Un teatro come luogo di passaggio, incontro e trasformazione: è questo il filo conduttore della stagione 2026-2027 del T.R.A.M. Teatro Limonaia di Sesto Fiorentino, che attraverso le rassegne Divergenze, Intercity Winter e la stagione di danza curata da Company Blu propone un programma che attraversa linguaggi, generazioni e temi della contemporaneità.
Un cartellone nel quale la scena diventa spazio di ricerca, ma anche occasione per costruire nuove comunità intorno alle arti performative.
La stagione prende avvio dalla parola Eureka, intesa come scoperta e come possibilità di attraversamento: il teatro è presentato come una soglia da varcare ogni volta, un luogo democratico nel quale attori, performer, danzatori e spettatori partecipano insieme a un’esperienza di conoscenza e di trasformazione.
Tra gli appuntamenti della rassegna Divergenze, curata da Atto Due, il programma si apre l’8 novembre con un doppio appuntamento dedicato al rapporto tra corpo, identità e spazio: Casa come me installazione e performance collettiva, e Nessun elenco di cose storte progetto drammaturgico e regia di Oscar De Summa con Sandra Garuglieri, che parte dalla presenza di un corpo senza vita per interrogarsi sul suo valore, sulla sua identità e sul rapporto con il potere.
Il 22 novembre arriva Big Boom, ambientato su due piani temporali, nel 2034 di un futuro distopico segnato dalla guerra e nel 1934 del laboratorio di via Panisperna, dove giovani scienziati come Fermi, Majorana, Rasetti e Pontecorvo si confrontano con scoperte destinate a cambiare il mondo.
A dicembre Armi e Guadagni del Collettivo Teatro Tribù affronta con ironia e linguaggio farsesco il rapporto tra commercio delle armi, paura e profitto, mentre il 19 e 20 dicembre San Francesco l’essere ultimo intreccia la figura del santo con il tema della fragilità e della salute mentale, in un progetto nato dalla collaborazione tra Teatro Come Differenza e il Dipartimento di Salute Mentale della USL Toscana Centro.
Anche la danza occupa un posto centrale nella stagione. Il percorso curato da Company Blu propone, tra gli altri, Moon di Pietro Pireddu e Studio per obliquio di Erika Di Crescenzo il 28 novembre, mentre a gennaio KOPPELIA_giardino13 di Ariella Vidach e Claudio Prati rilegge il mito di Coppélia in chiave postumana, mettendo in discussione i confini tra corpo, tecnologia e natura, anche attraverso l’utilizzo di un cane robot e ambienti virtuali.
Per il pubblico più giovane, il 10 gennaio arriva invece Bestiolini, un viaggio fantastico tra creature, movimento e trasformazione ispirato all’opera di Gek Tessaro.
Particolare attenzione è dedicata alla composizione istantanea con il programma LIVE/NOW, che riunisce danzatori, musicisti e performer internazionali. Tra gennaio e aprile saranno protagonisti Julyen Hamilton, Lilo Stahl, Otto Ramstad e Phil Minton, in quattro appuntamenti nei quali l’improvvisazione diventa una forma di composizione condivisa, fondata sull’ascolto e sulla relazione.

La seconda parte della stagione: i grandi testi della letteratura
A gennaio, nell’ambito di Intercity Winter, arriva Blackout, prima nazionale ambientata nella Spagna del 2025, dove un improvviso e totale collasso dell’elettricità fa precipitare un’intera società nel caos.
Seguiranno il tradizionale Tondelli Reading, dedicato allo scrittore emiliano e al rapporto tra letteratura e musica, La notte dei giocattoli – un’odissea catalana per il teatro ragazzi e, a febbraio, Frankenstein di Dimitri Milopulos, ispirato al romanzo di Mary Shelley e alla sua riflessione sulla morte, sulla scienza e sul desiderio umano di superare i propri limiti.
Tra gli appuntamenti di marzo, Vardø. Dopo la tempesta, lettura scenica tratta dal romanzo di Kiran Millwood Hargrave, porta in scena la storia delle donne di una remota isola norvegese accusate di stregoneria dopo una terribile tempesta. Una vicenda seicentesca che diventa riflessione sulla violenza, sui pregiudizi e sul corpo delle donne.
Chiude il percorso di Divergenze Ancora primavera di e con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich, nato da un’esperienza condivisa all’interno di una casa di riposo e dedicato al rapporto con l’età, la solitudine, il futuro e la paura della morte.
Non mancano la musica e gli appuntamenti dedicati ai più piccoli. Dal 26 al 28 febbraio torna il Sesto Jazz Festival, curato dalla Scuola di Musica “Bruno Bartoletti” in collaborazione con Music Pool, con tre serate dedicate al jazz internazionale e italiano sotto la direzione artistica di Alessandro Lanzoni.
Accanto agli spettacoli, il Teatro della Limonaia sviluppa una serie di attività che rafforzano l’idea del teatro come bene comune. Tra queste Anteprime, percorso rivolto a bambini e genitori per avvicinare le nuove generazioni alla visione teatrale, e Il teatro della cura, laboratorio permanente aperto alla cittadinanza che utilizza la pratica scenica come strumento di relazione, espressione e confronto tra persone, generazioni, culture e sensibilità differenti.
Anche Company Blu affianca alla stagione di danza un programma dedicato al welfare culturale, con laboratori e incontri che utilizzano il movimento come strumento di relazione e inclusione. Tra le proposte Accordanza, dedicato alla riscoperta del sé e dell’altro attraverso il movimento, Tavolo per 2.0, accompagnato dall’incontro Vedo te, e il progetto Glitter. Dare. Una parola. Al corpo, dedicato alla ricerca coreografica inclusiva.
La stagione della Limonaia si presenta così non soltanto come un cartellone di spettacoli, ma come un progetto culturale più ampio: un teatro che prova a essere davvero una soglia, aperta alla ricerca, alla pluralità e alla possibilità di costruire, attraverso le arti, nuove forme di comunità.
