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Marmo, il distretto apuano supera quello veneto: export oltre i 600 milioni

Qualità e lavorazione premiano il distretto del marmo e la Toscana rafforza il modello di filiera industriale sostenibile. Marras: “Gli strumenti messi a disposizione Comuni, imprese e mondo del lavoro nella filiera funzionano”

Marmo Carrara Cave Cava Michelangelo

Partiamo da un dato: con oltre 600 milioni di euro di esportazioni e 418 milioni di lavorati, il distretto apuano del marmo ha sorpassato veneto . La filiera del lapideo toscana ne esce più che positivamente dal secondo report dell’Osservatorio del Marmo, presentato nella sede di Carrara della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, alla presenza anche dell’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras.

“I dati confortano rispetto agli indirizzi dettati dalla nuova legge e dal piano regionale delle cave – ha detto Marras -. Il prelievo sostenibile e un incentivo alla lavorazione per consolidare una filiera territoriale sono ancora i nostri obiettivi . Tutto ciò dimostra che gli strumenti messi a disposizione dei Comuni, delle imprese e di tutto il mondo del lavoro nella filiera del lapideo stanno funzionando. Apriamo pure il dibattito sulle necessità di aggiornamento della nostra piattaforma di regolazione, sapendo però che abbiamo già una base molto solida su cui continuare a costruire il progetto di una filiera industriale sostenibile che intercetti il più alto valore aggiunto”.

Una filiera che ha reagito bene alle sfide globali

Secondo i numeri contenuti nello studio, realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Carrara, la Camera di Commercio e il Consorzio Zona Industriale Apuana e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con il supporto dell’Istituto Studi e Ricerche, quella toscana è una filiera che ha saputo reagire alle sfide globali con una strategia basata sulla qualità e su una solida struttura finanziaria. Il risultato di questo impegno si è tradotto nella generazione di valore anche in contesti macroeconomici incerti e mercati sempre più competitivi.

I dati in sintesi

In estrema sintesi nel 2024, secondo i dati Istat, la provincia di Carrara ha conquistato una quota di mercato pari al 31,1% del valore esportato di materiali lavorati a livello nazionale. Performance raggiunta grazie ad un incremento del 12% nel valore delle esportazioni di marmo lavorato rispetto al 2023 , raggiungendo i 418 milioni di euro.

Se si considera anche il comparto del marmo grezzo, cresciuto dell’8% per un valore di 204 milioni di euro, il totale dell’export provinciale ha superato i 623 milioni di euro complessivi . Risultato che si inserisce in un contesto di forte contrazione dei volumi produttivi, con l’estrazione dei blocchi che si è fermata a poco più di 600mila tonnellate, il livello più basso registrato dagli anni ’70 ad oggi.

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