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Mattarella e la lezione di don Milani: “Dare opportunità a chi non ne ha”

La visita del presidente della Repubblica a Barbiana per i 100 anni della nascita del priore. Il monito: “Scuola di tutti e per tutti”

Il presidente Sergio Mattarella davanti alla tomba di don Lorenzo Milani a Barbiana

Il presidente della Repubblica e il priore con gli scarponi da montagna. Nel centenario della nascita di don Lorenzo Milani il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è a Barbiana per ricordare un maestro, un educatore, una guida “per i giovani che sono cresciuti con lui nella scuola popolare di Calenzano prima, e di Barbiana poi“.

Contro il privilegio e l’emarginazione

Mattarella è arrivato in elicottero, atterrando nei pressi della scuola di Barbiana, accolto dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dal sindaco di Vicchio Filippo Carlà Campa, dal sindaco della Città metropolitana di Firenze Dario Nardella e dal vice prefetto Eugenio Pitaro.

Ha raggiunto il cimitero di Barbiana per depositare un cuscino di fiori sulla lapide di don Milani, e poi si è concesso una breve visita della Cappella. Poi il trasferimento nella Scuola di Barbiana. La visita della chiesa dove operò don Milani.

Il presidente Eugenio Giani accoglie il presidente Sergio Mattarella in visita a Barbiana per i 100 anni della nascita di don Lorenzo Milani

Un testimone coerente e scomodo

Nei luoghi dove trascorse l’esistenza don Milani, Mattarella lo ricorda “testimone coerente e scomodo per la comunità civile e per quella religiosa del suo tempo. Battistrada – ha spiegato – di una cultura che ha combattuto il privilegio e l’emarginazione, che ha inteso la conoscenza non soltanto come diritto di tutti ma anche come strumento per il pieno sviluppo della personalità umana”.

Per Mattarella “essere stato un segno di contraddizione, anche urticante, significa che non è passato invano fra noi ma, al contrario, ha adempiuto alla funzione che più gli stava a cuore: fare crescere le persone, fare crescere il loro senso critico, dare davvero sbocco alle ansie che hanno accompagnato, dalla scelta repubblicana, la nuova Italia. Don Lorenzo avrebbe sorriso di una sua rappresentazione come antimoderno se non medievale. O, all’opposto, di una sua raffigurazione come antesignano di successive contestazioni dirette allo smantellamento di un modello scolastico ritenuto autoritario“.

L’arrivo del presidente Sergio Mattarella a Barbiana per i 100 anni della nascita di don Lorenzo Milani

Scuola per tutti e di tutti

Centrale nel discorso del presidente il ruolo della scuola secondo don Milani. “Scuola come luogo di promozione e non di selezione sociale. Una concezione piena di modernità, di gran lunga più avanti di quanti si attardavano in modelli difformi dal dettato costituzionale” ha ricordato. E ha aggiunto: “La scuola è di tutti. La scuola deve essere per tutti. Spiegava don Milani, avendo davanti a sé figli di contadini che sembravano inesorabilmente destinati a essere estranei alla vita scolastica: “Una scuola che seleziona distrugge la cultura. Ai poveri toglie il mezzo di espressione. Ai ricchi toglie la conoscenza delle cose”. Impossibile non cogliere la saggezza di questi pensieri. Era la sua pedagogia della libertà“.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la visita a Barbiana

Partendo dalle parole del priore di Barbiana Mattarella ha sottolineato che “il motore primo delle sue idee di giustizia e uguaglianza era proprio la scuola. La scuola come leva per contrastare le povertà. Non a caso oggi si usa l’espressione “povertà educativa” per affermare i rischi derivanti da una scuola che non riuscisse a essere veicolo di formazione del cittadino” ha aggiunto.

La scuola, in un Paese democratico, non può non avere come sua prima finalità e orizzonte l’eliminazione di ogni discrimine. Il merito non è l’amplificazione del vantaggio di chi già parte favorito. Merito è dare nuove opportunità a chi non ne ha, perché è giusto e per non far perdere all’Italia talenti; preziosi se trovano la possibilità di esprimersi, come a tutti deve essere garantito” ha concluso Mattarella.

La cerimonia a Barbiana per i 100 anni di don Lorenzo Milani

Giani: Don Milani, la forza dello spirito e delle azioni

Giani, accogliendo la prima carica dello Stato a Barbiana, ha spiegato che “proprio da questo luogo, in cui si provò ad allontanarlo, riusci, invece, a parlare al mondo intero con una forza ed un’intensità che hanno raggiunto i nostri tempi. La vita e le opere di don Milani sono la dimostrazione che la forza dello spirito e dei valori umani superano qualunque confine fisico e temporale a cui li si voglia relegare”.

La grandezza della sua azione e delle sue opere rappresentano un lascito inestimabile. “Don Milani – ha proseguito il presidente – ha contribuito alla maturazione di valori e principi che ora ci appaiono più comprensibili, proprio perché lui li coltivò contro ogni ostacolo. Qui a Barbiana, con la sua scuola e poi con ‘Lettere ad una Professoressa’, costruì una nuova pedagogia’”.

Il presidente Eugenio Giani davanti alla tomba di don Lorenzo Milani a Barbiana

Poi il valore universale della Pace. “Una Pace vissuta – ha detto ancora Giani -, praticata e portata fino alle estreme conseguenze dell’obiezione di coscienza“.  Il presidente della Regione ha sottolineato che “don Milani era alimentato dall’amore per la Chiesa, per il Vangelo e per sacerdozio, come ha voluto sottolineare nel suo pellegrinaggio qui a Barbiana nel 2017, lo stesso Papa Francesco”.

Giani ha concluso ricordando che “per noi toscani don Milani, come il Sindaco Santo Giorgio La Pira, sono straordinarie figure morali e politiche che vivono tutt’ora in mezzo a noi, personalità che hanno forgiato l’identità della nostra Regione che ha sempre fatto di quel suo motto ‘I Care’ un caposaldo dell’agire quotidiano”.

Il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo davanti alla scritta “I care” in ricordo di don Lorenzo Milani

Mazzeo: investire su scuola e formazione

La presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella è un messaggio chiaro a investire tanto sulla scuola e sulla formazione, e di investire sull’apertura e sull’inclusione in un tempo in cui c’è la voglia di ritorno a chiusure, a far saltare ponti anziché costruirli” ha detto il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo.

Il compito della politica – ha aggiunto Mazzeoè quello di continuare l’azione che Don Milani ha portato avanti per tutta la sua vita: mettersi al servizio degli altri, pensando di farlo con lo spirito di un servizio civile, perché questo deve essere la politica”.

Per Mazzeo Don Milani è sempre stato un punto di riferimento. “All’ingresso della scuola di Barbiana – scrive Mazzeo – c’era un grande cartello con la scritta ‘I care’, ‘Mi prendo cura, mi sta a cuore’. Mi ha emozionato molto ritrovarmele oggi davanti, in questo luogo straordinario. Quelle due parole per me rappresentano infatti l’impegno che ognuno di noi deve prendersi nei confronti della comunità e del prossimo ed è la ragione per cui abbiamo deciso di apporle anche all’ingresso dell’aula del Consiglio Regionale della Toscana“.

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