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Sant’Anna di Stazzema, muore l’ultima supersiste della strage nazista

Alla soglia dei cento anni è morta Genoveffa Moriconi, la superstite più anziana del massacro nazista avvenuto il 12 agosto 1944. Quel giorno furono uccise 560 persone, tra cui donne e bambini

È morta Genoveffa Moriconi, finora la superstite più anziana dell’eccidio nazifascista di Sant’Anna di Stazzema (Lucca) del 12 agosto 1944, in cui furono uccisi 560 civili, fra cui donne, bambini e anziani. Aveva 99 anni.

A renderlo noto è stato il Parco Nazionale della Pace. Nella strage di Sant’Anna Genoveffa Moriconi perse il fratello, le sorelle e la mamma. Quella mattina si trovava in località Sennari, in Alta Versilia, insieme alla famiglia, quando un gruppo di Ss radunò nella piazza di questo borgo, vicino alle case, persone indifese pronti a sparare. All’improvviso un comandante tedesco ordinò di sospendere l’esecuzione e di trasferire i prigionieri a Valdicastello (Lucca) risparmiando così le vite.

I Martiri di Sant’Anna

“Aveva stretta fra le braccia la piccola Carla di sette mesi quando, con altre donne, bambini ed anziani, attendeva che quella mitragliatrice di fronte alla quale li avevano ammassati entrasse in azione” scrive l’associazione Martiri Sant’Anna di Stazzema in una lettera aperta indirizzata ai familiari di Genoveffa, ai figli Carla ed Enzo e alle nipoti Stefania e Patrizia.

“Apparso all’improvviso, un ufficiale ordinò di sospendere la fucilazione. Ciò salvò la vita a lei e a tanti altri del piccolo borgo di Sant’Anna, ma non li protesse dal dover convivere, negli anni a venire, con le atrocità cui avevano dovuto assistere. Genoveffa raccontava, fra l’altro, di aver cercato di nutrire, nei suoi ultimi giorni, la piccola Anna, figlia di sua zia Bruna” si legge ancora nella lettera.

Il saluto

“Ormai allo stremo delle forze, nel suo ultimo giorno di vita, Anna era fra le sue braccia, quando Don Giuseppe Vangelisti le scattò la fotografia grazie alla quale questa piccola oggi non è soltanto un nome, ma simbolo dei troppi innocenti sacrificati. Condividiamo le parole con cui la ricorda Manuela, una delle figlie della nostra terra: vola verso i tuoi cari, quelli che mai hai dimenticato fino all’ultimo istante. Ci hai insegnato il coraggio, che non ti è mai mancato, la simpatia, che sempre c’era nelle tue parole, e l’amore, quello ‘vero’, per il tuo paesello di cui gioivi nell’ascoltare ogni notizia“.

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