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Salute /FILIERA CORTA

Prodotti a km 0 e benessere: alla scoperta della Piramide Alimentare Toscana

Gli alimenti tipici della nostra regione, oltre a costituire un importante patrimonio culturale, acquistati localmente permettono di ridurre le distanze fra il produttore e il consumatore, con vantaggi per la salute e l’ambiente

Siamo abituati a pensare alle piramidi come a maestosi monumenti del passato; oggi, in Toscana, è diventata il simbolo della nostra salute quotidiana.

Si chiama PAT (Piramide Alimentare Toscana) ed è un modello unico in Italia. Nata dal lavoro di un comitato scientifico che ha unito medici, nutrizionisti e agronomi delle università toscane insieme ad ARS e ARSIA, la PAT vuole essere una guida per riscoprire il gusto di mangiare bene, nel rispetto delle nostre radici culturali e gastronomiche. Il principio è semplicissimo: consumare tutto, senza esclusioni, regolando solo la frequenza.

La piramide si sviluppa su sei livelli. Più il cibo si trova in basso, alla base del disegno, più spesso deve comparire sulle nostre tavole. Man mano che si sale verso la cima, la frequenza diminuisce.

Come funziona la Piramide Alimentare Toscana

Piramide Alimentare Toscana

Nella parte basale si trovano la frutta e la verdura che possono essere mangiate anche in grande quantità. L’importante è rispettare la stagionalità di questi prodotti; altra cosa importante che sta alla base di un sano e corretto stile di vita è l’attività fisica, che deve essere praticata quotidianamente.

Al secondo gradino della piramide alimentare vi si trovano i cereali e prodotti come la pasta e il pane: ormai sappiamo che questi alimenti sono entrati di default nell’alimentazione di ciascuno di noi, ma l’importante è che siano di origine integrale perché ai giorni nostri il dispendio di energie e l’attività fisica è minima. Rientra in questa categoria anche l’olio extravergine di oliva.

Al terzo gradino troviamo legumi, frutta secca, latte e yogurt: segue poi quello con pesce e pollame. Al penultimo gradino si trovano prodotti da consumare più saltuariamente: formaggi (in particolare quelli stagionati), uova e patate. Chiude la PAT il sesto livello contenente alimenti da limitare al massimo: qui si trovano dolci, carne rossa, salumi.

A fare da fondamenta a tutta la struttura ci sono tre elementi trasversali: molta acqua, un consumo moderato di vino (rigorosamente ai pasti) e una costante attività fisica. In totale, la PAT seleziona 70 prodotti d’eccellenza, di cui ben 65 appartengono strettamente alla tradizione toscana.

Salute, economia, ambiente

Ci sono almeno tre buone ragioni per decidere di mangiare sano e per consumare prodotti locali e di stagione. La prima è strettamente legata alla salute. Imparare a mangiare bene, conviene. Lo dimostrano i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: gli stili di vita non salutari sono la causa principale delle malattie più diffuse. Un’alimentazione sbilanciata, il sovrappeso e l’obesità, insieme alla sedentarietà, sono tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie del cuore, accidenti cerebrovascolari, diabete e di alcuni tumori.

La seconda ragione è economica. Comprando dai produttori locali e privilegiando l’acquisto diretto al mercato o tramite gruppi organizzati, si diminuisce il numero degli intermediari tra la produzione e il consumo e, di conseguenza, si riducono i costi con un doppio vantaggio: per il produttore, a cui è garantita una remunerazione più equa, e per il consumatore, che può acquistare prodotti migliori pagandoli meno.

Il terzo motivo è di natura ambientale: ridurre al massimo la distanza tra il luogo di produzione e il luogo di vendita significa ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera. Risultato: arrivano sulla tavola prodotti più ricchi di sostanze protettive per la salute, riducendo il consumo di risorse inquinanti.

L’impegno della Regione Toscana

Filiera corta

La Regione Toscana crede fermamente nella filiera corta, un modello che accorcia le distanze tra la terra e la tavola per garantire prodotti freschi, genuini e capaci di valorizzare l’immenso patrimonio agroalimentare del nostro territorio. Per questo motivo, negli ultimi anni, ha promosso una serie di progetti per portare avanti una strategia che unisce sanità, commercio e agricoltura. Tra questi, Pranzo Sano Fuori Casa: i locali che aderiscono all’iniziativa espongono un logo a forma di cuore e si impegnano a offrire piatti nutrizionalmente bilanciati, valorizzando la stagionalità, l’uso dell’olio extravergine di oliva e riducendo il sale.

Vetrina Toscana, invece, è una rete che unisce ristoranti, botteghe e produttori per promuovere il turismo enogastronomico e la cultura del cibo. Gli esercenti propongono menù basati proprio sui prodotti tradizionali della nostra terra, simbolo di genuinità e sostenibilità.

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