Una bellissima conclusione per le gare di nuoto in acque libere agli Europei di Parigi. L’Italia conquista la medaglia d’argento sulla Senna nella staffetta mista 4×1500 metri. Primo posto per la Germania, terzo per l’Ungheria.
Un altro successo per il quartetto azzurro composto da Barbara Pozzobon, Marcello Guidi, Gregorio Paltrinieri e la toscana Ginevra Taddeucci, che firma una seconda frazione monumentale.
“Sono felicissima – ha dichiarato la nuotatrice fiorentina dopo la perfomance -, siamo una squadra molto unita e molto forte. Abbiamo ottenuto dei grossi risultati noi 4 insieme, è stata una bellissima staffetta e sono contenta di salire sul podio con questo team“.
Ginevra Taddeucci si conferma così la “regina” del nuoto in acque libere: torna a casa con una medaglia d’oro nella 10km femminile, oro nella 5km, bronzo nella 3km Knockout. A cui si aggiunge il secondo posto odierno.

Il medagliere dell’Italia
L’Italia vanta adesso 7 ori, 5 argenti e 9 bronzi ai campionati europei delle discipline acquatiche, in svolgimento a Parigi.
La gara
La sfida per il podio prende forma già dalla prima frazione. Tra le grandi favorite nessuna decide di cambiare strategia e tutte affidano l’apertura a una donna: Barbara Pozzobon per l’Italia, Julia Ackermann per la Germania e Bettina Fabian per l’Ungheria. L’unica squadra a scegliere un uomo al via è la Turchia, con Emir Albayrak, che prova subito a sorprendere le avversarie e costruisce un vantaggio importante. Alle sue spalle, però, il gruppo delle favorite rimane compatto. Pozzobon risale progressivamente e nel finale della prima frazione si porta in terza posizione, spalla a spalla con Fabian. La Germania è più attardata, ma la situazione resta completamente aperta. Al primo cambio la Turchia è davanti in 16’08″0, ma le grandi favorite sono tutte racchiuse in poco più di tre secondi. L’Italia è terza in 16’40″0, con Pozzobon che consegna il testimone a Ginevra Taddeucci.
La Germania affida la seconda frazione a Isabel Gose, l’Ungheria a Viktoria Mihalyvari Farkas. Gose parte fortissimo e si riporta immediatamente davanti, ma Taddeucci non si lascia intimidire. L’azzurra resta nella scia della tedesca e risponde colpo su colpo, mentre l’ungherese fa da elastico alle loro spalle. Si forma così il terzetto annunciato alla vigilia: Germania, Italia e Ungheria. Le tre favorite per il podio allungano sul resto della concorrenza e iniziano una gara nella gara. Gose detta un ritmo indiavolato, ma Taddeucci non trema. Anzi, è proprio la campionessa europea a prendere progressivamente l’iniziativa. L’azzurra impone il proprio passo, resta incollata alla tedesca e tiene a distanza Mihalyvari Farkas. Nel finale arriva l’affondo. Azione di forza e prepotenza di Taddeucci, che aumenta ulteriormente l’andatura proprio in prossimità del cambio. Ginevra mette in acqua tutto quello che ha, guadagna qualche metro sulle rivali e porta l’Italia al comando. Una frazione straordinaria: dopo 3 chilometri l’Italia è davanti in 32’57″8, con la Germania a 1″2 e l’Ungheria a 3″2. Taddeucci ha fatto esattamente ciò che serviva: non ha subito la Gose, l’ha sfidata e nel finale ha addirittura cambiato marcia.

Tocca a Marcello Guidi. Per la Germania entra in acqua Oliver Klemet, per l’Ungheria Kristof Rasovszky. Già nella fase subacquea del cambio è il tedesco a prendere la posizione migliore. Klemet emerge davanti e prova immediatamente a imprimere un nuovo ritmo alla gara. Guidi deve reagire, mentre Rasovszky rompe gli indugi e si porta davanti all’azzurro. Klemet continua però ad aumentare il forcing, soprattutto nel tratto a favore di corrente. Le posizioni del podio sembrano ormai consolidate, ma la battaglia per il secondo posto finisce per favorire proprio la Germania. Guidi e Rasovszky si ostacolano a vicenda e Klemet ne approfitta. Il tedesco fa il vuoto, costruendo un vantaggio che arriva a circa dieci secondi. Una fuga pesantissima, perché al quarto cambio per la Germania c’è Florian Wellbrock. Klemet chiude la sua frazione in 15’10″4 e porta la Germania a 48’09″4 dopo 4,5 chilometri. L’Ungheria è seconda a 8″1, l’Italia terza a 10″4.
Per gli azzurri è il momento di calare l’asso: entra in acqua Gregorio Paltrinieri. Dall’altra parte ci sono Wellbrock e Betlehem, quest’ultimo reduce dalla vittoria nella 3 chilometri knockout sprint. Il tedesco parte davanti, ma l’ungherese ha un avvio impressionante: dimezza rapidamente il distacco e si porta a circa quattro secondi e mezzo da Wellbrock. Paltrinieri, accorto, cerca invece di capire quale sia la scia migliore da seguire. Greg è vicinissimo ai due rivali e non spreca energie. Poi arriva la svolta: Betlehem riaggancia Wellbrock e Paltrinieri è lì. La gara che sembrava poter sfuggire alla Germania torna improvvisamente completamente aperta. A metà dell’ultima frazione le tre nazioni leader sono a strettissimo contatto. Wellbrock prova ad accelerare, ma Betlehem e Paltrinieri rispondono. Il tedesco insiste e apre nuovamente il gas. Questa volta riesce a guadagnare qualche metro. Paltrinieri perde leggermente contatto ed è costretto a ricucire, spendendo energie importantissime. Ma Greg è inesauribile e non ha alcuna intenzione di arrendersi. Nel rush finale Betlehem e Paltrinieri attaccano insieme Wellbrock. Il tedesco, però, risponde presente e resta al comando. Ci prova Paltrinieri. Manca pochissimo al traguardo e Greg trova ancora le energie per lanciare il proprio ultimo assalto.
L’azzurro riesce a riportare l’Italia in seconda posizione e si getta all’inseguimento della Germania. È un finale da brividi, con la Senna che accompagna una battaglia tutta racchiusa nelle ultime bracciate. Wellbrock riallunga, protegge la traiettoria migliore. Paltrinieri ci prova con tutta la generosità possibile, ma più di questo non può. La Germania è d’oro. L’Italia è d’argento. Gli azzurri chiudono in 1h03’41″3, appena due secondi dietro i tedeschi. L’Ungheria, trascinata da uno straordinario Betlehem nell’ultima frazione, è terza a 3″1.