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L’impresa di Fogar che circumnavigò il globo 50 anni fa: Castiglione della Pescaia lo ricorda

Il viaggio in solitaria partì e terminò nel porto toscano. La cittadina della Maremma lo celebra con tante iniziative. La figlia Francesca: “Castiglione è la casa a cui tornare, i castiglionesi sono quegli “altri” a far da specchio e ponte al proprio vissuto”

© Comune Castiglione della Pescaia

Cinquant’anni fa, era il 1 novembre 1973, Ambrogio Fogar partì da solo con la sua barca a vela Surprise da Castiglione della Pescaia per circumnavigare il globo, dopo 402 giorni il 7 dicembre 1974 tornò nel porto maremmano scrivendo la storia. Al navigatore, esploratore e scrittore scomparso nel 2005, il Comune ha deciso di dedicare una serie di iniziative.

Tutte le iniziative in programma

Ci sarà un concorso per le scuole e la mostra “Il mio Fogar” che raccoglierà i ricordi dei castiglionesi: foto, documenti, oggetti che raccontano il legame con Castiglione delle Pescaia. L’associazione Amici della Vela ha poi pensato di restaurare la mappa con le rotte del viaggio. Previsti anche incontri e appuntamenti culturali e la presentazione del libro “Ti aspetto in piedi” della figlia Francesca e uno spettacolo teatrale sulla sua vita. Le celebrazioni termineranno il 7 dicembre con una regata a simboleggiare il momento del rientro di Fogar e il posizionamento sul ponte Giorgini della targa a lui dedicata.

L’amministrazione comunale ha poi scelto di dedicare le “Giornate Europee dello Sport 2024” al ricordo di Ambrogio Fogar. “La cerimonia di apertura si svolgerà il 23 marzo proprio al Club Velico e si chiuderanno il 7 dicembre con un evento che farà rivivere l’arrivo del velista in solitaria”, annuncia la sindaca Elena Nappi.

Toccante il messaggio della figlia Francesca: “Il ritorno e la partenza da un solo porto, Castiglione della Pescaia, in mezzo tutto il mare del mondo. Il viaggio di un uomo che cerca sé stesso, il bisogno di condividere quel “capito” che deriva dallo spingersi oltre il proprio limite, con gli altri. Castiglione è la casa a cui tornare, i castiglionesi sono quegli “altri” a far da specchio e ponte al proprio vissuto. Al presente. Perché questo mezzo secolo ci dimostra che ci sono viaggi che travalicano lo spazio ed il tempo, che in definitiva sono partenze e ritorni dell’Anima. Della sua parte più bella e sacra, di Ambrogio, come di tutti noi”.

Si aggiunge il ricordo della figlia Rachele: “Cinquant’anni… il tempo fa da traghettatore di “messaggi in bottiglia”, messaggi che dovrebbero essere senza tempo ma che oggi, complice la tecnologia, si stanno perdendo: la sfida con se stessi, il coraggio e la curiosità di scoprire e di scoprirsi, la poesia che si nasconde nel farlo. Sono felice e grata che quest’anno una sorta di calendario dell’avvento ricco di incontri, feste e premiazioni accompagnerà, castiglionesi e non, fino al 7 dicembre, a respirare l’avventura di Ambrogio Fogar”.

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