Un confronto in Regione tra soggetti istituzionali, ricercatori e operatori del settore apistico per fare il punto sul Piano di gestione della vespa velutina nel triennio 2023-2025. La specie aliena, chiamata anche calabrone asiatico, rappresenta una minaccia per la biodiversità.
La Toscana è la seconda regione in Italia per numero di apicoltori commerciali, oltre 2.000, la terza per numero totale di apicoltori e la quarta per numero di apiari. “La difesa dell’apicoltura toscana è una priorità strategica per la Regione – commenta Leonardo Marras, assessore all’economia, al turismo e all’agricoltura della Regione Toscana nel corso del convegno – perché non si tratta soltanto di un comparto produttivo di grande valore economico e occupazionale, ma di un presidio fondamentale per la tutela della biodiversità e dell’equilibrio dei nostri ecosistemi. I risultati ottenuti dal Piano di gestione negli ultimi anni dimostrano che il lavoro di squadra tra istituzioni, mondo della ricerca e associazioni sta producendo effetti concreti; dobbiamo però essere consapevoli che la vespa velutina è una minaccia strutturale e non episodica”.

La Regione punta dunque a “rafforzare il sistema di monitoraggio, investire in innovazione e formazione, sostenere gli apicoltori e consolidare il coordinamento tra enti locali e comunità scientifica”. Continuerà “a garantire risorse e strumenti adeguati, finanziando l’attuazione del piano anche nel 2026, perché proteggere le api significa proteggere l’agricoltura, la qualità delle nostre produzioni, la biodiversità e il futuro del territorio toscano”.
Una minaccia concreta per le api
La vespa velutina è un predatore diretto delle api mellifere, causa perdite degli alveari che arrivano fino al 50 per cento e attacca anche altri insetti pronubi. Eliminando i principali responsabili dell’impollinazione e della riproduzione delle piante, la vespa velutina contribuisce alla perdita di biodiversità vegetale. Studi recenti calcolano in 62 il numero di specie a rischio di estinzione in Toscana.
Ad oggi sono stati eliminati circa 1.300 nidi di vespa velutina, oltre il 90 per cento dei quali nelle province di Massa Carrara e Lucca.
