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Dimensionamento scolastico 2027-28: approvati gli indirizzi della Regione Toscana

Il provvedimento mantiene il numero di autonomie scolastiche nel numero attuale di 450. Soddisfatti il presidente Giani e l’assessora Nardini

Scuola - © Azzedine Rouichi, Unsplash

Via libera alla delibera di Giunta con cui si approvano gli indirizzi regionali per la definizione del piano di dimensionamento della rete scolastica per l’anno scolastico 2027-28. Si tratta di un passaggio previsto dalla normativa e necessario per programmare la rete scolastica.

La Regione non provvede obbligatoriamente ad alcun accorpamento o fusione di istituzioni scolastiche, in linea anche con la battaglia condotta in questi anni a difesa della scuola pubblica, contro i tagli imposti dal Governo nazionale.

Nell’ottica del rispetto dell’autonomia territoriale viene tuttavia lasciata la facoltà agli enti locali competenti di formulare volontarie proposte di accorpamento o fusione di istituzioni scolastiche, ma in quel caso, al fine comunque di mantenere invariato il numero di istituzioni scolastiche in 450 unità, le eventuali proposte di accorpamento o fusione del primo o del secondo ciclo, approvate dalle Province o dalla Città Metropolitana nei rispettivi piani, dovranno essere accompagnate obbligatoriamente in tali provvedimenti provinciali o metropolitano, a pena di non accoglimento delle stesse, da una corrispondente proposta di costituzione di nuova istituzione scolastica che preveda l’indicazione di denominazione, sede direttiva e plessi coinvolti in tale operazione.

Tradotto: la Regione Toscana non vuole perdere nemmeno una autonomia scolastica alla luce del Decreto interministeriale n. 118 del 25 giugno 2026 con cui è stato definito il contingente organico dei dirigenti scolastici e dei funzionari di elevata qualificazione (ex DSGA) per gli anni scolastici 2027/2028, 2028/2029 e 2029/2030 per tutte le Regioni da cui risulta che per la Toscana tale contingente è quantificato in 450 unità.

Adesso la parola passa ai territori, alle Conferenze Zonali per l’Educazione e l’Istruzione prima e alle Province e alla Città Metropolitana, per poi tornare alla Giunta regionale che, alla luce dei piani provinciali, approverà il piano regionale entro il 26 ottobre, nel rispetto della scadenza prevista dal livello nazionale del 31 ottobre.

Confermata, negli indirizzi, la scelta di tutelare gli istituti scolastici con sede in un Comune classificato come area interna periferica o ultra-periferica, e di escludere da possibili eventuali accorpamenti/fusioni i CPIA – Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, e l’Educandato di Firenze.

“La scuola è e rimane una delle priorità della Regione e la programmazione della rete deve essere costruita tenendo conto delle esigenze dei territori e del diritto delle ragazze e dei ragazzi a un’offerta formativa di qualità”, afferma il presidente della Regione, Eugenio Giani, il quale evidenzia come “questo provvedimento rappresenta un passaggio amministrativo necessario e non un piano di tagli”.

L’assessora regionale con delega all’Educazione e all’Istruzione, Alessandra Nardini, sottolinea come, dopo un triennio di tagli imposti dal Governo nazionale, finalmente ne se ne prevedano altri:”È il frutto anche della nostra mobilitazione, dell’opposizione alla scelta sbagliata di tagliare sulla scuola pubblica rispetto a cui ci siamo opposti al Governo con ogni mezzo e in ogni sede.

È senza dubbio una buona notizia quella che il decreto interministeriale non preveda tagli di autonomie scolastiche non solo per il prossimo piano di dimensionamento ma per l’intero triennio e mi auguro che non ci siano aggiornamenti peggiorativi in futuro.

Tuttavia, in sede di Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, insieme anche ad altre colleghe e colleghi delle Regioni amministrate dal centrosinistra abbiamo espresso parere negativo su questo decreto, perché comunque vengono confermati i tagli passati, che a nostro avviso sono sbagliati anche nei numeri rispetto alla nostra reale popolazione studentesca toscana, come abbiamo da sempre sostenuto, e perché, ancora una volta, non sono chiari i criteri adottati per definire il contingente di dirigenti scolastici e di ex DSGA assegnati ad ogni Regione.
Continueremo a difendere la scuola pubblica convintamente, come abbiamo fatti in questi anni e a concertare con gli Enti locali territoriali e con le organizzazioni sindacali le scelte”.

Gli indirizzi approvati dalla Giunta, che pongono al centro la qualità dell’istruzione e le esigenze delle comunità locali, si inseriscono nelle disposizioni previste dalla normativa nazionale, che attribuisce alle Regioni il compito di definire gli indirizzi per il dimensionamento della propria rete scolastica nell’ambito della programmazione regionale. Le Regioni devono annualmente approvare i relativi piani di dimensionamento entro il 31 ottobre.

L’atto approvato dalla Giunta toscana costituisce quindi l’avvio della procedura per il piano 2027-28. Le successive fasi della programmazione dovranno portare alla definizione del piano regionale attraverso il coinvolgimento dei territori, nel rispetto delle competenze previste dalla normativa.
Prima dell’approvazione in Giunta, la delibera sugli indirizzi ha visto un passaggio di confronto formale con il comitato interistituzionale (Province toscane, Città Metropolitana di Firenze e una rappresentante delle Conferenze Zonali per l’Educazione e l’Istruzione), con la Commissione regionale permanente Tripartita e anche un primo passaggio informale con ANCI e UPI Toscana, Città Metropolitana di Firenze, categorie scuola e confederazioni di CGIL, CISL e UIL.

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