Il borgo medievale di Certaldo Alto è pronto per trasformarsi in un palcoscenico diffuso in occasione della trentottesima edizione di Mercantia, il Festival Internazionale del Quarto Teatro in programma dal 15 al 19 luglio. Per cinque serate consecutive, vicoli, piazze, cortili e giardini della parte alta della città ospiteranno un fitto calendario di eventi simultanei, delineando un percorso che unisce prosa, musica, danza, circo contemporaneo e installazioni visive. La manifestazione, strutturata quest’anno attorno al tema conduttore “Un’incessante sinfonia“, punta a confermarsi come uno dei principali punti di riferimento europei per le arti performative e il teatro di strada, proponendo un’esperienza immersiva capace di azzerare le distanze tra attori e pubblico.
Un mosaico espressivo senza confini geografici
Il cartellone di quest’anno si preannuncia come uno dei più ricchi e articolati della storia recente della manifestazione, strutturato attorno al suggestivo tema conduttore di “Un’incessante sinfonia“. Questa felice intuizione estetica fa da collante a più di cinquanta spettacoli differenti, declinati attraverso centinaia di repliche che si alterneranno in oltre venti spazi scenici simultanei. La vocazione globale di Mercantia viene ribadita dalla straordinaria partecipazione di compagnie e interpreti provenienti da otto diverse nazioni. Il pubblico avrà così l’opportunità di assistere alle evoluzioni geometriche e ipnotiche di Wu Haw-Jong, acclamato come uno dei massimi virtuosi mondiali del diabolo in arrivo da Taiwan, o di farsi travolgere dalla fisicità dirompente degli acrobati kenioti di Mosaico Errante. Le sfumature di questo affresco interculturale si arricchiscono ulteriormente grazie alle tradizioni del teatro di figura spagnolo, alle sonorità profonde della musica venezuelana, alle movenze della danza orientale filippina e alle suggestioni ritmiche argentine, a dimostrazione di come Certaldo sappia tramutarsi in una vera e propria capitale planetaria dell’arte di strada.

Le quattro gemme del festival: le prime nazionali
Il prestigio culturale di Mercantia si misura anche e soprattutto sulla sua capacità di proporsi come centro promotore e incubatore di nuove produzioni. L’edizione corrente tiene fede a questa fama ospitando quattro prime nazionali assolute, momenti di altissima ricerca e sperimentazione drammaturgica pensati espressamente per integrarsi con l’identità del borgo. La Compagnia dei Folli firma il visionario allestimento “La danza del ventre e della foglia“, un’opera che promette di lasciare gli spettatori con il fiato sospeso unendo teatro aereo, evoluzioni coreografiche e proiezioni d’immagini monumentali. Di natura radicalmente diversa, ma altrettanto magnetica, è la proposta di Massimo Salvianti intitolata “E adesso il mare…“, un coraggioso esperimento che fonde la divulgazione scientifica con la narrazione teatrale classica, esplorando l’ancestrale cordone ombelicale che lega l’umanità all’elemento acquatico. Le celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi trovano spazio grazie alla delicatezza espressiva di Benedetta Giuntini, che porta al debutto “Il fiore più grande“, una pièce poetica che sfrutta il raffinato linguaggio del teatro di figura per attualizzare i messaggi universali del Santo. A completare il quartetto delle novità assolute interviene la Compagnia del Drago Nero con la produzione “Quando realtà e sogno fanno l’amore“, un viaggio a tinte oniriche teso a scardinare le barriere della percezione visiva quotidiana.
La moda varca la soglia delle antiche prigioni
Tra gli elementi di maggiore rottura e novità di questa trentottesima edizione vi è l’inclusione della moda intesa come vero e proprio linguaggio performativo e concettuale. L’esperimento prende vita grazie al progetto site-specific della designer Elena Murratzu, intitolato “Io non conosco il silenzio“, allestito all’interno delle storiche ed evocative celle della prigione femminile di Palazzo Pretorio. Questa installazione immersiva unisce l’espressività dei corpi, la struttura degli abiti e la staticità delle immagini per indagare il tormento e il fascino del pensiero incessante, inteso come condizione intima comune a ogni essere umano. Avvalendosi del contributo di performer e stilisti di caratura internazionale, il rumore mentale della clausura si trasforma in presenza scenica drammatica, regalando ai visitatori un percorso emotivo unico in uno dei luoghi più carichi di memoria storica dell’intera cittadina valdelsana.
Grandi classici e l’apertura verso le famiglie
Accanto alle sperimentazioni più ardite, il festival non rinuncia a quei capisaldi festosi che ne hanno decretato la fortuna planetaria nel corso di quasi quarant’anni. Le vie di Certaldo Alto saranno nuovamente animate dalle travolgenti incursioni ritmiche di storiche marching band quali la Zastava Orkestar, i Brassato Drum e la Badabimbumband, capaci di trascinare la folla in una danza collettiva spontanea. Le armonie vocali del Coro Agorà si alterneranno alla spettacolare danza verticale della compagnia Cafelulé, i cui componenti sfideranno la gravità esibendosi direttamente sulle pareti della celebre Casa Boccaccio, mentre la Compagnia dei Folli tornerà a stupire il pubblico con i suoi funambolici numeri sui pali oscillanti. Per la prima volta, inoltre, l’esperienza del festival si estende verso il basso, nel cuore della parte moderna della città. Il debutto de “La Mercantia dei Bambini” trasforma infatti piazza Boccaccio e via II Giugno in isole della fantasia a ingresso completamente gratuito. Grazie al sostegno di importanti realtà imprenditoriali locali, quest’area ospiterà giochi, laboratori interattivi, animazioni e spettacoli calibrati sulle esigenze dei più piccoli, realizzando l’obiettivo di una manifestazione sempre più inclusiva, accessibile e integrata nel tessuto sociale della comunità ospitante.

L’eccellenza dell’artigianato e l’omaggio a Pinocchio
Mercantia, tuttavia, sarebbe un racconto incompiuto se si limitasse alle sole arti della scena. Il festival si configura da sempre come una grande celebrazione della manualità d’eccellenza, e quest’anno schiera oltre cento artigiani selezionati che mostreranno dal vivo la sapienza di antichi mestieri legati alla lavorazione dei metalli, delle erbe palustri, dell’argilla, del legno e della pietra. Tra le novità assolute spicca la presenza delle storiche ricamatrici del Punto Tavarnelle, custodi di una tecnica ornamentale virtuosa che a metà del Novecento seppe ammaliare icone del cinema mondiale come Sophia Loren e Audrey Hepburn. L’artigianato si fonde con l’arte diffusa grazie alla partecipazione di ventidue artisti visivi. Tra le installazioni di maggior rilievo etico ed estetico figurano la scultura candida dell’Angelo della Pace di Federico Melani, posta sui merli di Palazzo Pretorio, e l’opera cromatica di Ewa Gerini nel vicolo dell’Osteria. Un focus speciale è poi dedicato al bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini, il celebre Collodi. La figura di Pinocchio diventa così il fulcro di una serie di eventi espositivi: dall’imponente installazione “Pinocchio e il pescecane” firmata dal maestro viareggino Matteo Raciti, fino alle trenta preziose litografie di Vinicio Berti custodite nella Chiesa dei Santi Tommaso e Prospero, passando per le performance estemporanee di live painting del progetto “Pinocchio Live Art“. Palazzo Pretorio arricchisce infine l’offerta culturale con la mostra d’arte contemporanea “La parola salvata” di Alfredo Rapetti Mogol.