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Lavoro: la Regione a Bruxelles per entrare nell’Alleanza Europea per l’Apprendistato

Focus su Intelligenza Artificiale, formazione permanente e ruolo delle Regioni nella nuova politica di coesione. L’assessore Lenzi: “La Toscana protagonista in Europa su politiche del lavoro, competenze e IA”

Unione Europea - © jorisvo

La Regione Toscana rafforza il proprio ruolo nel confronto europeo sulle politiche per il lavoro e le competenze e si prepara a entrare nell’Alleanza Europea per l’Apprendistato, l’iniziativa promossa dalla Commissione europea per sostenere la qualità, l’attrattività e la diffusione dei percorsi di apprendistato in Europa.

La missione di Lenzi

È il principale esito della missione istituzionale a Bruxelles dell’assessore al lavoro, formazione, digitalizzazione, appalti e cybersicurezza Alberto Lenzi, che ha incontrato Manuela Geleng, direttrice della DG Employment, Social Affairs and Inclusion (direttorato “Jobs and Skills”), per approfondire il confronto con la Commissione europea sui principali dossier legati al futuro del lavoro: competenze, formazione professionale, apprendistato, apprendimento permanente, intelligenza artificiale e trasformazioni dei sistemi produttivi.

“L’ingresso nell’Alleanza Europea per l’Apprendistato rappresenta una scelta strategica per valorizzare le esperienze regionali e rafforzare il confronto con altri territori europei sull’apprendistato di qualità – ha commentato l’assessore – la Toscana deve stare nei luoghi in cui si costruiscono le politiche europee per il lavoro, la formazione e le competenze”.

Nel dialogo con la Commissione europea, Lenzi si è soffermato anche sulla futura programmazione 2028-2034 dei fondi europei.La nuova stagione della politica di coesione – ha detto Lenzi – non può essere costruita senza i territori”. 

Lavoro e intelligenza artificiale

Al centro del confronto anche il rapporto tra lavoro e intelligenza artificiale, che sta cambiando il modo in cui si produce, si apprendono nuove competenze e si tutela la sicurezza nei luoghi di lavoro. Per la Toscana, la risposta non può essere subire il cambiamento, ma governarlo attraverso politiche pubbliche capaci di investire sulle competenze, accompagnare imprese e lavoratori e utilizzare l’innovazione per migliorare qualità e sicurezza del lavoro.

Durante gli incontri, la Toscana ha richiamato il lavoro avviato sulla strategia regionale per l’apprendistato, la Carta regionale di qualità degli apprendistati, le esperienze di apprendistato duale e pre-apprendistato e il progetto Interreg Europe QUEEN sulla qualità dell’apprendistato. Sono stati affrontati anche gli Individual Learning Accounts, i conti individuali di apprendimento, promossi a livello europeo per favorire l’accesso alla formazione lungo tutto l’arco della vita. La Toscana ha confermato l’interesse a sviluppare, partendo dagli strumenti già esistenti, un modello progressivo che integri servizi per l’impiego, orientamento, offerta formativa e infrastrutture digitali.

Spazio inoltre alla skills intelligence, cioè alla capacità di leggere e anticipare i fabbisogni di competenze dei territori e delle imprese, indispensabile per orientare meglio gli investimenti pubblici, rafforzare l’offerta formativa e migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

 

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