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Mafia, il messaggio di Federica Angeli: “La legalità è libertà”

In occasione della Festa della Toscana la testimonianza della giornalista sotto scorta dopo aver denunciato i clan di Ostia

Federica Angeli

La legalità è una libertà irrinunciabile“: parola di Federica Angeli. La giornalista di “Repubblica” è sotto scorta ormai da nove anni: minacciata di morta dalla mafia di Ostia. La sua indagine giornalistica, come ha raccontato al pubblico e in particolare ai ragazzi in occasione della Festa della Toscana, ha mandato in carcere tanti boss. E, con una vita nel mirino dei clan, ha privato la giornalista e la sua famiglia della libertà.

La libertà di esprimersi e d’informare

Io credo così tanto nell’articolo 21 della Costituzione che parla di libertà di espressione e di libertà di informare che in nome di questo articolo ho perso la mia libertà. La libertà di correre dietro ai miei figli che per strada mi facevano gli scherzi, la libertà di accompagnarli a prendere un gelato dopo che gli uomini della scorta mi hanno riaccompagnato a casa” ha spiegato a una platea rapita dalle sue parole, a margine del tema della Festa della Toscana di quest’anno.

Ritengo la libertà di espressione e di informare il sale della democrazia. Noi giornalisti siamo occhi e orecchi dei cittadini in situazioni in cui loro non potrebbero arrivare” ha aggiunto esprimendo, con una punta di rammarico, il dispiacere per un giornalismo che non sa più fare inchieste. “Non si osa più e ci si accontenta di una verità parziale, senza scavare” ha detto ribadendo di non aver nulla da spartire con questo modo di operare.

Federica Angeli interviene alla Festa della Toscana a Firenze

Federica Angeli ha poi ripercorso la sua storia, la sua lotta contro la mafia. I due anni di lavoro da infiltrata in uno dei gruppi malavitosi più forti di Ostia, la sua uscita allo scoperto. Il giorno in cui ha affrontato il boss Carmine Spada chiedendo conto all’esponente della mafia di Ostia come avesse ottenuto la concessione di uno stabilimento balneare in cinque giorni.

“Il presidente Antonio Mazzeo nel suo bellissimo intervento ci chiede concretezza e mi piace dare il mio contributo, al di là delle mie vicende personali” ha aggiunto. Ecco quindi l’appello ai giovani: “non vi accontentate mai di considerare normale quello che a un certo punto può suonare come normale“.

Federica Angeli

Ecco quindi l’input per gli studenti a porsi delle domande. Ad aprire gli occhi e a capire quando dietri gesti si nascondono l’omertà e i ricatti della mafia. Ha sottolineato il ruolo che la stampa può giocare, ad esempio fornendo l’elenco delle attività legati ai clan dove il denaro sporco viene riciclato. “A quel punto facciamo uno sforzo, non andiamo più in quel posto. Anche così possiamo fare la nostra parte” ha puntualizzato.

A conclusione del suo intervento Federica Angeli ha voluto raccontare un regolamento di conti tra i due clan rivali a cui aveva assistito dalla finestra di casa. I suoi vicini, svegliati anch’essi dagli spari, erano tornati a dormire chiudendo addirittura le tapparelle dopo l’avvertimento del boss: “lo spettacolo è finito, tornate a dormire“.

Federica Angeli

Non abbassare la testa alle angherie

La giornalista non solo non è tornata a letto ma ha deciso di denunciare.  “Ho raccontato l’omertà dei miei concittadini, ho raccontato la mafia a chi diceva che a Roma non esisteva. Perché l’errore più grande è non dare peso a certi comportamenti” ha ammesso.

Così è andata a denunciare e dopo poche ore è finita sotto scorta. Una scelta di esporsi, di non farsi piegare dalla logica del “rientrate a casa” che ha fatto anche per i suoi figli. Una decisione “per imparare e insegnare che non si abbassa la testa alle angherie”.

Ci sono voluti anni, non sono mancati momenti di sconforto ma alla fine anche la Cassazione ha dato ragione alla Angeli. “Non è vero che niente cambia, non è vero che vincono sempre loro. La legalità è una libertà irrinunciabile” ha concluso tra gli applausi del pubblico il suo toccante intervento.

La presenza di Angeli a Firenze

Non è la prima volta che Federica Angeli viene a Firenze per portare la sua testimonianza. Di poche settimane fa l’iniziativa promossa dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia per il lancio di un talent antimafia. E’ di pochi giorni fa la notizia che il sindaco Dario Nardella è disposto ad aprire un’accademia antimafia a Firenze con Federica Angeli.

La proposta per l’educazione alla legalità era stata lanciata proprio dalla giornalista alla kermesse Idea Pd. Il sindaco Dario Nardella durante un intervento a Refresh, la trasmissione di rassegna stampa di Toscana Tv, sembra pronto a raccogliere l’idea.

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