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Cento anni della FAP, il trenino che cambiò il volto della Montagna Pistoiese

A cent’anni dall’inaugurazione della Ferrovia Alto Pistoiese, la storica stazione di Limestre ospita una mostra fotografica dedicata al “trenino” che ha unito paesi, persone e imprese della Montagna Pistoiese restando nel cuore della comunità

© EcoMuseo

C’è stato un tempo in cui il cuore della Montagna Pistoiese batteva al ritmo del fischio di un “trenino“. Era quello della Ferrovia Alto Pistoiese, la FAP,  che per quasi quarant’anni ha collegato paesi, persone e opportunità, contribuendo allo sviluppo economico e sociale dell’Appennino pistoiese.

Nel 2026 ricorre il centenario della sua inaugurazione e, per celebrare questa ricorrenza, prende il via un ricco calendario di iniziative dedicate alla memoria di una delle infrastrutture più significative del territorio.

Tra questi la riapertura della storica stazione di Limestre, restaurata grazie al contributo della Fondazione Caript e del Comune di San Marcello Piteglio, che torna a vivere come spazio espositivo e luogo di incontro ospitando una mostra fotografica dedicata proprio alla storia della Ferrovia Alto Pistoiese.

Il viaggio inaugurale del 1926

Il primo convoglio partì il 21 giugno 1926 dalla stazione di Pracchia diretto a San Marcello. Ad accoglierlo ci furono bande musicali, applausi e una popolazione che vedeva in quella nuova linea ferroviaria un simbolo di progresso e di rinascita per la montagna.

In realtà la storia della FAP era iniziata qualche anno prima. Dopo l’apertura dello stabilimento della Società Metallurgica Italiana (SMI) di Campo Tizzoro, nel luglio del 1911, emerse infatti la necessità di collegare in maniera più efficiente la valle con la ferrovia Porrettana. Tra il 1914 e il 1916 venne realizzato il primo tratto tra Pracchia e Campo Tizzoro e, il 13 novembre 1916, nacque la Società Anonima Ferrovia Alto Pistoiese. I lavori proseguirono fino al completamento della linea che avrebbe raggiunto Mammiano.

Il treno che univa la montagna

La ferrovia percorreva un tracciato a scartamento ridotto attraversando Pracchia, Campo Tizzoro, Maresca, Gavinana, Limestre, San Marcello e Mammiano. Ogni giorno il trenino trasportava operai diretti alle fabbriche della SMI, studenti, militari, residenti e turisti, diventando un’infrastruttura essenziale per la vita quotidiana e per la crescita economica della Montagna Pistoiese.

La FAP non rappresentava soltanto un mezzo di trasporto: era il collegamento che teneva unite le comunità, favoriva gli scambi e rendeva più accessibili località che fino a pochi anni prima erano difficili da raggiungere.

La linea fu dismessa il 30 settembre 1965, non per mancanza di viaggiatori, ma per via del cambiamento che stava interessando l’Italia: l’automobile e il trasporto su gomma stavano progressivamente sostituendo le piccole ferrovie locali, considerate ormai poco competitive.

Una mostra e un percorso per riaccendere il ricordo

Tra le iniziative del centenario assume un valore particolare la rinascita della stazione di Limestre, recuperata nell’ambito di un percorso di valorizzazione avviato nel 2015 che ospita una mostra fotografica realizzata grazie al patrimonio iconografico dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, accompagnata da proiezioni video che ripercorrono la storia della Ferrovia Alto Pistoiese e raccontano il ruolo che il “trenino” ha avuto nella trasformazione del territorio.

La stazione sarà infatti affidata a una rete di associazioni culturali e realtà impegnate nella valorizzazione della montagna, che organizzeranno mostre, incontri, laboratori ed eventi con l’obiettivo di trasformare questo luogo storico in un punto di riferimento per la comunità.

Tra i progetti ospitati anche “FAP – Futuro Ascolta Presente”, ideato dall’associazione culturale LetterAppenninica, che raccoglierà ricordi, testimonianze e racconti della popolazione per trasformare la memoria collettiva in un patrimonio condiviso e in nuove narrazioni dedicate alla storia della ferrovia. Non solo, su gran parte del tracciato è stato attivato un percorso che si può fare a piedi, in bici e a cavallo per permettere agli appassionati  di rivivere o scoprire la memoria della FAP.

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