Fabbrica Europa tra settembre e ottobre porta a Firenze due mesi di programmazione musicale con artisti italiani e internazionali, musicisti di generazioni e provenienze differenti, accomunati dalla ricerca di nuove forme di dialogo tra tradizione e contemporaneità.
Un programma nel quale la contaminazione non è soltanto una cifra stilistica, ma diventa una vera modalità di ascolto e di incontro. La musica popolare dialoga con l’elettronica, il jazz incontra il rock e la sperimentazione, gli strumenti della tradizione si confrontano con le tecnologie digitali.
Maurizio Busìa direttore artistico del programma musicale ha dichiarato: “Il programma della musica di questa edizione punta a un immaginario potente e al femminile, ma di una femminilità inusuale, travolgente e particolarmente giovane, che vedrà protagoniste la musicista e cantante portoghese Ana Lua Caiano, la batterista e cantante Evita Polidoro (che in molti hanno conosciuto al fianco di Enrico Rava), e la cantante e musicista Rachele Andrioli. E infine la giovanissima Maria Cortesi, cantante tra le più intense che abbiamo ascoltato ultimamente e che sarà in scena insieme a Simone Graziano per il progetto Human Echoes. A questa sezione fa da controcanto un Mediterrano rappresentato da grandi maestri che sento un po’ come delle biblioteche viventi: George Xylouris dalla Grecia, Rabih Abou Khalil dal Libano, Arto Tuncboyaciyan dall’Armenia che sarà con noi insieme al francese Michel Godard e al turco Derya Turkan. L’elettronica di ricerca avrà quest’anno una prospettiva fortemente multidisciplinare, il duo italo-tedesco degli Schitt che al Tenax porterà la performance Calligration, dove la loro musica fa da territorio sonoro per la meravigliosa calligrafa giapponese Aoi Yamaguchi, avremo inoltre lo sperimentatore Riccardo La Foresta nella performance installativa Zero, 999, e ancora il producer Mai, Mai, Mai che sarà al festival con un lavoro nato a partire da una residenza artistica avvenuta tre anni fa in Palestina. Tra i progetti dal respiro pluriennale avremo due collaborazioni per noi molto importanti: la seconda fase del processo che Saverio Lanza ha realizzato lo scorso anno raccogliendo ninnananne dal mondo cantate da voci maschili, per un lavoro nato in collaborazione con la Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio Cherubini e la supervisione di Damiano Meacci, e l’ottetto di violoncelli che Francesco Dillon ha attivato con la Scuola di Musica di Fiesole e che li vedrà alle prese con la composizione Eight del compositore statunitense e vivente Michael Gordon.”
Tutti i concerti di Fabbrica Europa
A inaugurare il percorso musicale di Fabbrica Europa è domenica 13 settembre alla Manifattura Tabacchi, la portoghese Ana Lua Caiano, una delle figure emergenti della nuova scena musicale internazionale. La cantautrice e polistrumentista fonde avant-folk lusitano e deconstructed club, intrecciando voce, sintetizzatori, drum machine e fiati con la melodia tradizionale portoghese.
Il 18 settembre al Museo Novecento sarà la volta di George Xylouris, esponente di una delle più importanti dinastie musicali cretesi. Con il laouto e una voce profonda e ancestrale, Xylouris porta nel presente una tradizione millenaria, attraverso un set acustico radicale nel quale improvvisazione ed emozione prendono il posto delle forme concertistiche più convenzionali.
Il giorno successivo, sempre al Museo Novecento, arriva Rachele Andrioli, cantautrice e percussionista salentina che intreccia repertorio popolare pugliese, influenze mediterranee e linguaggi contemporanei. La sua ricerca si lega anche a Coro a Coro, progetto comunitario dedicato a donne di età e provenienze diverse e fondato sui temi dell’inclusione e della multiculturalità.
È ancora il Mediterraneo, questa volta attraversato da un incontro internazionale, al centro di Circle of Resonance, in programma il 20 settembre al PARC. Sul palco il percussionista armeno-anatolico Arto Tunçboyacıyan, il virtuoso turco del kemençe Derya Turkan e il francese Michel Godard, interprete del serpentone. Un trio nato per superare gerarchie e schemi prestabiliti: senza spartiti né leader, i tre musicisti suonano disposti in cerchio, trasformando l’ascolto reciproco in una forma di improvvisazione e in un’esperienza sonora quasi rituale.
Il dialogo tra culture assume una forma ancora diversa il 22 settembre al Tenax, con Calligraton, incontro tra il duo elettronico Schnitt e l’artista giapponese Aoi Yamaguchi, esponente dello shodō. Qui musica, calligrafia e tecnologia si fondono in una performance audiovisiva nella quale i movimenti del pennello, catturati da sensori, modificano in tempo reale parametri sonori e visivi.
La ricerca sonora prosegue il 23 settembre a Frittelli Arte Contemporanea con Eight, progetto del violoncellista Francesco Dillon sulla partitura del compositore americano Michael Gordon, eseguita da un organico di otto violoncelli della Scuola di Musica di Fiesole. Il concerto si trasformerà in rito e installazione sonora, con il suono che attraversa lo spazio e passa da uno strumento all’altro.
Al PARC, il 25 settembre, Riccardo La Foresta presenta invece ZERO,999…, live immersivo che mette in relazione strumenti acustici e digitali, le sculture di Roxy Ceron e il light design di Akasha, ispirandosi a Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino.
Chiude il mese di settembre, il 26 settembre nella Sala Orchestra del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’anteprima di Strike two di Philippe Kratz, creazione nata dal confronto con il Trio per pianoforte n. 2 di Šostakovič. La musica diventa materia per esplorare il rapporto tra due corpi, sospesi tra vicinanza e conflitto, sostegno e resistenza, memoria e cancellazione.

Ottobre, dalla Palestina a New York
Fabbrica Europa prosegue a ottobre, con una seconda parte del programma ancora più trasversale. Il 1° ottobre al Museo Marino Marini, Human Echoes mette in dialogo la voce di Maria Cortesi e il pianoforte di Simone Graziano, insieme ad archi e percussioni, in un progetto nel quale sensibilità differenti si incontrano attraverso composizioni ispirate al presente.
Il giorno successivo, nello stesso spazio, Mai Mai Mai presenta Karakoz, lavoro nato in Palestina durante una residenza artistica tra Ramallah e Betlemme nel 2024. Archivi sonori, collaborazioni con musicisti locali e paesaggi del territorio confluiscono in una materia elettronica scura e visionaria, dove la musica diventa anche gesto di testimonianza.
Il 3 ottobre alla Manifattura Tabacchi, nell’Aula Magna Polimoda, arriva Evita Polidoro, batterista, cantante e compositrice tra le personalità emergenti della scena europea. Il suo linguaggio attraversa jazz, rock, elettronica e improvvisazione, con collaborazioni che vanno da Enrico Rava a Dee Dee Bridgewater e Francesca Michielin.
Il 6 ottobre al PARC, il violoncello di Matteo Bennici è al centro di RG_trilogia in solo violoncello_RIZOMA #6_a Cate di Fosca, mentre il 7 ottobre lo stesso spazio ospita Angels’ Orders – The Rilke project di Ivona, dove la poesia di Rilke incontra la musica elettronica e il DJ set.
Sempre il 7 ottobre, al MAD Murate Art District, Saverio Lanza presenta Voci | Murate, nuova tappa site specific del percorso iniziato con Le voci dei padri. Frammenti vocali, testimonianze e ninnananne provenienti da culture diverse costruiscono una partitura ibrida, sospesa tra voci acustiche e interventi acusmatici.
A chiudere il programma musicale, l’8 ottobre al Teatro Cantiere Florida, sarà Wayne Horvitz, figura di riferimento della downtown scene newyorkese e della musica contemporanea, con Miles in the Sky e il suo Electric Circus. Un grande ensemble a prevalenza elettrica che fonde soul, funk e jazz-rock per rileggere il Miles Davis più visionario e portare nel XXI secolo l’energia della sua rivoluzionaria stagione elettrica.
Un viaggio, quello musicale di Fabbrica Europa, che attraversa così geografie e generazioni, strumenti antichi e tecnologie contemporanee, improvvisazione e scrittura, musica popolare e ricerca.
