Enogastronomia/

Filiera corta e qualità: la farina “Made in Signa” arriva nelle scuole

Il pane, realizzato con il grano che nasce nei campi della Piana Fiorentina, arriva sulle tavole di circa 1200 bambini delle scuole di Signa e Carmignano

La farina “Made in Signa”

Il pane diventa racconto di territorio, identità e futuro. È quello prodotto dal Forno Cafissi utilizzando la farina “Made in Signa”, nata dal lavoro dell’azienda Fratelli Moretti Cereali e trasformata dal Molino Messerini. Un esempio virtuoso di filiera locale protagonista dell’iniziativa ospitata nella sala del camino di Villa Alberti, promossa dal Comune di Signa insieme a “Qualità & Servizi”.

Un pane a chilometro zero, realizzato con grano coltivato nella Piana Fiorentina e lavorato interamente sul territorio, che nei giorni scorsi è entrato nelle mense scolastiche di Signa e Carmignano. Sono circa 1200 i bambini coinvolti, grazie anche all’attivazione del nuovo centro cottura di “Qualità & Servizi” a La Serra, nel comune di Carmignano, guidato da Mattia Barbugli.

Si tratta di un progetto che mette insieme agricoltura, trasformazione e ristorazione scolastica, con l’obiettivo di rafforzare una vera e propria comunità del cibo fatta di produttori, istituzioni e famiglie. Un modello che punta su sostenibilità, qualità e valore educativo.

Ad aprire l’incontro è stato il sindaco di Signa: “Questo pane non è soltanto un alimento: è il racconto concreto di ciò che siamo. In Toscana non c’è niente di costruito o artificiale – ha sostenuto Giampiero Fossi – tutto nasce da radici profonde, da una cultura che tiene insieme territorio, lavoro e comunità. Quando diciamo che la Toscana è ovunque buona, non solo bella, intendiamo proprio questo: autenticità. E questa autenticità passa anche da ciò che mettiamo nel piatto dei nostri bambini. Offrire loro un prodotto come questo significa trasmettere valori veri, legati alla qualità, alla sostenibilità e al rispetto della nostra terra”.

Si inserisce in questo percorso anche il contributo dell’assessora del Comune di Poggio a Caiano Patrizia Cataldi: “Il rapporto tra i nostri territori si rafforza anche attraverso progetti come questo che mettono al centro l’alimentazione come elemento educativo e culturale. Iniziative come questa, anche alla luce del protocollo “La trave del Montalbano”, che punta a valorizzare l’enogastronomia, dimostrano come sia possibile collegare concretamente il territorio locale a un’azione amministrativa condivisa, valorizzando le produzioni e costruendo una visione comune”.

La farina “Made in Signa” entra nelle scuole grazie a “Qualità & servizi”

Ampio l’intervento dell’Amministratore Unico di “Qualità & Servizi” Filippo Fossati: “Siamo un’azienda interamente pubblica, i cui proprietari sono i Comuni, e non distribuiamo dividendi. Questo ci permette di fare scelte che mettono al centro il bene collettivo. Dieci anni fa i sindaci hanno compiuto una scelta precisa: il cibo non è una merce come le altre. È un fatto sociale, culturale ed economico. La farina potrebbe arrivare dall’altra parte del mondo, dal Canada o da grandi filiere industriali, ma questo modello globale ha prodotto inquinamento, perdita di biodiversità e un abbassamento complessivo della qualità. Noi abbiamo deciso di invertire la rotta, ricostruendo filiere locali e restituendo valore ai produttori”.

E ancora: “Quando si ricominciano a raccontare le storie dei produttori, qualcosa cambia davvero: nascono nuove opportunità, gli agricoltori tornano a investire, si ricostruisce un legame con la terra. Questo pane è il risultato di un lavoro collettivo, ma anche un simbolo: dimostra che è possibile coniugare qualità e sostenibilità, offrendo ai bambini un prodotto sano, buono e legato al territorio”.

La farina “Made in Signa” entra nelle scuole

Un progetto particolarmente apprezzato da Slow Food come ribadito da Paolo Leonelli. “La filiera del cibo incide in modo significativo anche sull’ambiente, e per questo è fondamentale educare le nuove generazioni. Senza consapevolezza aumentano sprechi e cattive abitudini. Noi lavoriamo molto con le scuole, portando laboratori pratici, facendo “mettere le mani in pasta” ai bambini. Quando capiscono da dove viene il cibo, cambiano atteggiamento: lo rispettano di più e lo apprezzano maggiormente”.

Infine, il legame con il turismo e la promozione territoriale: “Oggi – ha commentato Daniela Mugnai di Vetrina Toscana – il prodotto locale è un vero attrattore turistico. Non si tratta solo di mangiare bene, ma di vivere un’esperienza, di entrare in contatto con l’identità di un territorio. Siamo quello che mangiamo: il cibo diventa parte di noi e racconta chi siamo. Mettere in rete produttori, ristoratori e istituzioni significa costruire valore e prospettiva”.

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