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Mafia, beni confiscati in un comune toscano su quattro. Giani: “Non lasciamoli inutilizzati”

Il convegno “I beni confiscati alla mafia in Toscana. L’impegno dello Stato, della Regione e degli Enti locali per restituirli all’uso pubblico” è stata l’occasione per fare il punto della situazione in Toscana che con 687 beni è al nono posto in Italia per i beni sottratti alla criminalità organizzata

Podere di Suvignano (Siena), il bene confiscato alla mafia restituito alla Toscana

Con 687 tra abitazioni, terreni, capannoni artigianali o industriali, la Toscana è al nono posto in Italia per i beni sottratti alla criminalità organizzata e presenti sul suo territorio . In tutto il Paese sono più di 40.000.

Questo quanto emerso nel corso del convegno organizzato dalla Regione in collaborazione con il suo Centro di documentazione cultura legalità democratica, su “I beni confiscati alla mafia in Toscana. L’impegno dello Stato, della Regione e degli Enti locali per restituirli all’uso pubblico” , che si è tenuto a Palazzo Sacrati Strozzi, sede della presidenza.

Un’importante occasione di confronto con l’agenzia nazionale dei beni confiscati, con le prefetture, con le amministrazioni comunali e provinciali e con l’associazionismo. Un “gioco di squadra” fondamentale soprattutto per la seconda fase, ovvero la seconda vita dei beni una volta confiscati. Perchè questo deve essere l’obiettivo. Restituire all’uso pubblico ciò che la mafia ha sottratto. Come avvenuto con la tenuta di Suvignano, oggi campo aperto di legalità ma anche azienda agricola e agriturismo. Lo dice chiaramente il presidente Eugenio Giani: “Non possiamo sequestrare i beni e poi essere costretti a tenerli inutilizzati per anni. Per accorciare i tempi serve un gioco di squadra tra Stato, Prefetture, Regione e Enti locali e soprattutto la concretezza degli amministratori“.

Una nuova legge per snellire le procedure

Dobbiamo essere in grado – ha precisato Giani – di trovare per loro una finalità sociale. La Regione Toscana sta facendo e continuerà a fare la propria parte per finanziare i progetti di recupero che ci verranno sottoposti e non abbiamo nessuna intenzione di tagliare i 5,5 milioni di euro che abbiamo destinato a questo scopo da qui al 2024, nonostante quest’anno dovremmo far fronte ad un aumento delle sole bollette energetiche per la sanità di 190 milioni di euro. Quella per il recupero a fini sociali dei beni sottratti alle mafie è e resta una delle nostre priorità

Tra le criticità principali per quest obiettivo, le tempistiche che allungano i procedimenti. Si parla in media di nove anni per l’assegnazione dei beni dopo la confisca Nove anni di media sono davvero troppi, anche se da questo punto di vista sono stati fatti molti passi avanti nel processo di velocizzazione delle procedure – ha detto l’assessore regionale alla Cultura della Legalità, Stefano Ciuoffo – Sono ormai maturi i tempi  per una legge capace di snellire le troppo spesso defatiganti procedure che devono essere seguite e mi auguro si riesca ad approvarla presto. La Regione crede molto nella necessità di recuperare immobili e terreni al fine di restituirli alle proprie comunità locali, dando così una risposta alle diverse esigenze di carattere sociale. Per tali ragioni la Giunta regionale ha stanziato per il triennio circa 5,5 milioni di euro. Vi sono ancora risorse disponibili rivolte agli enti locali ed occasioni come quella di oggi possono rappresentare uno stimolo oltre che un momento di approfondimento”.

I numeri delle confische in Toscana

I beni sequestrati alle mafie sono presenti in un comune toscano su quattro ma fortunatamente non è un primato.

In Toscana ci sono molti immobili sequestrati, ma meno che in altre regioni del nord Italia– ha spiegato il prefetto di Firenze, Valerio ValentiIl che significa che le infiltrazioni criminali qui da noi sono meno invasive e che il nostro tessuto sociale è sano e non permette il radicamento delle organizzazioni mafiose, anche se siamo di fronte ad un pericolo crescente”.

In Toscana la provincia che ha sul proprio territorio il maggior numero di beni sottratti definitivamente alle mafie è Grosseto con 80, seguita da Pistoia con 62 e da Prato con 47. Fanalino di coda in questa particolare classifica è Firenze, con 13 beni. Il totale ammonta a 284 in tutta la Toscana. Sono 68 su 273 i Comuni toscani che hanno sul proprio territorio beni sottratti alla criminalità. Il numero più grande è in provincia di Pistoia con 14 Comuni, seguita da Siena con 11 e da Livorno con 9.

On line è possibile consultare un file con tutti i dati e le statistiche raccolti dall’Osservatorio della Regione sui beni confiscati alla criminalità organizzata in Toscana, le cui pagine si possono trovare all’indirizzo www.regione.toscana.it/beniconfiscati.

Una volta che gli immobili sono recuperati, le amministrazioni locali li destinano soprattutto a scopi sociali oppure a fini istituzionali, ma non mancano la vendita per arrivare al soddisfacimento dei creditori o gli usi governativi.

Secondo il direttore dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati, Bruno Corda, la situazione in Toscana “è molto positiva per ciò che riguarda il contributo fornito dalla Regione per affrontare questo tema. In Toscana ne abbiamo già destinati in via definitiva circa 270 la grandissima parte dei quali agli enti locali. E altri contiamo di consegnarne in futuro. Dobbiamo quindi essere capaci di dare una mano a chi ne ha bisogno per progettare una nuova vita sociale per i beni sequestrati e assegnati. Per arrivare alla confisca definitiva e alla destinabilità dei beni occorre attendere i tre gradi di giudizio. Noi siamo riusciti a velocizzare molto, anche con il contributo delle Prefetture, l’iter necessario all’assegnazione dei beni”.

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