Nella notte tra il 3 e il 4 novembre 1966 l’acqua dell’Arno entrò nella Basilica di Santa Croce raggiungendo i 5 metri di altezza e aggredendo il suo immenso patrimonio artistico e culturale: furuno danneggiate opere come il Cristo di Cimabue e L’Ultima cena di Giorgio Vasari. Sessant’anni dopo, il luogo simbolo della devastazione e della rinascita celebra l’anniversario con una serie di iniziative.

Il sistema di sollevamento dell’Ultima cena del Vasari
Nei giorni scorsi, come spiega l’Opera di Santa Croce, proprio l’Ultima cena del Vasari, restaurata nel 2016 dall’Opificio delle Pietre Dure, è stata oggetto di un test di sollevamento periodico per verificare la sicurezza.
L’opera è infatti dotata di un meccanismo manuale che, in caso di emergenza, consente di provvedere al suo sollevamento in appena undici secondi, garantendo con tempestività la sua totale messa in sicurezza attraverso un sistema di contrappesi. Un modo per salvarla dal fango e dalle acque in caso si inondazioni.
Il programma di iniziative per il 4 novembre
Il 4 novembre la Basilica ha in programma la celebrazione presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, che da giovane fu anche lui un “angelo del fango”. Con lui ci saranno il cardinale Giuseppe Betori, anche lui giovanissimo volontario arrivato da Roma dove studiava, e l’arcivescovo Gherardo Gambelli.
Verranno ricordate le vittime, quanti vissero quei giorni tragici e tutti coloro che si impegnarono nei soccorsi e nella successiva ricostruzione. Dalla Basilica partirà una processione diretto a Ponte alle Grazie dove si svolgerà la deposizione di una corona nell’Arno alle 10.30.
L’Opera di Santa Croce ha inoltre programmato una serie di visite guidate speciali sul tema “Dramma e rinascita: l’Arno e Santa Croce”, in programma nei sabati 14 e 21 novembre.
Visualizza su Threads