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Lavoro, secondo il nuovo studio SSATI in Toscana quasi un’assunzione su due è difficile da coprire

Presentato a Firenze lo Studio SSATI 2026: il 44,1% dei profili cercati dalle aziende toscane è introvabile. Al centro del Business Tutors il confronto tra formazione, nuove competenze e intelligenza artificiale

Intelligenza Artificiale Unipi

Il lavoro cambia, ma il divario tra domanda e offerta resta una delle grandi sfide del presente. È quanto emerge dallo Studio SSATI 2026, presentato a Firenze durante il Business Tutors, l’evento conclusivo del corso in Gestione d’Impresa della Scuola di Scienze Aziendali e Tecnologie Industriali “Piero Baldesi”, che quest’anno celebra i quarant’anni di attività.

L’indagine ha analizzato il mercato del lavoro toscano attraverso i dati di Confindustria Toscana Centro e Costa, del Sistema Informativo Excelsior-Unioncamere e dell’Istat, mettendo in evidenza un fenomeno ormai strutturale: le imprese cercano figure professionali che spesso faticano a trovare, mentre molti giovani incontrano difficoltà nell’accesso a occupazioni stabili e coerenti con il proprio percorso formativo.

In Toscana la difficoltà di reperimento dei profili richiesti dalle aziende si attesta al 44,1%, un dato che sale al 44,4% nella provincia di Firenze, superiore alla media nazionale.

Le principali criticità riguardano la mancanza di candidati e il divario tra le competenze possedute e quelle richieste dalle imprese, sempre più orientate verso profili capaci di integrare competenze tecniche, digitali e ambientali con capacità trasversali come flessibilità, lavoro di squadra e problem solving.

Lo studio dedica inoltre un approfondimento al punto di vista dei giovani attraverso una survey realizzata su oltre mille Alumni SSATI. Dall’indagine emerge come solo una piccola parte degli intervistati attribuisca il disallineamento tra domanda e offerta a un cambiamento dell’atteggiamento nei confronti del lavoro.

A pesare maggiormente sono invece fattori concreti come la precarietà contrattuale, le prospettive economiche e la distanza tra le aspettative delle aziende e quelle dei candidati, ridimensionando così la narrazione della cosiddetta “pigrizia generazionale”.

Tra i temi al centro del confronto anche il ruolo dell’intelligenza artificiale, considerata una delle grandi trasformazioni che stanno ridisegnando il mercato del lavoro.

In Toscana il 12% delle imprese ha già introdotto soluzioni di AI, mentre oltre il 40% sta valutando di farlo. La sfida, secondo lo studio, non riguarda soltanto gli investimenti tecnologici, ma soprattutto la disponibilità di persone con competenze ibride, capaci di governare questi strumenti e integrarli nei processi aziendali.

Questi scenari sono stati discussi anche nel talk intergenerazionale che ha visto protagonisti Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere della Sera e de Il Sole 24 Ore, e Clara Morelli, giornalista di Will Media, chiamati a confrontarsi sulle nuove aspettative dei giovani, sulle esigenze delle imprese e sulle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro.

Come da tradizione, il Business Tutors ha ospitato anche la business competition, momento centrale del percorso formativo SSATI: gli studenti hanno presentato i propri business plan davanti a imprenditori, dirigenti e professionisti, lavorando su idee e sfide proposte da sette aziende del territorio.

Un’esperienza che conferma il modello della scuola, fondato sul rapporto diretto tra formazione e mondo produttivo, con l’obiettivo di creare competenze immediatamente spendibili e costruire un ponte concreto tra giovani e imprese.

Talk de bortoli morelli
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