l’amicizia su Instagram, e mi sono detta: ma che sta succedendo? Mi sono arrivate tutte queste notifiche, ho aperto Instagram e è apparsa la mia foto, sono rimasta un po’ stupita.

So che non hai ancora mai incontrato Vasco, ma chissà che non succeda nei prossimi giorni…

Lo spero! Ho in programma di andare a Zocca nelle prossime settimane, l’ho già fatto qualche volta negli anni precedenti. Nel caso riuscissi a trovarlo, penso che gli darò una copia fisica della tesi.

Come mai secondo te Vasco è diventato un “mito contemporaneo”?

È una domanda che sembra piccola, ma in realtà c’è tanto dietro. Secondo me, come dice Roland Barthes il mito prende un segno, che sarebbe l’associazione di significante e significato, già formato e lo svuota del suo significato, per trasformarlo poi in un nuovo senso, in un nuovo significato, che è veicolo di valori. Per Vasco possono essere la trasgressione, la libertà, il rifiuto del perbenismo.

Il mito è una forma tautologica che si impone come naturale. Ed è per questo, per questa sua natura tautologica, che Vasco è riuscito a dominare il mercato della musica e a conquistare i cuori delle persone. Si è imposto in maniera naturale, oggi nessuno si chiede più perché Vasco è Vasco?

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