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Segnali di ripresa per il sistema produttivo toscano, bene export e occupazione

Presentazione del rapporto Irpet sullo stato dell’economica regionale. Giani: “Toscana virtuosa”. Marras: “Chiamati a compiere un salto di qualità”

Giani – rapporto irpet – luglio 2026

Il Pil toscano ha ancora il segno positivo, un più 0,5% stimato sia per il 2026 che per il 2027. Bene anche i dati su occupazione, con una crescita dell’1,8% nel 2025 e dell’1,1% nel primo trimestre 2026. L’export segna poi un aumento del 12,6% (al netto di metalli preziosi e raffinazione). Occhio anche al turismo, che registra un più 3,8% nel 2025 nelle presenze (55 milioni in valore assoluto) e una crescita di ben il 5,2% nel primo trimestre 2026. È il lato positivo dell’economia toscana come emerge dal rapporto annuale Irpet (Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana) presentato a Firenze. Un quadro non tutto roseo, ovviamente: la Toscana non è in recessione, ma resta esposta a rischi internazionali, fragilità produttive e vulnerabilità sociali.

La debolezze del sistema è nella manifattura, con un meno 0,6% della produzione nel primo trimestre 2026. L’indice sintetico di fiducia delle famiglie cala da 113 a 110, dove aumenta la quota di chi si percepisce relativamente povera, dal 10% al 15%, mentre aumentano dal 5 al 17% i nuclei che dichiarano un miglioramento.

“In un contesto internazionale connotato da incertezza e da tensioni legate alle crisi geopolitiche la Toscana ha tenuto, ora però è la fase del rilancio – ha detto Nicola Sciclone, direttore di Irpet, sottolineando il ritmo ancora lento degli investimenti e il deficit di innovazione da colmare. Per Irpet,  la fase attuale richiede un salto di qualità: rafforzare la produttività, sostenere salari e domanda interna, investire in transizione energetica, consolidare il welfare territoriale e aiutare il sistema produttivo a risalire la catena del valore.

Giani: “Toscana tra le regioni più virtuose d’Italia”

“La Toscana è una delle regioni virtuose d’Italia e onestamente in questo rapporto vedo una prospettiva di occupazione e di crescita che sicuramente non erano venute fuori in modo più chiaro da altre rilevazioni di cui si era tanto parlato nei mesi precedenti”,  ha detto il presidente Eugenio Giani. “Pur se contenuta, la Toscana vive una fase di sviluppo”, “la nostra è una regione che nella complessiva criticità del paese manifesta una funzione di traino e di guida”.

Due i temi prooritari: “l’aumento dei salari” e “i fondi europei destinati all’innovazione delle imprese”, “a cui la Regione per la programmazione 21-27 ha riservato 600 milioni euro”. “Ora in una logica di reindustrializzazione, e in vista del prossimo settennato – ha reso noto Giani – vogliamo calibrare maggiormente questi fondi, in modo da finalizzare di più queste risorse al fine della competitività delle imprese”. Un’altra leva sono le infrastrutture, necessarie a creare sviluppo.

L’idea del presidente è di convocare a stretto giro due tavoli di confronto. Il primo, sul lavoro e i lavoratori, con i sindacati. Il secondo con tutte le parti sociali. “Due sedi di confronto da cui mi attendo indicazioni concrete”, ha concluso il presidente.

Per l’assessore all’economia e al turismo Leonardo Marras: “Il rapporto Irpet ci restituisce l’immagine di una Toscana che ha saputo affrontare anni particolarmente complessi senza perdere la propria capacità di tenuta, ma che oggi è chiamata a compiere un salto di qualità. I dati confermano che non basta resistere: dobbiamo creare le condizioni per un rilancio, con una crescita più forte, capace di aumentare produttività, salari e opportunità, senza lasciare indietro nessuno”.

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