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Il mare protagonista a Carrara nelle opere di oltre 50 artisti: da Fattori a De Chirico

Dal 9 luglio al 30 ottobre esposte cento opere di artisti di varie scuole italiane in anni decisivi, compresi tra la nascita del Regno d'Italia e lo scoppio della Seconda guerra mondiale

Il mare in mostra a Carrara

Il mare è di tutti ma non appartiene a nessuno: così gli artisti nel corso dei secoli hanno visto lo stesso mare, ma poi ognuno si è immaginato e figurato il suo.

Questa è la riflessione che ha ispirato la mostra “Il Mare: Mito storia natura. Arte italiana 1860 – 1940”  in programma a Palazzo Cucchiari di Carrara (Massa Carrara) dal 9 luglio al 30 ottobre.

Curata da Massimo Bertozzi e articolata in sei diverse sezioni l’esposizione propone un viaggio attraverso le opere di cinquanta artisti di varie scuole artistiche italiane in anni decisivi, compresi tra la nascita del Regno d’Italia e lo scoppio della Seconda guerra mondiale.

Vittorio Corcos, Lune de miel, 1885. Collezione privata. Courtesy Galleria d’Arte Goldoni Livorno

Gli artisti in mostra

La selezione degli artisti spazia così dalle varie scuole dei macchiaioli (Fattori) e post macchiaioli (Lloyd, Ulvi Liegi, Puccini) ai pittori cosiddetti labronici (March e Natali), dalla figurazione simbolista (Sartorio, Benvenuti, Baracchini Caputi), dal mondo colorato dei divisionisti (Nomellini) alla stagione delle avanguardie (Ram, Thayaht) e dei “ritorni all’ordine”, con richiami alle grandi individualità dell’arte italiana, De Chirico, Savinio, De Pisis, Campigli, Morandi, Nathan e tra gli scultori Martini, Marino, Manzù, Messina.

Un’attenzione particolare sarà riservata all’area ligure-apuana, e quindi ai pittori versiliesi autoctoni, come Chini, Moses Levy, Viani, o d’adozione, come Carrà, Carena, De Grada, Funi, e quindi ai cantori delle terre di Liguria, come Telemaco Signorini e agli scultori apuani come Carlo Fontana e Arturo Dazzi.

La mostra

La mostra si articola in sei sezioni, si parte con “Il mare dell’immaginazione” che è solo in apparenza lontano e altrove; in realtà è il mare della vicinanza, del ricordo che accorcia le distanze, perché si annida nella memoria di tutti, quella dove si deposita la parte migliore del passato, ad alimentare sogni e visioni di cui sul mare non c’è mai stata penuria.

“Un mondo di sabbia: orizzonti tra terra e mare” vede protagonista il mare del realismo, dai macchiaioli in poi, è una condizione della natura, con le sue brume mattutine e i suoi tramonti accecanti, così come il mare delle tenebre, che per i poeti epici aveva il colore del vino; in ogni caso è un mare per gente terragna, che dipinge all’aria aperta e in piena luce, ma pur sempre con i piedi e il cavalletto ben piantati per terra.

“Andar per mare: costrizione e avventura”: nei gesti, nelle le voci e nei colori degli uomini che vivono e lavorano sul mare si racconta il trapassare dalla natura alla storia: quando la vita di tutti i giorni riverbera nello specchio della poesia e dell’arte.

Andare al mare significa anche “la villeggiatura”: la geometria delle cabine, i triangoli bianchi delle vele, i colori pastello delle sdraio e degli ombrelloni, il tutto racchiuso tra l’azzurro del mare, il grigio degli arenili e il verde delle pinete: assai più che un pretesto, un prepotente stimolo a dipingere: sul mare anche la pittura trova le sue trasmigrazioni, come i pesci, come gli uccelli, come i popoli.

In mostra anche “gli oggetti del mare”: raccoglitori di conchiglie, collezionisti di sassi rotondi e vetri colorati, innamorati dei relitti di antichi naufragi, attratti dal luccichio colorato dei pesci e crostacei, i pittori di nature morte, sembrano tutti epigoni di Angiò “uomo d’acqua” che, sulla spiaggia di Viareggio, raccoglieva gli straccalli del fiume Magra, per adornare la sua povera capanna di frasche.

L’esposizione si chiude con “L’uomo e il mare: il corpo della scultura”. Nei domini della scultura si è sempre messo a nudo il corpo dell’uomo, e della donna; al mare sembra accadere la stessa cosa: la cosiddetta vita di spiaggia è infatti mangiare, dormire, bagnarsi divertirsi, con l’intenzione di ristorare la mente, ma alla fine lo scopo sembra piuttosto quello di nutrire il corpo e di esibire il fisico.

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