Firenze si guarda allo specchio con la mostra “Firenze ’50 ’60 ’70” aperta fino al 18 ottobre a Villa Bardini, un percorso fotografico che attraversa tre decenni cruciali della vita cittadina attraverso l’obiettivo dell’Archivio Foto Locchi.
Un racconto per immagini che intreccia memoria e identità, restituendo il volto mutevole della città tra crisi e trasformazione.
Promossa da Fondazione CR Firenze insieme all’Archivio Foto Locchi e curata da Giovanna Uzzani, l’esposizione costruisce un itinerario capace di evocare non solo eventi ma anche sentimenti collettivi.
Fondata nel 1924, l’agenzia Foto Locchi ha infatti documentato con sguardo puntuale i passaggi più significativi della storia fiorentina, trasformandoli in un patrimonio visivo che abbraccia arte, musica, costume, sport e vita quotidiana.
Davanti alle sue celebri bacheche affacciate su piazza della Repubblica, si radunavano i fiorentini per curiosità o nella speranza di riconoscersi in quelle immagini.
Articolata in dieci sezioni tematiche e composta da 150 fotografie, la mostra accompagna il visitatore lungo un itinerario che parte dagli anni Cinquanta, segnati dal clima mondano e fiducioso del dopoguerra in cui Firenze si afferma come palcoscenico internazionale.
Attraversa poi i Sessanta, più tesi e drammatici, tra l’alluvione del 1966 e le prime contestazioni giovanili; per arrivare infine ai Settanta, quando la città si fa più introspettiva e complessa, specchio di nuove dinamiche sociali e culturali.

Il percorso espositivo
La prima sezione si apre con le memorie del dopoguerra di una città in ricostruzione, in cui la questione sociale e il diritto al lavoro sono al centro della vita degli anni Cinquanta.
Tra gli eventi più importanti di quegli anni: la mobilitazione degli operai della Pignone, la testimonianza di Don Milani, la rivoluzionaria Scuola di Barbiana, la comunità dell’Isolotto che si raccoglie intorno a Don Mazzi; poi il dramma dell’alluvione del ’66, le piazze che si mobilitano nel Sessantotto, i fermenti sociali degli anni Settanta.
La vita quotidiana è protagonista della seconda sezione: le tradizioni popolari, i tuffi in Arno, i picnic fuori porta, le domeniche allo stadio, i primi supermercati con la esse lunga. A Firenze ci si sposa, si acquistano abiti di alta moda, si incontrano scrittori, artisti, stelle del cinema di Hollywood, stilisti.
Nelle sezioni che seguono sono protagonisti i luoghi della vita cittadina: il Teatro Comunale in Corso Italia, il Teatro della Pergola, la libreria Seeber in via Tornabuoni, lo storico dehor delle Giubbe Rosse, le mitiche edizioni del Maggio Musicale Fiorentino.
Una sala è dedicata alla Fiorentina: il campionato 1955-56 che valse alla squadra il primo scudetto, poi la stagione 1960-61 con la vittoria della Coppa delle Coppe e della Coppa Italia, e ancora il secondo scudetto del 1969, fino al 1972, anno in cui debutta l’appena diciottenne Giancarlo Antognoni.
La fotografia sportiva spazia dalla Mille Miglia con Tazio Nuvolari nella leggendaria Ferrari 166 Spider Corsa, al mitico Gino Bartali che corre nel Giro d’Italia e si allena in campagna.
L’ultima sezione è dedicata all’invenzione del Made in Italy, con le sfilate di moda nella Sala Bianca di Palazzo Pitti delle maison ormai accreditate sulla scena internazionale: Firenze diventa un brand.

Foto Locchi: lo “specchio” di Firenze
La mostra a villa Bardini mette in luce anche l’importanza dell’agenzia fotografica, nata nel 1924 come “Foto Locchi – Studio d’arte e tecnica fotografica” grazie a Tullio Locchi fotoreporter di guerra e ritrattista della famiglia reale.
Alla morte di Tullio, Foto Locchi dal 1926 è rilevata dai suoi collaboratori e sotto la direzione di Silvano Corcos diviene l’agenzia fotografica ufficiale della città.
Negli anni del dopoguerra, la ditta arriva a contare fino a trenta maestri fotografi.
Come nella tradizione della bottega artigiana, gli apprendisti imparano il mestiere attraverso l’insegnamento dei maestri, ai quali è affidato il ruolo di tramandare lo “stile Foto Locchi”.
Oggi può vantare 300 mila fotografie digitalizzate e un archivio di oltre 5 milioni di scatti.
