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Sostenibilità, aziende vinicole e cantine ecofriendly in Toscana

Dall’eccellenza a livello internazionale di Salcheto alle buone pratiche delle storiche tenute di Ruffino, Il Borro, Carpineto e Banfi

Le vigne di Salcheto – © FB Salcheto

Nel mondo del vino la sostenibilità è un imperativo. Le cantine toscane da tempo si sono attrezzate e spiccano a livello internazionale. Puntano sulla qualità delle produzioni. Promuovono azioni per tutela dell’ambiente, riduzione delle emissioni e autosufficienza a livello energetico.

In rapido aumento il numero di imprese che riducono l’uso dei fertilizzanti. Altre si organizzano per valorizzare il capitale umano e assicurare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Insomma è diventata una priorità una viticoltura rispettosa dell’ambiente e nel segno della sostenibilità.

Gli sforzi della Regione per la sostenibilità

Solo pochi mesi fa è stato approvato il disciplinare di certificazione nazionale della sostenibilità della filiera vitivinicola. Di recente approvazione anche la legge sull’agricoltura biologica in Italia. I wine lovers apprezzano, soprattutto quelli stranieri che preferiscono i marchi ecofriendly.

La Regione Toscana è impegnata in questa direzione con il piano di sostegno da 9 milioni: un investimento per l’ammodernamento delle aziende in termini di innovazione e sostenibilità.

Ecco le cantine toscane che spiccano sullo scenario internazionale per le buone pratiche di sostenibilità: Salcheto, Banfi, Ruffino, Carpineto e il Borro.

La cantina di Salcheto – © Wine architecture

Salcheto, azienda leader in Europa

Salcheto è un’azienda che della sostenibilità ha fatto la sua bandiera da dieci anni. La prima cantina off-grid d’Europa, capace cioè di produrre energia con le biomasse per il fabbisogno della tenuta. L’azienda vinicola creata da Michele Manelli ha tagliato del 40% le emissioni in due lustri. Un po’ come aver piantato 3.300 alberi nella terra del Nobile di Montepulciano.

Da trent’anni Salcheto produce vini senza solfiti e lieviti indigeni. Ha ricevuto il Green Emblem Award, premio Robertparker.com per la qualità dei vini e l’impegno in termini di sostenibilità aziendale. Salcheto ha ottenuto il riconoscimento per aver certificato insieme all’Università di Siena la carbon footprint, l’impronta di carbonio delle proprie bottiglie già dal 2010.

Salcheto produce un bilancio di sostenibilità annuo con cui controlla i livelli di energie e materiali impiegati nelle fasi produttive per ridurre le emissioni di gas serra. Tiene conto della water footprint per razionalizzare l’impiego di risorse idriche. Non trascura l’indice di Biodiversità, al fine di misurare la qualità biologica di acqua, aria ed ecosistemi della tenuta. La bottiglia Bordolese Toscanella utilizzata è la più leggera ed ecologica sul mercato.

Ruffino

La scelta sostenibile di Ruffino

Dall’intuizione dei cugini Ilario e Leopoldo Ruffino nasce nel 1877 a Pontassieve la storica cantina Ruffino. I cugini Ruffino sognavano di portare il loro Chianti ovunque: arrivarono in oltre 90 paesi nel mondo. Divennero poi fornitori della Casa Reale Savoia. Da qui la Riserva Ducale, nata nel 1927 per rendere omaggio al Duca d’Aosta.

In questi mesi Ruffino ha presentato un nuovo logo e un percorso di restyling di tutte le sue etichette, a partire dalla Riserva Ducale. Grande l’attenzione alla sostenibilità. A oggi oltre il 40% dei vigneti di proprietà della cantina è biologico.

Entro il 2025 Ruffino punta alla certificazione ecofriendly di tutte le tenute. Inoltre l’azienda vinicola si ripromette di utilizzare il 100% di uva da fornitori sostenibili o certificati biologici. Infine vuole convertire il 100% delle auto aziendali in modelli elettrici o ibridi.

Progetti di sostenibilità aziendale dal 2018 sotto il cappello di Ruffino Cares: “un ampio progetto di responsabilità sociale, che in queste ore più che mai esprime il nostro sentimento, il nostro cuore battente e la nostra volontà di fare” spiega il generale manager di Ruffino Sandro Sartor. “Un progetto a lungo termine, ambizioso, che ha l’aspirazione di rappresentare quello che l’azienda desidera far vivere nella sua essenza di marchio: la bellezza buona e sociale. Il tutto è certificato in un bilancio di sostenibilità che presentiamo di anno in anno” conclude l’amministratore delegato. L’edizione 2022 del bilancio è stata diffusa in questi giorni.

I vigneti di Carpineto – FB Carpineto

Fotovoltaico e agricoltura di precisione a Carpineto

Carpineto, realtà vinicola nata nel 1967 e con base nel cuore del Chianti Classico, porta avanti da anni una  politica di gestione aziendale ecofriendly. L’azienda fondata da Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo oggi è attiva anche a Montalcino, Montepulciano, in Maremma e nell’alto Valdarno.

Su oltre 500 ettari, con più di 500 km di filari, Carpineto adotta l’agricoltura sostenibile di precisione. Vengono utilizzati tecnologia di ultima generazione e trattori 4.0. Un software aiuta a comprendere i problemi delle vigne. Non vengono utilizzati addittivi e coadiuvanti enologici di origine animale, mentre è ridotto al minimo l’uso di bisolfito. Test e analisi dei vini più restrittivi dei protocolli per il biologico.

L’azienda produce e utilizza energia rinnovabile ottenuta da un sistema a pannelli fotovoltaici da oltre 150 kW. Questo consente a Carpineto di assorbire il 26% in più della CO2 immessa nell’atmosfera. Per ridurre l’impatto ambientale perfino il peso delle bottiglie è stato ridotto. L’azienda ha ottenuto la certificazione Viva per le attività di trasformazione e imbottigliamento vini effettuate nella sede di Dudda.

L’azienda vinicola Banfi a Montalcino

Banfi, l’eterna sfida al cambiamento

Banfi nasce nel 1978 a Montalcino grazie alla caparbietà dei fratelli italoamericani John e Harry Mariani. Da sempre è un’azienda improntata al cambiamento per migliorare la qualità della produzione vinicola. Senza per questo mai scendere a compromessi o a scapito del territorio circostante.

Da qui un approccio imprenditoriale, produttivo e commerciale che dà il giusto peso ai temi della sostenibilità. Tra i progetti aziendali da segnalare Direzione Futuro, che si aggiunge al riconoscimento della certificazione Equalitas.

Dal 2009 Banfi è passata dall’utilizzo di bottiglie leggere: invece dei canonici 570 grammi si è arrivati a quelle da 360 grammi. Dal 2009 ad oggi sono state utilizzate in totale oltre trenta milioni e cinquecentomila bottiglie leggere, dalla seconda metà del 2014 sei milioni di bottiglie del peso di 360 grammi. Con evidenti benefici ambientali.

Da non dimenticare poi l’adesione all’Alleanza Territoriale Carbon Neutrality di Siena ed il premio WISWA 2021 per la sostenibilità di cui è stata insignita Cristina Mariani-May, ceo e proprietaria di Banfi.

Il Borro

Il Borro, sostenibilità a zero emissioni

Il Borro, la storica tenuta che fa capo a Ferruccio Ferragamo e alla sua famiglia, ha varato giusto un anno fa il suo primo bilancio di sostenibilità. Il segno di un’attenzione per le tematiche ambientali che ha radici antiche.

Già pochi anni dopo aver rilevato dal duca Amedeo di Savoia-Aosta il complesso, Ferruccio Ferragamo ha avvviato la riconversione dell’azienda agricola all’agricoltura biologica e in alcuni casi biodinamica. Sono 85 gli ettari dedicati a vigneti biologici.

La tenuta aretina fa ampio uso di fonti energetiche rinnovabili che la rendono a zero emissioni di anidride carbonica. Addirittura produce più energia elettrica di quella che consuma: merito dei pannelli fotovoltaici che alimentano la cantina, le strutture ricettive, i ristoranti e gli uffici. Si arriva a un risparmio di 930 tonnellate di Co2 annui.

Un contributo alla completa autonomia energetica è dato dalle case a ‘bolletta zero’: strutture efficienti alimentate grazie ad energie rinnovabili. Nella tenuta alcune strutture sono anche dotate di sofisticati sistemi di recupero delle acque piovane, da usare poi l’irrigazione dei giardini.

Analogo sistema è adottato per il recupero acque utilizzate poi per tutti i trattamenti in vigna. Buone pratiche anche in cantina e nella ristorazione. Osteria del Borro, il ristorante gourmet della tenuta, non fa utilizzo di prodotti chimici per la pulizia degli ambienti grazie all’impianto di sanificazione all’ozono.

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