Guardare e studiare la Toscana dal cielo, per capire la struttura e l’evoluzione del paesaggio, le caratteristiche del suolo e raccogliere dati certi, e soprattutto pubblici, per costruire una strategia valida di monitoraggio e tutela. È l’obiettivo della nuova campagna di rilievo aerofotogrammetrico 2026 della Regione Toscana. Un nome molto tecnico per un’attività altrettanto suggestiva.
La prima missione di volo è stata autorizzata il 4 luglio e segna l’avvio di una nuova stagione di acquisizione delle immagini aeree dell’intero territorio regionale, comprese le isole. Si parte dalla zona sud della regione e verrano utilizzati fino a due aerei per rendere più efficiente e veloce la raccolta fotografica.
Immagini aeree per conoscere e proteggere il territorio
L’attività rientra nel monitoraggio periodico che dal 2018 la Regione porta avanti. Alla fine di questa nuova missione, è l’obiettivo della Regione, verranno raccolti fino a 60.000 fotogrammi ad altissima definizione, definiti multispettrali, con una risoluzione a terra di 15 centimetri.
Un patrimonio che genererà a sua volta ortofoto digitali e altri dati destinati ad aggiornare la Base Informativa Territoriale e saranno progressivamente pubblicati attraverso i servizi georeferenziati della Regione Toscana.
Sull’importanza dell’attività fa chiarezza l’assessore regionale al governo del territorio, Filippo Boni: “Investire nella conoscenza del territorio – spiega – significa investire nella qualità dei dati alla base delle decisioni pubbliche. Le immagini acquisite non rappresentano soltanto fotografie aeree, ma un patrimonio informativo pubblico che sarà messo a disposizione di enti, professionisti, imprese, mondo della ricerca e cittadini. Pianificazione territoriale, tutela del paesaggio, difesa del suolo, protezione civile e monitoraggio delle trasformazioni del territorio hanno bisogno di informazioni affidabili, aggiornate e condivise”.
Le immagini raccolte dagli aerei non sono l’unica modalità. Gli strumenti di osservazione che utilizza oggi la Regione sono diversi e sofisticati, dai satelliti ai droni fino ai rilievi aerofotogrammetrici, e vanno integrati scegliendo di volta in volta la piattaforma più idonea in base alla funzione e alle finalità conoscitive.
La nuova campagna di rilevamento
La campagna 2026 ha preso avvio il 4 luglio e si concluderà il 30 agosto. La zona interessata dai primi rilievi è l’area del grossetano e sono impiegati fino a due vettori per accelerare le acquisizioni.
Gli aerei volano tra i 3mila e i 4mila metri di quota, solo con precise condizioni meteorologiche e di illuminazione per garantire la qualità geometrica e radiometrica dei prodotti.
In totale, verrano acquisite immagini dei 2 milioni di ettari della superficie regionale per oltre 60mila fotogrammi, più di 20 giga di dati, ai quali si aggiungeranno le immagini ortorettificate e georeferenziate.
Dopo l’acquisizione, verranno effettuate le elaborazioni fotogrammetriche, la triangolazione aerea, la produzione delle ortofoto, i controlli geometrici e radiometrici e il collaudo dei prodotti. Un lavoro puntale per produrre dati territoriali certificati, accurati e omogenei nello spazio e nel tempo.