Attualità/

Elezioni USA: tre americane a Firenze e la sfida Donald Trump-Joe Biden

Tre giovani americane originarie di Mississippi e California ci raccontano com’è l’America vista da lontano in un momento storico così importante per gli equilibri politici mondiali

USA

A poche ore dalla sfida elettorale tra Donald Trump e Joe Biden per decidere chi sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America siamo andati a intervistare tre americane che vivono e lavorano a Firenze da molti anni. Mary Gray viene dal Mississippi è una giornalista freelance, Nina Peci dalla California si occupa di marketing e comunicazione e Michelle Davis anche lei californiana è una fotografa e dj che lavora presso il The Student Hotel. Cos’hanno in comune queste tre ragazze? Naturalmente l’amore per Firenze e l’ “incubo” di altri quattro anni con Trump al governo negli USA.

Mary Gray
Mary Gray

Mary Gray: “Sono finalmente riuscita a votare ‘absentee’, per Biden/Harris e i candidati democratici di Mississippi. Mi ricordo il giorno in cui ha vinto Trump come se fosse ieri e non vorrei mai riviverlo. Vengo dal Mississippi e voto in Mississippi che è tra gli stati chiamati “Bible Belt” ed è forse quello più conservatore degli Usa, anche se non condivido personalmente i punti di vista di tanti miei compatrioti (tengo a precisare che non ci vivo ufficialmente da quando avevo 18 anni)… i miei hanno fatto early voting per Biden/Harris. In Mississippi è certo quanto il Papa è cattolico che vincerà Trump, ma personalmente ritengo sia importante esercitare il mio diritto di votare anche per essere contata tra il voto popolare nazionale”.

Nina Peci
Nina Peci

Nina Peci: “Sembra un’esagerazione, ma la rielezione di Trump sarebbe un disastro per l’America. È evidente che la sua incompetenza abbia creato un danno enorme per gli Stati Uniti e non so se sia possibile sopportarlo altri 4 anni. Ci ha diviso in una maniera che non ho mai visto in vita mia. Va oltre la politica; è anche una questione di moralità. Spero tanto nella vittoria di Biden perché ha promesso di lavorare sull’unità e Kamala Harris come vicepresidente sarebbe un bel passo in avanti sia dal punto da vista femminista che per la comunità di colore. Sarebbe un bel segnale contro il razzismo che ormai corre dilagante nel mio paese di origine.
Io voto nello stato della California e vivo in Italia da più di 30 anni. Sono molto appassionata di politica e ho sempre votato a distanza. Ho preso la doppia cittadinanza italiana per poter votare anche qui. Per me votare e essere attiva nella comunità è un diritto importantissimo. C’è gente che è morta per garantire il mio diritto di voto ed è il mio modo per onorare la loro memoria.
Non faccio previsioni perché il nostro sistema elettorale è molto strano e difficile. Può succedere di tutto. Non escludo nemmeno dei brogli. Spero soltanto in un “landslide” in modo di non dover correre ai ricorsi in tribunale – un tribunale che Trump ha lavorato per quattro anni in modo da renderlo a suo favore. In ogni caso, credo che queste elezioni siano un momento veramente storico e che mette fortemente alla prova la nostra costituzione e la nostra democrazia in un modo mai visto prima.”

Michelle Davis
Michelle Davis

Michelle Davis:  “Quando ha vinto Trump ho pensato che il mio peggior incubo fosse diventato realtà! Non mi sono mai sentita cosi ideologicamente distante dal mio paese, una frattura profonda e incredula soprattutto dopo la parentesi democratica e filo europeista di Obama. Mi ricordo amici e amiche americane in lacrime, ma questa è la natura della grande giostra trasformista di un paese che ha perso la bussola politica e rincorre fumose promesse di una grandezza ormai in declino.
Non sono più certa che esista qualcuno in grado di cambiare l’America. Penso però che un vero leader debba avere la capacità di stemperare le grandi divergenze di questo paese ricco di estremismi, profondamente individualista (nel bene e nel male) e ancorata ad un modello economico che per quanto faccia ancora sognare, porti al fallimento di molti altri. Vorrei veder implementare un sistema sanitario sostenibile, maggior accessibilità per quanto concerne l’istruzione e sicuramente un approccio meno conflittuale… insomma, la seconda guerra mondiale è nel passato, e credo che questo atteggiamento da protettori dell’universo sia da archiviare per lasciar spazio a una nuova identità, più umile, realista e collaborativa.
Io sono una goccia blu nell’oceano rosso che è la Louisiana, stato di residenza della mia famiglia statunitense. Sono nata in California ma purtroppo non ho più la residenza. Per me conta tantissimo anche se ammetto che mi attivo soprattutto per le presidenziali, mentre per le votazioni locali mi muovo poco… anche se ritrovarmi nel 2020 a votare contro un emendamento costituzionale che nega il diritto all’aborto è stato un bel wake up call!
Io incrocio tutti gli arti incrociabili nella speranza che vinca Biden (soprattutto per Kamala Harris!), per quanto non lo reputi un candidato forte ma credo nei valori che rappresenta… la mia filosofia in questo momento è #VoteBlueNoMatterWho!”.

Il risultato delle elezioni USA è ancora incerto, chi sceglieranno gli americani come nuovo presidente? Il democratico Joe Biden che ha dalla sua parte Obama e la ‘ruggente’ Kamala Harris oppure il repubblicano Donald Trump che gli americani amano per la sua spregiudicata sincerità? Una cosa è certa chi vincerà si troverà davanti grandi sfide da affrontare: la gestione della pandemia di Coronavirus, l’economia, il cambiamento climatico, ma anche cercare di tenere unito un paese che contiene molte contraddizioni e rischia di viverle in modo sempre più frammentato.

I più popolari su intoscana