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Enoturismo da record a Montalcino: nel 2024 oltre 223 mila presenze

Secondo l’analisi condotta dal consorzio una bottiglia di Brunello genera un impatto da 117 euro sul territorio

Una veduta di Montalcino nella nebbia

Vola l’enoturismo a Montalcino generando ricadute economiche a livello locale ben superiori agli standard toscani. Nel 2024 si parla di presenze per oltre le 233mila unità. Una manna dal cielo in un momento in cui ci si trova a dover affrontare calo dei consumi e dazi Usa. Non solo: ogni volta che viene stappata una bottiglia di Brunello si genera un impatto positivo sul territorio di 117 euro: quattro volte il valore di una bottiglia di vino.

“Un moltiplicatore di ricchezza, quello dell’enoturismo – è il commento del presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei -, che influisce positivamente sulle imprese vitivinicole, alle prese con un’agenda difficile tra dazi Usa e calo dei consumi, ma anche sull’intera economia del territorio di Montalcino, per un beneficio diretto e indiretto da oltre 150 milioni di euro”.

L’eno-industria turistica a Montalcino

Un’eno-industria turistica cresciuta per l’effetto della notorietà internazionale del proprio vino di punta. Una realtà che, come emerge dall’analisi del Consorzio del vino Brunello di Montalcino su base Ufficio di Statistica della Regione Toscana/Istat, conta su 12 esercizi alberghieri (sono tre quelli a 5 stelle), a cui si sommano 180 strutture extra-alberghiere – a partire dagli agriturismi -, oltre a decine di ristoranti (due gli stellati), enoteche e wine bar.

Questi dati saranno al centro di un incontro, in occasione di Benvenuto Brunello, sabato 22 novembre: un focus sull’enoturismo in Italia. A Montalcino le presenze nelle strutture ricettive nel 2024 hanno sfiorato la quota record di 233 mila, il 6,3% in più rispetto all’anno precedente e quasi il 30% sul pre-Covid (2019).

Dati che si consolidano nelle stime provvisorie del 2025: nei primi 2 quadrimestri, il trend presenze segna infatti un ulteriore +0,6%, con circa 130 mila presenze solo nel periodo maggio-agosto con una forte crescita della domanda proveniente da Francia, Est Europa, Cina e Regno Unito.

L’identikit dell’enoturista

L’enoturista-tipo, secondo l’analisi condotta, soggiorna in media per 2,4 giorni soprattutto in esercizi extralberghieri (74% delle presenze). È straniero nel 71% dei casi e per quasi 2/3 di essi proviene da aree extraeuropee. Negli ultimi 5 anni la crescita è stata trainata non solo dagli Stati Uniti (+47%, a 50 mila presenze nel 2024), ma anche da Paesi dell’Est Ue (+87%), di Far East e Oceania con Australia, Sud-Corea e Cina con crescite lievitate dal 61% al 115% dal 2019 a oggi.

Ben superiori alla media (+27,4%) anche i trend di ospiti meno esotici, come Spagna (+108%), Polonia (+89%) e Francia (+43%). La speciale classifica per presenze dai 5 continenti vede comunque in testa i turisti italiani (29% la quota sul totale pernottamenti), seguita da statunitensi (21%), tedeschi (9%), brasiliani (5,3%), inglesi e canadesi.

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