Per secoli Firenze è stata una città di leoni. Non soltanto scolpiti sulle facciate dei palazzi, raffigurati nei dipinti o celebrati come simboli della Repubblica, ma anche vivi, custoditi in un serraglio nel cuore del potere cittadino. Una storia affascinante, che intreccia arte, politica e curiosità, è al centro della mostra I leoni di Firenze, in programma fino al 18 gennaio 2027 nella Sala dei Gigli del Museo di Palazzo Vecchio.
Curata da Carlo Francini e Valentina Zucchi, l’esposizione ripercorre il profondo legame tra il leone e la storia della città, attraverso sculture, dipinti, manufatti e documenti che testimoniano la fortuna di questa immagine dall’età romana a quella moderna.
Protagonista del racconto è il Marzocco, il leone simbolo della Repubblica fiorentina, emblema di sovranità, libertà e indipendenza. Una figura che nel corso dei secoli ha accompagnato la storia politica e culturale di Firenze, diventando uno dei segni più riconoscibili della sua identità.
“Il leone è molto più di un simbolo per Firenze: è un’immagine che attraversa i secoli e racconta la storia della nostra città, il suo desiderio di libertà, la sua autonomia e la sua capacità di riconoscersi in valori condivisi”, ha dichiarato l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini.
Non è un caso che il percorso espositivo abbia il proprio fulcro a Palazzo Vecchio, sede storica del governo cittadino e luogo privilegiato della rappresentazione del potere civico.

La opere più importanti in mostra
Ad accogliere i visitatori sono due monumentali protomi leonine di Baccio d’Agnolo, provenienti dal Museo di San Marco, insieme a due Marzocchi del 1383, realizzati da Jacopo di Piero Guidi e Francesco Neri detto il Sellaio.
In mostra anche la replica bronzea del Marzocco realizzata da Clemente Papi per piazza della Signoria, un affresco staccato raffigurante un leone con il giglio, proveniente dal convento della Santissima Annunziata, e il dipinto Leone in due vedute, attribuito a Bartolomeo Bimbi.
Il percorso comprende inoltre preziose testimonianze della diffusione dell’iconografia leonina nella cultura fiorentina, come un antifonario miniato dell’Opera di Santa Maria del Fiore, lo Specchio umano della Biblioteca Laurenziana, una pianta settecentesca di Ferdinando Ruggieri che documenta il serraglio dei leoni, conservata nell’Archivio storico del Comune di Firenze, e una litografia di Adolfo de Carolis dedicata al Marzocco, proveniente dal Museo Nazionale Salce di Treviso.
Il serraglio dei leoni vivi a Firenze
Tra gli aspetti più sorprendenti della mostra c’è proprio la storia dei leoni vivi che per secoli furono ospitati a Firenze.
La loro presenza è documentata fin dal Medioevo: animali esotici e temuti, venivano custoditi in serragli che rappresentavano una manifestazione di prestigio e autorità.
Dopo essere stati ospitati in piazza San Giovanni e presso il Palazzo del Podestà, dalla metà del Trecento fino al 1550 i leoni trovarono spazio anche a Palazzo Vecchio. La loro presenza era talmente radicata nella vita cittadina che ancora oggi la strada retrostante il palazzo si chiama via dei Leoni. Lo stesso nome era attribuito all’attuale via Cesare Battisti quando il serraglio venne trasferito in quella zona.
Le cronache raccontano di numerosi esemplari allevati nel cuore istituzionale della città, capaci di suscitare meraviglia e di rendere tangibile la potenza della Repubblica.
In occasione di solenni ricorrenze venivano organizzate anche cacce e combattimenti, come testimonia un disegno di Giovanni Stradano proveniente dal Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie degli Uffizi. A rendere ancora più suggestiva questa sezione è l’esposizione di un esemplare di leone naturalizzato, proveniente dal Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze.
La mostra invita inoltre a proseguire la scoperta del simbolo leonino oltre la Sala dei Gigli, attraverso gli altri ambienti di Palazzo Vecchio e due importanti istituzioni museali cittadine.
Al Museo Nazionale del Bargello, che custodisce il celebre Marzocco di Donatello, è stato predisposto un percorso tematico dedicato alle principali raffigurazioni leonine delle collezioni. Chi visita Palazzo Vecchio potrà usufruire di una riduzione sul biglietto d’ingresso al Bargello.
Anche il Museo Stefano Bardini partecipa all’iniziativa: all’ingresso sarà distribuita una mappa per individuare le numerose raffigurazioni di leoni raccolte dall’antiquario, testimonianza della fortuna di questa iconografia dall’antichità ai giorni nostri.
Per approfondire la mostra sono previste visite guidate ogni domenica alle ore 15, mentre ai più piccoli è dedicata Marzocco. Il leone di Firenze, in programma tutte le domeniche alle ore 10.15. La prenotazione è obbligatoria al numero 055 0541450 o all’indirizzo info@musefirenze.it.
